23.047 · Oggetto del Consiglio federale · 2023-05-24
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 24 maggio 2023 concernente la revisione parziale della legge sui cartelli
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 24.05.2023
Legge sui cartelli: adottato dal Consiglio federale il messaggio sulla revisione parziale
Il 24 maggio 2023 il Consiglio federale ha adottato il messaggio sulla revisione parziale della legge sui cartelli. Per renderla più efficace, l'Esecutivo propone di modernizzare il controllo delle concentrazioni, di rafforzare il diritto civile antitrust e di perfezionare la procedura di opposizione. Saranno inoltre attuate diverse iniziative parlamentari.
Sulla revisione parziale della legge sui cartelli (LCart) il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha condotto una procedura di consultazione, conclusasi l'11 marzo 2022. La revisione contiene numerosi elementi che rafforzano il diritto svizzero della concorrenza e accelerano le relative procedure antitrust.
L'elemento centrale è la modernizzazione del controllo delle concentrazioni: con il passaggio dall'attuale test di rilevamento di una posizione dominante qualificata al test SIEC (Significant Impediment to Effective Competition), la procedura d'esame sarà allineata agli standard internazionali. Le fusioni che limitano la concorrenza in modo significativo potranno quindi essere vietate in modo più mirato oppure vincolate a oneri e condizioni. Il nuovo test permette inoltre di considerare più adeguatamente gli eventuali guadagni di efficienza risultanti da una fusione (p. es. effetti di sinergia).
Un altro elemento della revisione consiste nel rafforzamento del diritto civile in materia di cartelli. In virtù della nuova LCart, consumatori e organi pubblici saranno legittimati a intentare azioni civili.
Infine, la procedura di opposizione sarà rafforzata e resa più favorevole all'innovazione. Per le imprese il rischio di essere direttamente sanzionate per una pratica segnalata scadrà in via definitiva se le autorità della concorrenza non avvieranno un'indagine entro il periodo di opposizione, che sarà ridotto da cinque a due mesi.
Il disegno di legge attua anche tre interventi parlamentari:
- l'introduzione di termini regolatori per le procedure antitrust e di spese ripetibili per i procedimenti amministrativi di prima istanza dinanzi alla Commissione della concorrenza (COMCO) è finalizzata a migliorare la situazione delle PMI, soprattutto per quanto riguarda le suddette procedure;
- la modifica dell'articolo 5 della legge mira a ripristinare la situazione giuridica de facto precedente alla decisione del Tribunale federale nel caso Gaba per quanto riguarda i criteri quantitativi di un accordo in materia di concorrenza. In futuro, pertanto, l'esame degli elementi quantitativi (p. es. le quote di mercato) sarà sostanzialmente necessario anche per gli accordi "hard" (accordi orizzontali sui prezzi, le quantità e il territorio, accordi verticali sui prezzi e protezione territoriale assoluta);
- la nuova LCart contiene disposizioni sul principio inquisitorio, sulla presunzione di innocenza e sull'onere della prova.
Ampi consensi in sede di consultazione
In sede di consultazione il progetto di revisione ha generalmente raccolto ampi consensi. Alcuni partecipanti hanno però deplorato che non prevedesse anche una riforma delle autorità della concorrenza (COMCO e la sua segreteria). Il 17 marzo 2023 il Consiglio federale ha pertanto incaricato il DEFR di presentargli un corrispondente progetto di riforma entro il primo trimestre del 2024. Per esaminare anticipatamente e a fondo le varie possibilità di riforma, il DEFR ha comunque già istituito, il 1° maggio 2023, una commissione di esperti indipendente. Quest'ultima valuterà le diverse opzioni entro la fine del 2023 e sentirà le cerchie interessate.
Lavori in parallelo sulla riforma della autorità della concorrenza
La riforma delle istituzioni non è direttamente legata all'attuale revisione parziale della LCart. È tuttavia opportuna una rapida attuazione degli elementi proposti, tanto indiscussi nella sostanza quanto necessari. Inoltre, il Consiglio federale non intende ritardare ulteriormente l'attuazione di varie mozioni parlamentari, alcune delle quali in sospeso da diverso tempo. Se i lavori per l'attuale revisione parziale della LCart proseguiranno senza intoppi, questi miglioramenti potranno entrare in vigore il prima possibile.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.06.2024
Ok legge sui cartelli, eccezione per club sportivi
I privati e il settore pubblico devono poter intentare un'azione civile se svantaggiati da limitazioni alla concorrenza. È quanto prevedono varie modifiche alla Legge sui cartelli approvate oggi dal Consiglio degli Stati per 33 voti a 4 e un astenuto.
Nel corso del dibattito, il plenum ha anche deciso (31 voti a 8 e 5 astenuti) di specificare nella legge, su proposta di Fabio Regazzi (Centro/TI), di considerare come giustificati per motivi di efficienza economica gli accordi all'interno delle leghe sportive professionistiche che limitano, per esempio, le spese totali o i salari lordi.
Tale aggiunta alla normativa, che ha raccolto consensi tanto a sinistra che a destra, dovrebbe salvare eventuali intese - che dovranno essere volontarie - per introdurre fra i club di hockey su ghiaccio limiti alle remunerazioni (fair play finanziario). Secondo i sostenitori della proposta Regazzi - membro del cda dell'Hockey Club Lugano come da lui dichiarato all'inizio del suo intervento - dovrebbe creare un certa sicurezza giuridica dal momento che simili intese potrebbero anche essere considerate illecite da parte della della Commissione della concorrenza.
Un'eventualità su cui bisogna fare chiarezza, secondo il plenum. Per i sostenitori della proposta, il fair play finanziario potrebbe introdurre un certo equilibrio fra i club dal momento che poche squadre attualmente, ossia quelle più ricche, dominano in lungo e in largo i campionati, lasciando le briciole agli altri. Per Regazzi, inoltre, spalleggiato da altri "senatori" - Stefan Engler (Centro/GR) e Carlo Sommaruga (PS/GE) - i salari rappresentano in alcuni casi fino all'80% delle uscite di un club, specie quelli piccoli, e ciò lascia poco margine di manovra per sostenere i giovani o le squadre femminili.
Gli elementi centrali della legge
Per quanto attiene alle modifiche apportate alla legge in vigore, il plenum ha accolto gli elementi centrali, fra cui la modernizzazione del controllo delle concentrazioni: col passaggio dall'attuale test di rilevamento di una posizione dominante qualificata al test SIEC (Significant Impediment to Effective Competition), la procedura d'esame sarà allineata agli standard internazionali.
Le fusioni che limitano significativamente la concorrenza potranno quindi essere vietate in modo più mirato oppure vincolate a oneri e condizioni. Il nuovo test permette inoltre di considerare più adeguatamente gli eventuali guadagni di efficienza risultanti da una fusione.
Un altro elemento della revisione di legge consiste nel rafforzamento del diritto civile in materia di cartelli. Consumatori e organi pubblici saranno infatti legittimati a intentare azioni civili. Inoltre, la procedura di opposizione sarà consolidata e resa più favorevole all'innovazione. Per le imprese, il rischio di essere direttamente sanzionate per una pratica segnalata scadrà in via definitiva se le autorità della concorrenza non avvieranno un'indagine entro un periodo che sarà ridotto da cinque a due mesi.
Accordi illeciti, nessun cambiamento
In aula, tentativi di annacquare le disposizioni attuali per quanto attiene alla definizione di accordi illeciti sono stati respinti. Per la maggioranza sono illeciti gli accordi in materia di concorrenza che intralciano notevolmente quella sul mercato e che non sono giustificati da motivi di efficienza economica, nonché quelli che provocano la soppressione di una concorrenza efficace.
La maggioranza della commissione, uscita perdente al voto, avrebbe voluto specificare che un accordo intralcia notevolmente la concorrenza soltanto se è dimostrato, sulla base di criteri sia qualitativi che quantitativi, che nel caso concreto possa danneggiare una concorrenza efficace. La maggioranza ha stabilito che una simile aggiunta avrebbe reso più macchinose le procedure, allungandole notevolmente.
In merito alle sanzioni per quegli attori economici colpevoli di limitare la concorrenza, il plenum ha stabilito che nel determinare l'ammontare della sanzione si dovrà tenere conto, quale attenuante, dei provvedimenti adottati dall'impresa per prevenire le violazioni. Non è giusto, a parere della maggioranza, sanzionare severamente un'azienda per colpa di alcuni collaboratori infedeli.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 04.06.2025
Ok a modernizzazione della legge sui cartelli
I privati e il settore pubblico devono poter intentare un'azione civile se svantaggiati da limitazioni alla concorrenza. È quanto prevedono varie modifiche alla Legge sui cartelli approvate oggi dal Consiglio Nazionale per 120 voti a 58 e 12 astenuti. Il dossier ritorna agli Stati per l'appianamento di talune divergenze.
Per quanto attiene alle modifiche apportate alla legge in vigore, il plenum ha accolto gli elementi centrali, fra cui la modernizzazione del controllo delle concentrazioni: col passaggio dall'attuale test di rilevamento di una posizione dominante qualificata al test SIEC (Significant Impediment to Effective Competition), la procedura d'esame sarà allineata agli standard internazionali. La Commissione della concorrenza (Comco) potrà intervenire più rapidamente, ha spiegato Beat Walti (PLR/ZH) a nome della commissione.
Intentare azioni e chiedere risarcimenti
Un altro elemento della revisione di legge consiste nel rafforzamento del diritto civile in materia di cartelli. Consumatori e organi pubblici saranno infatti legittimati a intentare azioni civili e a chiedere risarcimenti. Questa estensione non è collegata al progetto del Consiglio federale sull'esercizio collettivo dei diritti.
Inoltre, la procedura di opposizione sarà consolidata e resa più favorevole all'innovazione. Per le imprese, il rischio di essere direttamente sanzionate per una pratica segnalata scadrà in via definitiva se le autorità della concorrenza non avvieranno un'indagine entro un periodo che sarà ridotto da cinque a due mesi.
Punto più controverso
Il punto più controverso del progetto riguarda la valutazione degli accordi di cartello illeciti. La legge attuale stabilisce semplicemente che sono illegali gli accordi che incidono in modo significativo sulla concorrenza e che non sono giustificati da ragioni di efficienza economica.
Il Consiglio nazionale ha voluto introdurre una valutazione caso per caso, contro il parere della sinistra e del PVL. Si tratta di essere pragmatici, a favore delle imprese, ha detto Walti, criticando le procedure troppo lunghe della Comco. Da un lato, la valutazione deve tenere conto di fattori qualitativi e quantitativi, in risposta a una richiesta avanzata da tempo dal Parlamento. In secondo luogo, è necessario dimostrare che un accordo o un comportamento abusivo di un'azienda dominante sia effettivamente dannoso.
Indebolimento
Dal canto suo, Sophie Michaud Gigon (Verdi/VD) ha avvertito che questa aggiunta potrebbe rendere la legge inefficace. L'obiettivo della legge è combattere l'isola dei prezzi alti che è la Svizzera. "Non apriamo scappatoie, i vincitori saranno i grandi gruppi e gli avvocati d'impresa, a scapito dei consumatori", ha sottolineato.
Sarà praticamente impossibile dimostrare l'esistenza di un cartello, anche se già presente di fatto, le ha fatto eco Samuel Bendahan (PS/VD).
Anche il Consiglio federale si è opposto all'aggiunta del Nazionale. C'è il rischio di "indebolire notevolmente" la legge, ha sottolineato Guy Parmelin. Le procedure amministrative rischiano di essere ancora più lunghe.
Anche la commissione competente del Consiglio degli Stati aveva cercato di aggiungere questo punto. Ma al voto l'aggiunta era stata bocciata. Alla Camera del popolo, invece, il campo borghese ha prevalso per 113 voti contro 75 e 2 astenuti.
No a eccezioni per club sportivi
Nel corso del dibattito agli Stati, i "senatori" avevano anche deciso di specificare nella legge di considerare come giustificati per motivi di efficienza economica gli accordi all'interno delle leghe sportive professionistiche che limitano, per esempio, le spese totali o i salari lordi.
Tale aggiunta alla normativa, che aveva raccolto consensi tanto a sinistra che a destra alla Camera dei cantoni - dovrebbe salvare eventuali intese, che dovranno essere volontarie, per introdurre fra i club di hockey su ghiaccio limiti alle remunerazioni (fair play finanziario) era stato sottolineato - non ha fatto breccia alla Camera del popolo.
Per i sostenitori della proposta, il fair play finanziario potrebbe introdurre un certo equilibrio fra i club dal momento che poche squadre attualmente, ossia quelle più ricche, dominano in lungo e in largo i campionati, lasciando le briciole agli altri.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.09.2025
Legge cartelli, ribadita eccezione per club sportivi
Esaminando a livello di divergenze la modifica della legge sui cartelli, il Consiglio degli Stati ha ribadito di voler fare un'eccezione a favore dei club sportivi professionistici, che dovrebbero poter limitare i salari lordi versati ai giocatori.
Lo scorso giugno, il Consiglio nazionale, d'accordo col Consiglio federale, aveva respinto tale proposta della camera dei Cantoni sostenendo di non voler intese ad hoc per un settore economico particolare. Oggi, per 30 voti a 14, la camera dei cantoni ha approvato invece una proposta di Fabio Regazzi (Centro/TI), contraria tra l'altro alla raccomandazione della sua commissione preparatoria che voleva eliminare questa differenza col Nazionale, volta a mantenere simile eccezione.
Il "senatore" ticinese del Centro, che ha ricordato di essere membro del Cda dell'Hockey Club Lugano, ha giustificato la sua proposta con le difficoltà economiche che attanagliano numerosi club sportivi nel far quadrare i conti a causa dei costi in ascesa e dell'importanza del fair play finanziario per consentire anche ai sodalizi meno ricchi di sopravvivere e di misurarsi ad armi quasi uguali con i grandi club. Secondo Regazzi bisogna anche considerare l'importanza sociale e regionale delle squadre meno dotate finanziariamente.
Un ragionamento, quest'ultimo, ripreso dal collega Charles Julliard (Centro/JU), che ha accennato alle difficoltà per i piccoli club - come la squadra di disco su ghiaccio giurassiana dell'Ajoie - di competere contro quelli grandi,
Tra l'altro, diversi oratori, tra cui Pierre-Yves Maillard (PS/VD), hanno rammentato che simili accordi - sostenuti da 12 club su 14 di disco su ghiaccio elvetici ha puntualizzato Regazzi - sarebbero volontari, e non ostacolerebbero per nulla la concorrenza: d'altronde, in paesi liberali come gli Stati Uniti o il Canada, simili accordi sui massimi salariali sono moneta corrente e non attirano l'attenzione delle autorità alla concorrenza.
In merito al punto più controverso del progetto riguardante la valutazione degli accordi di cartello illeciti, i "senatori" vogliono rimanere alla legge attuale che stabilisce semplicemente che sono illegali gli accordi che incidono in modo significativo sulla concorrenza e che non sono giustificati da ragioni di efficienza economica.
Il Consiglio nazionale aveva invece voluto introdurre una valutazione caso per caso, ciò che la maggioranza degli Stati giudica un'inutile complicazione del sistema in vigore.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 11.09.2025
Il Consiglio nazionale ha respinto, in merito alle divergenze riguardanti la legge sui cartelli, l'eventualità di fare un'eccezione a favore dei club sportivi professionistici che, secondo gli Stati, dovrebbero poter limitare i salari lordi versati ai giocatori. Si tratta di un aspetto inserito dalla Camera dei Cantoni senza alcuna consultazione preventiva: per questo motivo l'emendamento deve essere respinto, ha sostenuto Marcel Dobler (PLR/SG). In merito al punto più controverso del progetto riguardante la valutazione degli accordi di cartello illeciti, il Nazionale non ha voluto rinunciare a una valutazione caso per caso, ciò che la maggioranza dei "senatori" giudica un'inutile complicazione del sistema in vigore.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.12.2025
Il Consiglio degli Stati ha approvato in via definitiva la revisione della Legge sui cartelli, ormai pronta per le votazioni finali. Nella revisione, il parlamento non ha voluto introdurre una eccezione a favore dei club sportivi professionistici, che non potranno così limitare i salari lordi versati ai giocatori. Per quanto attiene alla valutazione dei cartelli, ciò dovrebbe avvenire caso per caso. Tra gli aspetti più significativi della nuova legge figura la modernizzazione del controllo delle concentrazioni: col passaggio dall'attuale test di rilevamento di una posizione dominante qualificata al test SIEC (Significant Impediment to Effective Competition), la procedura d'esame sarà allineata agli standard internazionali. Le fusioni che limitano sensibilmente la concorrenza potranno quindi essere vietate in modo più mirato oppure vincolate a oneri e condizioni. Il nuovo test permette inoltre di considerare più adeguatamente gli eventuali guadagni di efficienza risultanti da una fusione. Inoltre, in futuro consumatori e organi pubblici saranno legittimati a intentare azioni civili.