23.073 · Oggetto del Consiglio federale · 2023-11-22
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 22 novembre 2023 concernente la legge federale sul mezzo d’identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici
Ausgangslage
Il 20 dicembre 2024 le Camere hanno adottato la legge federale sul mezzo d’identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici (legge sull’Id-e, LIdE). Grazie al nuovo mezzo di identificazione elettronico (Id-e), gratuito e facoltativo, in futuro gli utenti potranno identificarsi elettronicamente in modo semplice, sicuro e veloce. L’Id-e sarà emesso dalla Confederazione e garantirà la massima protezione possibile dei dati personali. È inoltre previsto che gli utenti abbiano il massimo controllo possibile sui loro dati. L’infrastruttura statale di fiducia appositamente creata per l’Id-e potrà essere utilizzata anche da altre autorità e dai privati che desiderano emettere e verificare mezzi di autenticazione elettronici. Contro la nuova legge hanno promosso con successo il referendum, tra gli altri, il Comitato «No alla legge sull’Id-e», gli Amici della Costituzione, MASS-VOLL e il Partito Pirata. Sul progetto è stato dunque chiamato a esprimersi il Popolo il 28 settembre 2025.
Una prima legge sull’Id-e era stata respinta dal Popolo il 7 marzo 2021. Contrariamente al nuovo progetto, la prima legge prevedeva che l’Id-e non fosse emesso dalla Confederazione, ma da privati.
Situazione iniziale
Nella seduta del 22 novembre 2023 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la nuova legge federale sul mezzo d’identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici (legge sull'Id-e, LIdE). La Confederazione non solo sarà responsabile dell'emissione dell'Id-e, ma offrirà anche l'infrastruttura necessaria per gestirlo, oltre a mettere a disposizione degli utenti l'applicazione necessaria per salvarlo sullo smartphone. L'applicazione sarà completamente accessibile anche alle persone con disabilità. La Confederazione fornirà altresì il supporto tecnico agli utenti.
Il Consiglio federale propone inoltre che l'infrastruttura statale per l'emissione dell'Id-e possa essere uti-lizzata anche dalle autorità cantonali e comunali e dai privati (ecosistema). Documenti come certificati di domicilio, estratti del registro delle esecuzioni, diplomi, biglietti per manifestazioni o tessere associative, attualmente emessi per lo più in forma fisica o eventualmente come documenti PDF, in futuro potranno essere gestiti sullo smartphone anche come mezzi di autenticazione elettronici. In questo modo la Con-federazione crea le basi per la trasformazione digitale della Svizzera.
Gli utenti del futuro Id-e statale avranno il massimo controllo possibile sui loro dati («self-sovereign identity»). La protezione dei dati sarà garantita in primo luogo dal sistema stesso (principio della protezione dei dati fin dalla progettazione), in secondo luogo dalla limitazione dei flussi necessari di dati (principio della minimizzazione dei dati) e in terzo luogo dal salvataggio dell'Id-e esclusivamente sullo smartphone dell'utente (salvataggio decentralizzato dei dati). Per sottolineare l’importanza del principio della minimizzazione dei dati, saranno resi noti i casi in cui un verificatore chiede più dati dell'Id-e di quanti siano necessari nel caso specifico.
Per poter reagire agli sviluppi tecnici e sociali, la legge è formulata in modo neutro sotto il profilo tecnico. Infine, il sistema svizzero di identificazione elettronica rispetterà gli standard internazionali affinché l'Id-e possa in futuro essere riconosciuto e impiegato anche all'estero.
Verhandlungen
Il Consiglio nazionale ha trattato il progetto dell’Id-e per la prima volta nella sessione primaverile 2024. Non erano state presentate proposte di minoranza o individuali, sicché la Camera bassa aveva accolto tutte le proposte della Commissione senza opposizioni.
La Commissione aveva proposto alla propria Camera, tra le altre cose, di ampliare l’architettura al fine di garantire la possibilità di un’identificazione anonima, ad esempio per provare in forma anonima la propria età su Internet. Auspicava inoltre che il codice sorgente del software dell’infrastruttura di fiducia fosse reso interamente pubblico e che l’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT) pubblicasse direttive per la divulgazione e svolgesse test di sicurezza. Per rafforzare ulteriormente la protezione dei dati personali, la Commissione suggeriva altresì la revoca immediata dell’Id-e qualora la sicurezza del sistema non avesse più potuto essere garantita.
Dopo un breve dibattito, nella votazione sul complesso il Consiglio nazionale ha accolto il progetto rielaborato con 175 voti contro 24 e 1 astensione. I voti contrari sono stati espressi da membri del gruppo UDC. In linea di principio si era concordi nel ritenere che il nuovo progetto fosse decisamente migliore del precedente.
Il Consiglio degli Stati ha esaminato il progetto nella sessione autunnale 2024. Erano state presentate una proposta individuale – che includeva le modifiche proposte dall’Amministrazione dopo la seduta della Commissione – e alcune proposte di minoranza (Schwander). Le proposte di maggioranza e la proposta individuale sono state accolte, mentre le proposte di minoranza sono state respinte.
La maggioranza della Commissione chiedeva di riprendere la maggior parte delle modifiche decise dal Consiglio nazionale. Proponeva inoltre che il confronto delle immagini del viso fosse possibile anche con l’ausilio di appositi dispositivi al momento della creazione di un’Id-e in loco e che fosse vietato pubblica-re il codice sorgente del software dell’infrastruttura di fiducia se ciò avesse messo a rischio la sicurezza dei dati o i diritti di terzi. Oltre a ciò, le autorità avrebbero dovuto in ogni caso adottare l’Id-e come mezzo di identificazione e quindi come alternativa ai mezzi di autenticazione analogici. La Commissione si era occupata anche della conservazione e presentazione dell’Id-e, attribuendo grande importanza alla sicurezza dei dati. Essa aveva dunque proposto che immediatamente dopo l’introduzione dell’Id-e i dati fossero conservati in un «portafoglio federale», ossia in un’applicazione concepita specificamente a questo scopo. Ciononostante, secondo la sua proposta, in futuro anche i fornitori privati avrebbero dovuto essere autorizzati a offrire una simile applicazione, a condizione tuttavia che rispettassero severe prescrizioni emanate dal Consiglio federale.
La minoranza Schwander aveva tra l’altro proposto che, per motivi di sicurezza, le persone dovessero recarsi fisicamente presso un ufficio passaporti per richiedere l’Id-e. Questa proposta è tuttavia stata respinta con 35 voti contro 7.
La Camera alta ha approvato il disegno nella votazione sul complesso con 44 voti contro 1.
La procedura di appianamento delle divergenze si è svolta nella sessione invernale 2024. La Commissione del Consiglio nazionale ha proposto alla propria Camera di allinearsi essenzialmente alla propo-sta del Consiglio degli Stati, adeguando tuttavia la modifica relativa al codice sorgente in modo tale che questo codice non potesse essere pubblicato in presenza di diritti di terzi o motivi di sicurezza contrari a tale pubblicazione. L’Amministrazione federale avrebbe dunque dovuto verificare periodicamente il persistere di motivi contrari alla pubblicazione del codice sorgente.
Al fine di accrescere ulteriormente la flessibilità e lo spazio per le innovazioni, la Commissione del Consiglio nazionale aveva inoltre proposto di introdurre la possibilità di emettere l’Id-e anche in altri portafogli – e non solo in quello federale – quando il legame con il titolare poteva essere garantito, consentendo così la libera scelta del portafoglio.
La Camera bassa si è allineata alle proposte della sua Commissione senza opposizioni.
In seguito, il Consiglio degli Stati ha approvato tutte le modifiche del Consiglio nazionale. La minoranza Schwander aveva proposto di adottare la prima versione del Consiglio degli Stati, in quanto temeva che la soluzione del Consiglio nazionale andasse esattamente nella direzione che aveva portato il Popolo a respingere il progetto nel 2021 per motivi di sicurezza, ossia il fatto che l’Id-e potesse essere offerta dai privati. Il relatore della Commissione ha però ribattuto che, contrariamente al precedente progetto in cui sarebbero stati i privati a emettere l’Id-e, nell’attuale progetto l’Id-e è emesso da fedpol, responsabile anche della verifica dell’identità. Infatti, secondo il nuovo testo del Consiglio nazionale, i privati potranno mettere a disposizione unicamente il portafoglio, ossia – per così dire – la cassaforte in cui l’utente con-serva l’Id-e al suo domicilio. La proposta di minoranza è stata respinta con 26 voti contro 14.
Nella votazione finale il progetto è stato approvato dal Consiglio nazionale con 170 voti contro 25 e 1 astensione e dal Consiglio degli Stati con 43 voti contro 1. Contro il progetto si sono espressi nuova-mente membri del gruppo UDC.
(Fonti: comunicati stampa del Consiglio federale e delle Commissioni nonché Bollettino ufficiale)
Il 28 settembre 2025 il progetto è stato accolto in votazione popolare dal 50,39 % dei votanti.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 14.03.2024
Identità elettronica: "sì" convinto alla sua introduzione
Un sì convinto all'introduzione della nuova identità elettronica. È quello espresso oggi dal Consiglio nazionale che ha approvato le relative basi legali con 175 voti contro 12 e 2 astenuti.
Dopo il secco rifiuto alle urne il 7 marzo 2021 di un primo progetto, il Consiglio federale ha formulato una nuova proposta, denominata Legge federale sul mezzo d'identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione. Diversamente dal progetto precedente, il nuovo disegno prevede che, anziché fornitori privati, sarà la Confederazione a emettere gli Id-e e a gestire l'infrastruttura necessaria, che dovrebbe essere disponibile dal 2026.
Il documento d'identità sarà gratuito e facoltativo: la Confederazione sarà responsabile dell'emissione dell'Id-e, creerà l'infrastruttura necessaria per gestirlo, nonché l'applicazione che permetterà agli utenti di poterlo avere sui propri dispositivi "smart".
L'Id-e - che potrà essere fornita gratuitamente a chiunque sia in possesso di una carta d'identità o di un passaporto validi - potrà essere utilizzata dalle autorità e anche da privati e consentirà di gestire in tutta sicurezza in un'applicazione fornita dalla Confederazione documenti ufficiali, quali i certificati di domicilio o gli estratti del registro delle esecuzioni, ma anche diplomi, biglietti o tessere di membro. Potrà anche essere utilizzata per visitare determinati siti web che richiedono il raggiungimento di un'età specifica, ha spiegato il consigliere federale Beat Jans.
Per la sua introduzione è prevista una spesa di all'incirca 182 milioni di franchi per lo sviluppo e la gestione dell'infrastruttura, nonché per l'emissione degli Id-e e i relativi progetti pilota. I costi operativi che subentreranno in un secondo momenti sono stimati a circa 25 milioni di franchi l'anno.
Nell'esaminare il disegno di legge proposto dal governo, oggi il Nazionale vi ha aggiunto alcune precisazioni, come l'ampliamento dell'architettura al fine di garantire la possibilità di un'identificazione anonima, ad esempio per provare anonimamente la propria età su Internet.
Il cosiddetto "codice sorgente del software" dovrà inoltre essere reso interamente pubblico e l'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT) dovrà pubblicare le direttive per la divulgazione e svolgere test di sicurezza. Per rafforzare ulteriormente la protezione dei dati personali, la camera del popolo ha anche deciso che l'Id-e potrà essere revocata senza indugio qualora la sicurezza del sistema non dovesse essere più essere garantita.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.09.2024
Ok a un'identità elettronica (e-ID) svizzera
Gli Svizzeri dovrebbero poter beneficiare di un'identità elettronica (e-ID) a partire dal 2026. Seguendo il Consiglio nazionale, oggi quello degli Stati ha sostenuto, quasi senza eccezioni, il progetto governativo, sottolineando comunque l'importanza di garantire la sicurezza dei dati. Il dossier ritorna al Nazionale per le divergenze.
Chiunque sia in possesso di una carta d'identità o di un passaporto svizzero, o di un permesso di soggiorno per stranieri, potrà richiedere una e-ID, sia online che presso l'ufficio passaporti.
La sicurezza dei dati deve essere garantita, ha dichiarato a nome della commissione Matthias Michel (PLR/ZG). A differenza del progetto precedente, bocciato alle urne nel 2021, la nuova e-ID sarà interamente in mano pubblica e consentirà ai titolari di mantenere il massimo controllo sui propri dati.
Protezione dei dati
La Camera dei Cantoni ha apportato al disegno del Consiglio federale una serie di modifiche. In particolare, vuole che l'e-ID sia memorizzata esclusivamente in un'applicazione della Confederazione appositamente concepita (portafoglio elettronico).
In linea di principio, anche i fornitori privati di tali applicazioni dovrebbero essere autorizzati a memorizzare e presentare l'e-ID in futuro, ma solo a condizione che rispettino le rigide norme emanate dal governo.
Dal 2026
Il Consiglio federale crede che l'e-ID potrebbe essere disponibile a partire dal 2026. "Sarà facoltativa, gratuita e facile da usare per tutti", ha assicurato il "ministro" di giustizia e polizia, Beat Jans.
Sarà possibile utilizzarla su Internet per richiedere un estratto del casellario giudiziale o della patente di guida. Ma sarà anche possibile utilizzarla tramite un'applicazione per smartphone, ad esempio per dimostrare la propria età quando si fa un acquisto. Un cantone o un comune potrà far capo all'identità elettronica anche per rilasciare, ad esempio, una licenza di caccia o un certificato di residenza.
Tutti i rapporti con la Confederazione che possono essere svolti virtualmente potranno in ogni caso essere sbrigati di persona. Allo stesso tempo, tutte le autorità svizzere saranno obbligate ad accettare l'e-ID come documento d'identità valido se accettano il principio della prova elettronica dell'identità. Infine, questi sistemi saranno conformi agli standard internazionali, in modo che l'e-ID possa essere utilizzata anche all'estero.
I costi di realizzazione - fino al 2028 - dovrebbero ammontare a 182 milioni di franchi. I costi operativi a partire dal 2029 sono stimati in circa 25 milioni all'anno.
Richieste a Fedpol
In concreto, chi desidera ottenere una e-ID dovrà scaricare un'applicazione, che funziona come un portafoglio. Solo in seguito potrà richiedere l'e-ID all'Ufficio federale di polizia (Fedpol), scannerizzando la propria carta d'identità, il passaporto o il permesso di soggiorno. Fedpol eseguirà una verifica filmata in tempo reale, rilasciando poi l'e-ID: una procedura quest'ultima che dovrebbe richiedere pochi minuti. I dati sono gli stessi della carta d'identità, già in possesso di Fedpol, più il numero AVS.
Voce fuori dal coro, il "senatore" Pirmin Schwander (UDC/SZ) ha sostenuto invano che l'unico modo per ottenere una e-ID dovrebbe essere di persona, rivolgendosi a un apposito sportello. A suo parere, infatti, "il livello di protezione necessario per garantire una sicurezza ottimale nella condivisione di dati personali online non è attualmente sufficiente".
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 02.12.2024
Nuovo mezzo d'identificazione elettronico sempre più vicino
Si sta concretizzando l'introduzione in Svizzera di un'identità elettronica (Id-e) a partire dal 2026. Facendo seguito a quanto proposto dalla sua Commissione degli affari giuridici (CAG-N), oggi il Consiglio nazionale ha apportato al testo alcune precisazioni tecniche. Il dossier ritorna ora agli Stati.
Durante il primo giorno di sessione, il Consiglio nazionale si è nuovamente espresso sul disegno di legge inerente il nuovo mezzo d'identificazione elettronico (Id-e), accolto favorevolmente da entrambe le Camere.
Chiunque sia in possesso di una carta d'identità o di un passaporto svizzero, o di un permesso di soggiorno per stranieri, potrà richiedere l'Id-e, sia online che presso l'ufficio passaporti. Il documento virtuale sarà gratuito e facoltativo e garantirà la massima protezione dei dati e la sicurezza.
E proprio per garantire una maggiore riservatezza e assicurare la protezione assoluta dei dati sono state proposte alcune modifiche agli articoli che ancora richiedevano un appianamento delle divergenze.
La Camera dei Cantoni aveva precedentemente inserito nel disegno di legge la memorizzazione esclusiva dell'id-e in un'applicazione della Confederazione appositamente concepita (portafoglio elettronico). Questa soluzione sarà però temporanea, ha spiegato Gerhard Andrey (FR/Verdi).
In futuro, anche i fornitori privati di tali applicazioni (cosiddette Wallet) potranno essere autorizzati a memorizzare i documenti d'identità virtuali. Per il Consiglio nazionale, i portafogli elettronici dovranno in questo caso essere riconosciuti dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Una tra le questioni sulle quali dovrà ritornerà a discutere il Consiglio degli Stati.
Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.12.2024
Adesione