23.051 · Oggetto del Consiglio federale · 2023-06-21
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 21 giugno 2023 concernente una modifica della legge sull'energia
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 22.06.2023
Il Consiglio federale intende accelerare la costruzione di impianti solari, eolici e idroelettrici
Il Consiglio federale vuole abbreviare le procedure per la pianificazione e la costruzione di grandi impianti per l'impiego delle energie rinnovabili. L'obiettivo è il rapido incremento della produzione di energia elettrica. Nella seduta del 21 giugno 2023 il Governo ha adottato una modifica della legge sull'energia che sottoporrà al Parlamento. Il cosiddetto atto sull'accelerazione prevede, oltre ad altri adeguamenti, lo snellimento delle procedure di autorizzazione e di ricorso concernenti impianti di grandi dimensioni nonché la semplificazione del processo di pianificazione del potenziamento della rete elettrica.
Il potenziamento delle energie rinnovabili deve essere accelerato. Le attuali procedure di pianificazione, autorizzazione e ricorso possono tuttavia comportare notevoli ritardi nei progetti. Tra l'inizio della pianificazione del progetto e la sua realizzazione possono passare più di 20 anni.
Il Consiglio federale intende quindi semplificare e accelerare le procedure per gli impianti solari, eolici e idroelettrici di interesse nazionale. In occasione della sua seduta del 21 giugno 2023, il Governo ha adottato il messaggio e il disegno di legge relativi al cosiddetto atto sull'accelerazione all'attenzione del Parlamento. La revisione riguarda essenzialmente i punti esposti qui di seguito.
Per gli impianti solari ed eolici di interesse nazionale i Cantoni dovranno prevedere una procedura di approvazione dei piani accentrata. D'ora in poi il Cantone di ubicazione rilascerà in un'unica fase tutte le autorizzazioni cantonali e quelle finora concesse a livello comunale necessarie per la costruzione, l'ampliamento o il rinnovamento di tali impianti. In questo modo si eviterà che un progetto venga suddiviso in più tappe e che ogni singola decisione possa essere impugnata fino al Tribunale federale. La procedura accentrata dovrà concludersi entro 180 giorni. L'autorità responsabile per il rilascio dell'approvazione è il Governo cantonale o un servizio cantonale da esso designato. Questa procedura non verrà utilizzata per gli impianti idroelettrici, in quanto quella attuale si è dimostrata efficace.
I Cantoni delimiteranno nel loro piano direttore territori adeguati per gli impianti solari ed eolici. Per i progetti relativi a tali impianti di importanza nazionale in territori adeguati non sarà più necessaria una base nel piano direttore. Nel definire questi territori, i Cantoni dovranno tenere conto della protezione del paesaggio e dei biotopi, della conservazione delle foreste, della protezione delle superfici coltive e delle superfici per l'avvicendamento delle colture.
Le vie di ricorso nell'ambito della pianificazione e della costruzione di impianti solari, eolici e idroelettrici saranno abbreviate. A livello cantonale, in futuro sarà possibile far capo ad un solo grado di ricorso dinanzi al tribunale di ultima istanza cantonale. La decisione sarà presa entro 180 giorni. Inoltre, le organizzazioni locali e cantonali non potranno più ricorrere contro tali progetti. Saranno, come sinora, legittimati a presentare ricorso i Cantoni e i Comuni di ubicazione nonché le organizzazioni attive in tutta la Svizzera, come il WWF, Pro Natura o la Fondazione per la tutela del paesaggio.
Anche il processo di pianificazione relativo al potenziamento della rete elettrica sarà abbreviato. Nell'ambito della sua pianificazione settoriale, la Confederazione non dovrà più in un primo tempo definire una zona di pianificazione per le linee ad altissima tensione, ma direttamente un corridoio di pianificazione, nel quale verrà precisato il tracciato della linea. Le linee ad altissima tensione trasportano l'elettricità dalle centrali elettriche alle reti di distribuzione regionali e locali fino ai consumatori.
Con le misure proposte, il Consiglio federale crea le condizioni per un rapido potenziamento degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e delle linee di trasporto dell'energia elettrica.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 21.12.2023
Colpo d'acceleratore per le energie rinnovabili
Per dare slancio alla transizione energetica, le procedure di pianificazione e autorizzazione per la realizzazione di impianti idroelettrici, solari ed eolici di importanza nazionale devono essere rese più celeri.
È quanto prevedono diverse modifiche di legge adottate oggi dal Consiglio nazionale per 137 voti a 56 e 3 astenuti. I tentativi di UDC e PLR di far entrare dalla porta di servizio la possibilità di realizzare nuove centrali nucleari sono stati rintuzzati dal plenum.
Quest'ultimo, forte anche delle affermazioni degli ambienti che operano nel settore, hanno sostenuto che simili strutture non sarebbero redditizie. Un "sì" alla costruzione di nuove centrali atomiche avrebbe inoltre messo a repentaglio l'intero progetto. Il dossier va agli Stati.
Tutti i gruppi parlamentari, ad eccezione dei democentristi, sono del parere che le attuali procedure di autorizzazione debbano essere snellite e le possibilità di presentare ricorsi limitate, almeno per gli impianti di interesse nazionale. Oggi possono essere necessari fino a vent'anni per ottenere un'autorizzazione.
"Il parco eolico di Ste-Croix (VD), entrato in funzione quest'anno, ha impiegato 25 anni per produrre il suo primo KWh. Non possiamo andare avanti così", ha dichiarato in aula Roger Nordmann (PS/VD). Per Christine Bulliard-Marbach (Centro/FR) è indispensabile accelerare le procedure per il successo della transizione energetica.
Concretamente, in futuro i Cantoni potrebbero far capo alla procedura di approvazione accentrata. Avranno 180 giorni di tempo per prendere una decisione una volta presentato un progetto. I permessi cantonali e comunali necessari per la costruzione dovranno essere rilasciati in un'unica procedura per evitare che un progetto venga suddiviso in varie fasi. In caso di ricorso, i tribunali avrebbero 180 giorni per prendere una decisione.
Rispetto al progetto dell'esecutivo, rappresentato in aula dal "ministro" dell'energia, Albert Rösti, il Consiglio nazionale ha apportato alcune modifiche, rispettando tuttavia globalmente l'ossatura del disegno di legge. In particolare, il Nazionale vuole coinvolgere maggiormente i Comuni nelle procedure di approvazione. Inoltre, vuole accelerare anche le procedure di autorizzazione per le centrali idroelettriche di interesse nazionale.
Il Consiglio federale aveva escluso questo settore dalla procedura accentrata su richiesta dei Cantoni e dell'industria elettrica. Quest'ultima aveva espresso una preferenza per l'attuale procedura in due fasi.
Un altro tema sensibile riguarda i diritti di ricorso, in parte limitati. Le organizzazioni locali e cantonali non potranno più presentare ricorsi. Tale diritto spetterà unicamente alle organizzazioni attive a livello nazionale, come il WWF, Pro Natura e la Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, nonché ai Cantoni e ai Comuni in cui si trovano i siti scelti per la realizzazione di impianti destinati alla produzione di energia pulita.
La destra avrebbe voluto inasprire ulteriormente le condizioni per inoltrare ricorso, fissando per esempio un tetto di aderenti - almeno 50 mila iscritti -, ma tutti i tentativi in tal senso sono stati respinti. Il campo rosso-verde ha messo in guardia dall'adottare regole più stringenti, pena il referendum, respingendo le accuse di coloro che vedono nelle organizzazioni ambientaliste degli ostacoli alla realizzazione di progetti energetici.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 17.12.2024
Colpo d'acceleratore per le energie rinnovabili
Per dare slancio alla transizione energetica, le procedure di pianificazione e autorizzazione per la realizzazione di impianti idroelettrici, solari ed eolici di importanza nazionale devono essere rese più celeri.
È quanto prevedono alcune modifiche alla legge sull'energia affrontate oggi dal Consiglio degli Stati, quale seconda camera. L'esame del disegno di legge, che indebolisce il diritto di ricorso tanto da venir criticato sia dai Verdi che dagli ambientalisti, proseguirà giovedì mattina.
Secondo il "ministro" dell'energia, Albert Rösti, sostenuto da buona parte del plenum, in futuro avremo bisogno di più energia, ciò che rende ancora più importante questo disegno di legge. Insomma, in questo settore abbiamo bisogno di un colpo d'acceleratore.
Concretamente, in futuro i Cantoni potrebbero far capo alla procedura di approvazione accentrata. Avranno 180 giorni di tempo per prendere una decisione una volta presentato un progetto. I permessi cantonali e comunali necessari per la costruzione dovranno essere rilasciati in un'unica procedura per evitare che un progetto venga suddiviso in varie fasi. In caso di ricorso, i tribunali avrebbero 180 giorni per prendere una decisione.
A favore del progetto si sono espresso vari "senatori". "La legge sulla sicurezza dell'approvvigionamento elettrico a medio e lungo termine, approvata dal popolo, prevede la produzione di altri 6 TWh entro il 2040", ha dichiarato a nome della commissione Beat Rieder (Centro/VS), sottolineando l'urgenza di agire adesso. Per Martin Schmid (PLR/GR), l'accelerazione della procedure di realizzazione è essenziale per raggiungere l'obiettivo di produzione che ci siamo prefissati.
Per l'ecologista Céline Vara (Verdi/NE), invece, velocizzare l'iter burocratico non deve andare a scapito della protezione dell'ambiente. A suo parere, "le restrizioni proposte afferenti al diritto di ricorso sono inaccettabili".
Come accennato, l'esame della legge è stato interrotto per mancanza di tempo. Riprenderà giovedì, con in agenda anche la questione delle grandi installazioni fotovoltaiche da realizzare nelle regioni alpine.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 19.12.2024
Transizione energetica, no a ricorsi su progetti idroelettrici
Per dare slancio alla transizione energetica, bisogna accelerare le procedure di pianificazione e autorizzazione per la realizzazione di impianti idroelettrici, solari ed eolici di importanza nazionale. Ne è convinto il Consiglio degli Stati, che oggi ha approvato, con 35 voti a 5, una serie di modifiche di legge in materia, spingendosi oltre quanto preconizzato dal Nazionale e riducendo il diritto di ricorso.
Nel corso del dibattito, che era stato avviato martedì scorso, tutti hanno riconosciuto la necessità di accelerare la produzione di energie rinnovabili per raggiungere gli obiettivi della legge sulla sicurezza dell'approvvigionamento elettrico a medio e lungo termine.
Ma per la sinistra, molte delle proposte avanzate dalla maggioranza borghese sbilanciano completamente il progetto. Se l'accelerazione delle procedure sarà contestata con un referendum, "torneremo indietro di 15 anni", ha messo in guardia invano Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU).
La maggioranza borghese non ha vacillato, sostenuta anche dalle parole del capo del Dipartimento federale dell'energia, Albert Rösti, che si è detto "preoccupato" per l'attuale situazione energetica in Svizzera.
Niente diritto di ricorso
Fra gli elementi salienti delle decisioni odierne, figura in primo luogo il duro colpo inferto al diritto di ricorso. Il plenum ha infatti deciso - con 28 voti a 15 e un'astensione - di non autorizzare i ricorsi delle associazioni ambientaliste contro i 16 progetti idroelettrici, previsti anche in Ticino (Sambuco) e Grigioni (Chlus), che figurano nella legge sull'energia approvata recentemente dal popolo.
Non sono mancate le critiche da sinistra. "Anche se i progetti sono stati approvati dal popolo, devono comunque rispettare le regole dello Stato di diritto", ha ricordato Simon Stocker (PS/SH). "Far saltare questo diritto fondamentale delle associazioni equivale a superare una linea rossa", ha rincarato Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU), ricordando che era stato garantito nella dichiarazione della tavola rotonda del 2021 che ha portato a questi progetti.
Beat Rieder (Centro/VS) ha replicato che il diritto di ricorso dei privati sarà mantenuto. Se vogliamo accelerare i progetti, dobbiamo agire di conseguenza, ha aggiunto Benedikt Würth (Centro/SG).
Solare alpino
I "senatori" hanno riservato un trattamento speciale anche all'energia solare alpina. Con 38 a 4 hanno accettato una proposta in merito di Martin Schmid (PLR/GR) di creare una legge a parte, che entrerebbe in vigore il 1° gennaio 2026, con effetto retroattivo se necessario.
Gli impianti fotovoltaici nelle Alpi dovrebbero in tal modo beneficiare del sostegno federale anche se non immettono ancora parte della loro produzione nella rete elettrica entro la fine del 2025. Secondo quella che è stata denominata legge "Solar Express", ciò dovrebbe valere per gli impianti con una produzione minima di 10 GWh, che possono ricevere un sostegno federale massimo del 60% per i costi di investimento.
Accordo dei comuni
Martedì scorso gli Stati avevano già apportato una serie di modifiche al progetto elaborato dal governo. Vogliono per esempio che i Comuni di ubicazione diano il loro consenso agli impianti solari ed eolici, a meno che il Cantone non stabilisca diversamente.
Se le istallazioni danneggiano biotopi, non dovrebbe più essere necessario sostituirli. Gli Stati propongono invece una tassa di compensazione per i Cantoni.
Secondo il Consiglio federale, in futuro i Cantoni dovrebbero inoltre far capo alla procedura di approvazione accentrata. Avranno 180 giorni di tempo per prendere una decisione una volta presentato un progetto. I permessi cantonali e comunali necessari per la costruzione dovranno essere rilasciati in un'unica procedura per evitare che un progetto venga suddiviso in varie fasi. In caso di ricorso, i tribunali avrebbero 180 giorni per prendere una decisione.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 04.03.2025
Centrali idroelettriche, compromesso su diritti di ricorso
I ricorsi contro i sedici progetti di centrali idroelettriche, che figurano nella Legge sull'energia approvata recentemente dal popolo, dovranno essere possibili solo se presentati congiuntamente da tre organizzazioni. Oggi il Consiglio nazionale, con 134 voti contro 64, ha proposto un compromesso su questo punto della modifica legislativa con la quale il Consiglio federale vuole semplificare e accelerare le procedure di autorizzazione per le energie rinnovabili. Il dossier ritorna al Consiglio degli Stati per l'appianamento di questa e altre divergenze.
Nel dicembre scorso, la Camera dei cantoni aveva ulteriormente inasprito le condizioni per i ricorsi. Aveva escluso qualsiasi ricorso da parte delle organizzazioni ambientaliste contro i sedici grandi progetti idroelettrici, previsti anche in Ticino (Sambuco) e nei Grigioni (Chlus), approvati dall'elettorato la scorsa estate. Il Nazionale non ha voluto spingersi così lontano.
La sinistra ha tentato invano di non toccare gli attuali diritti di ricorso. Christophe Clivaz (Verdi/VS) ha criticato il fatto che le promesse fatte durante la campagna di votazione siano state disattese meno di un anno dopo. Il diritto di ricorso per i singoli e le organizzazioni era garantito, ha sottolineato.
Misure di compensazione riviste
Un altro punto controverso è rappresentato dalle misure di compensazione già previste per proteggere la biodiversità e il paesaggio. Il Consiglio degli Stati vuole rinunciarvi. Se i biotopi sono colpiti da progetti di costruzione, non dovrebbero più essere sostituiti. Al contrario, una tassa di compensazione dovrebbe essere versata ai Cantoni, che sarebbero responsabili di trovare misure adeguate.
Jon Pult (PS/GR) si è opposto invano a questa proposta, ritenendola un "indebolimento del principio 'chi inquina paga'". Anche il ministro dell'Energia Albert Rösti era contrario alla decisione dei "senatori". L'organizzazione ambientalista Aqua Viva sta valutando la possibilità di ritirare il ricorso contro la diga di Trift, nell'Oberland bernese, se le misure di compensazione saranno mantenute, ha sottolineato.
Rösti ha poi aggiunto di essere in contatto con la Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio per il ritiro del ricorso. Questa fondazione si oppone al progetto del Gornerli sopra Zermatt (VS), uno dei sedici previsti dalla legge sull'energia. Senza successo. Ma - al voto - solo la sinistra, i Verdi liberali e parte del Centro lo hanno ascoltato.
Solare alpino
La Camera del popolo si è invece allineata con i "senatori" accettando un trattamento speciale per l'energia solare alpina, anche se con alcune precisazioni, suscitando il grande disappunto dell'UDC. È stata infatti creata una legge separata che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, con effetto retroattivo se necessario.
Gli impianti fotovoltaici nelle Alpi dovrebbero inoltre continuare a beneficiare del sostegno federale anche se non immettono ancora parte della loro produzione nella rete elettrica entro la fine del 2025. Stando alla legge "Solar Express", ciò vale per gli impianti con una produzione minima di 10 GWh, che possono ricevere un sostegno federale massimo del 60% per i costi di investimento.
Il plenum ha poi apportato una serie di altre modifiche. Si è in particolare allineato con i "senatori" per quanto riguarda il coinvolgimento dei Comuni in cui il progetto deve essere ubicato nella procedura di approvazione. Ha infatti chiarito che i Cantoni che hanno già introdotto una procedura di autorizzazione accelerata non devono rivederla a causa della nuova legge federale.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.03.2025
Il Consiglio degli Stati ha tacitamente approvato gli ultimi dettagli in merito alla legge speciale per l'energia solare alpina che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, la cosiddetta "Solarexpress". Essa consente di portare avanti il sostegno federale alla costruzioni di impianti fotovoltaici in montagna. I "senatori" non si sono invece occupati delle ultime divergenze sulla Legge sull'energia, relative in particolare al diritto di ricorso, alle misure di compensazione per la biodiversità e alla partecipazione dei comuni. Visti i profondi disaccordi fra le Camere, la commissione competente intende riesaminarle.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.06.2025
Centrali idroelettriche, nessun diritto ricorso ambientalisti
Nessun ricorso possibile contro i sedici grandi progetti di centrali idroelettriche che figurano nella Legge sull'energia approvata recentemente dal popolo. Lo ha deciso stamane il Consiglio degli Stati che, per 25 voti a 18, ha bocciato una proposta di compromesso del Consiglio nazionale.
In marzo, la Camera del popolo aveva concesso il diritto di ricorso solo se i progetti fossero presentati congiuntamente da tre organizzazioni ambientaliste.
Con la sua decisione odierna, i "senatori" confermano la posizione assunta già nel dicembre scorso: niente ricorsi contro i grandi progetti idroelettrici, previsti anche in Ticino (Sambuco) e nei Grigioni (Chlus), approvati dall'elettorato la scorsa estate.
Beat Rieder (Centro/VS) ha sostenuto, a nome della commissione, l'urgenza di realizzare queste opere che hanno ottenuto l'avallo popolare. Maya Graf (Verdi/BL) si è invece espressa a favore del compromesso del Consiglio nazionale, sostenuto da tutti i partiti. Anche il "ministro" dell'energia, Albert Rösti ha sostenuto il compromesso temendo il lancio di referendum che, se dovesse riuscire, ci lascerebbe con un pugno di mosche in mano.
Per quanto riguarda le concessioni, la Camera dei Cantoni vuole permettere fra l'altro una modifica della concessione per consentire la costruzione di nuove dighe, e non solo l'innalzamento di quelle esistenti.
I due rami del Parlamento restano inoltre divisi sulle misure sostitutive e di compensazione attualmente richieste per proteggere la biodiversità e il paesaggio. Su alcuni aspetti, la Camera dei Cantoni propone nuovi allentamenti alle disposizioni attuali.
Gli Stati concordano invece col Nazionale per quanto attiene alla remunerazione pagata dal gestore di rete per il ritiro dell'elettricità generata da fonti rinnovabili. Questa dovrebbe essere fissata al prezzo di mercato corrente. Per gli impianti con una capacità inferiore a 150 kW dovrebbe continuare a essere fissata una remunerazione minima.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 09.09.2025
CN: centrali idroelettriche, "sì" a diritto ricorso ambientalisti
I ricorsi contro i sedici progetti di centrali idroelettriche, che figurano nella Legge sull'energia approvata recentemente dal popolo, dovranno essere possibili, a condizione di essere presentati congiuntamente da tre organizzazioni. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale.
La posizione della Camera del popolo si oppone frontalmente a quella degli Stati, che per ben due volte hanno escluso qualsiasi ricorso da parte delle organizzazioni ambientaliste contro i sedici grandi progetti idroelettrici, previsti anche in Ticino (Sambuco) e nei Grigioni (Chlus), approvati dall'elettorato un anno fa.
Christian Wasserfallen (PLR/BE), a favore della soluzione adottata dai "senatori", ha ribadito l'urgenza di realizzare opere già approvate dal popolo. Se vogliamo un approvvigionamento energetico sostenibile dobbiamo procedere senza indugi, altrimenti rischiamo decenni di paralisi, ha avvertito.
Senza la possibilità di ricorso, il rischio è che si arrivi al lancio di un referendum, con la concreta prospettiva che il progetto venga respinto alle urne, ha replicato Priska Wismer-Felder (Centro/LU). Uno scenario di rifiuti incrociati, dove la sinistra e l'UDC potrebbero ritrovarsi dalla stessa parte, potrebbe affossare la riforma, ha sostenuto la lucernese.
A smorzare le tensioni è però intervenuto Christian Imark (UDC/SO), che ha escluso l'ipotesi di un sostegno diretto dell'UDC a un eventuale referendum. Wasserfallen e Imark non sono però riusciti a convincere il plenum, che ha mantenuto la divergenza con 102 voti contro 91 (2 gli astenuti).
Nazionale e Stati si oppongono anche per quel che concerne il trattamento speciale per l'energia solare alpina. Il Nazionale vorrebbe scorporare queste novità e inserirle in una legge separata. Gli Stati preferiscono mantenerle nella legge insieme alle disposizioni sull'idroelettrico.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.09.2025
Legge energia, ancora fumata nera nsu diritto ricorso
Dopo due anni di discussioni, ancora fumata nera oggi al Consiglio degli Stati sul diritto di ricorso delle associazioni ecologiste circa la modifica della Legge sull'energia volta ad accelerare la realizzazione di nuovi progetti idroelettrici. Oggi i "senatori" hanno mantenuto alcune divergenze, inviando il dossier in conferenza di conciliazione.
Al centro del dibattito figurano i sedici progetti di centrali idroelettriche inseriti nella Legge sull'energia approvata recentemente dal popolo e per la cui realizzazione il Consiglio federale vuole semplificare e accelerare le procedure di autorizzazione. Il Nazionale vuole che i ricorsi rimangano possibili solo se presentati congiuntamente da tre organizzazioni.
Finora il Consiglio degli Stati si era espresso per stralciare completamente tale diritto. E il compromesso della Camera del popolo? Quest'ultimo non è piaciuto ai "senatori" che, invece, hanno elaborato una loro controproposta presentata da Stefan Engler (Centro/GR) e Thierry Burkart (PLR/AG): il diritto di ricorso rimarrà a livello cantonale, ma in caso di disaccordo il dossier non potrà più essere impugnato davanti al Tribunale federale.
"I tribunali cantonali dovranno decidere in ultima istanza in merito a eventuali ricorsi contro i 16 progetti", ha affermato Engler. In questo modo il diritto di ricorso delle associazioni non verrebbe intaccato, ma si ridurrebbe almeno il numero delle istanze.
Secondo il "ministro" dell'energia Albert Rösti, questo compromesso consente una verifica giuridica dei progetti, come promesso prima della votazione sulla legge sull'energia elettrica nell'estate 2024. In questo modo sarebbe più facile contrastare un eventuale referendum contro il progetto.
Il campo rosso-verde si è detto deluso dalla proposta Engler/Burkart. Maya Graf (Verdi/BL) e Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU) hanno sottolineato che i Cantoni, e l'intero settore elettrico, erano favorevoli alla proposta di compromesso del Consiglio nazionale. Le due "senatrici" hanno anche criticato il fatto che la soluzione proposta non fosse stata discussa in commissione. Al voto, tuttavia, il nuovo compromesso ha raccolto 33 voti favorevoli a 11.
Per sbrogliare la matassa, come accennato, sarà quindi necessaria una conferenza di conciliazione composta di esponenti delle due camere. Quest'ultima dovrà cercare una soluzione capace di mettere d'accordo tutti su questo elemento della legge, come anche sulle divergenze rimanenti.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 23.09.2025
Centrali idroelettriche, approvato compromesso
C'è accordo tra Consiglio degli Stati e Nazionale sul diritto di ricorso delle associazioni ecologiste in merito alla modifica della Legge sull'energia volta ad accelerare la realizzazione di nuovi progetti idroelettrici. Oggi la Camera del popolo ha approvato - con 130 voti favorevoli, uno contrario e 61 astenuti - le proposte della Conferenza di conciliazione, che ricalcano il compromesso avanzato dai "senatori".
Al centro del dibattito figurano i sedici progetti di centrali idroelettriche - previsti anche in Ticino (Sambuco) e nei Grigioni (Chlus) - inseriti nella Legge sull'energia approvata recentemente dal popolo e per la cui realizzazione il Consiglio federale vuole semplificare e accelerare le procedure di autorizzazione.
Per farlo il Nazionale voleva che i ricorsi rimanessero possibili solo se presentati congiuntamente da tre organizzazioni, mentre gli Stati volevano stralciare completamente tale diritto. Settimana scorsa il compromesso: il diritto di ricorso per le associazioni ambientaliste rimarrà a livello cantonale, ma in caso di disaccordo il dossier non potrà più essere impugnato davanti al Tribunale federale.
Questa aggiunta dovrebbe permettere a tali progetti di guadagnare diversi anni di procedure, ha detto Nicolas Kolly (UDC/FR) a nome della commissione. In questo modo, ha aggiunto, l'obiettivo prefissato viene rispettato: accelerare le procedure senza eliminare del tutto il diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste.
La soluzione proposta dalla Conferenza di conciliazione non è però piaciuta alla sinistra, che al voto si è astenuta. "Se i lavori non avanzano non è per colpa dei ricorsi delle associazioni ambientaliste, che non ci sono, ma per motivi economici o politici", ha sostenuto Jon Pult (PS/GR). Il compromesso è "problematico dal punto di vista dello stato di diritto", ha aggiunto il grigionese.
Da notare che esisteva anche un'altra divergenza, di minore importanza, che riguardava l'obbligo di riprendere e retribuire l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili. Il Nazionale avrebbe voluto inserire queste disposizioni in un progetto di legge distinto (il cosiddetto "progetto 3"), poiché non direttamente collegate all'obiettivo della riforma, ossia l'accelerazione delle procedure. La Conferenza di conciliazione si è però allineata al Consiglio degli Stati decidendo di non scorporarle.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 24.09.2025
CSt: centrali idroelettriche, procedure accelerate
Le procedure di autorizzazione per la costruzione di centrali solari, eoliche e idroelettriche di importanza nazionale saranno accelerate. Dopo il Consiglio nazionale, oggi quello degli Stati ha approvato all'unanimità le ultime proposte della conferenza di conciliazione eliminando così le ultime divergenze su questo dossier, ormai pronto per le votazioni finali.
La prima divergenza, quella di maggior peso, riguardava il diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste contro i 16 progetti di centrali idroelettriche - fra cui Sambuco in Ticino e Chlus nei Grigioni - approvati alle urne lo scorso anno.
Alla fine, è stato approvato il compromesso proposto dai "senatori": le organizzazioni potranno sempre ricorrere, ma solo a livello cantonale; in caso di disaccordo non potranno adire il Tribunale federale (TF) quale ultima istanza.
Tuttavia, i ricorsi non avranno effetto sospensivo. La disposizione sarà applicabile anche ai ricorsi pendenti al momento dell'entrata in vigore della modifica, ad eccezione di quelli in corso dinanzi al TF.
Inoltre, Governo e Parlamento hanno convenuto che le organizzazioni locali e cantonali non potranno più presentare ricorsi. Solo le organizzazioni attive a livello nazionale, come il WWF, Pro Natura o la Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, nonché i Cantoni, i Comuni interessati e i privati potranno avvalersi di tale possibilità.
Un altro aspetto controverso concerneva un aspetto formale relativo alla retribuzione versata dal gestore di rete per l'acquisto di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. La Camera del popolo voleva che la questione fosse regolata in un progetto separato. La Camera dei Cantoni voleva invece risolvere tutto in un unico disegno. Alla fine quest'ultima versione ha avuto la meglio.
Tale remunerazione sarà fissata in base al prezzo di mercato corrente. Per gli impianti con una potenza inferiore a 150 kW è prevista una remunerazione minima. Il Consiglio federale può prevedere deroghe per i periodi in cui i prezzi di mercato sono negativi.
180 giorni di tempo
Più in generale, per quanto riguarda l'accelerazione delle procedure, in futuro i Cantoni avranno 180 giorni di tempo per pronunciarsi su un dossier. Le autorizzazioni cantonali e comunali necessarie per la costruzione dovranno essere rilasciate assieme. I tribunali dovranno pronunciarsi entro 180 giorni in caso di ricorso. L'obiettivo è aumentare di almeno 6 TWh la produzione di energia rinnovabile entro il 2040.
Con grande disappunto del campo rosso-verde, il Parlamento ha approvato anche una serie di misure volte a concedere una maggiore flessibilità a livello di tutela dell'ambiente, in particolare a favore dei sedici progetti idroelettrici. In futuro basterà una concessione unica per costruire nuove dighe e non solo per il loro innalzamento. Le Camere hanno inoltre reso più flessibili le misure di compensazione previste attualmente per proteggere la biodiversità e il paesaggio.