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23.3031 · Mozione · 2023-02-27

Dipartimento di giustizia e polizia

Il rapporto sullo stato di attuazione dell'intervento è disponibile

Wortlaut

Da inizio dicembre 2022 l'Italia non accetta più trasferimenti nel quadro dell'accordo di Dublino. Nella fattispecie si trattava di 184 persone, richiedenti l'asilo o rifugiati. L'Italia ha tuttavia prorogato questa sospensione dell'accordo di Dublino. La situazione in materia d'asilo in Svizzera era ed è tuttora tesa. Ciononostante, il nostro Paese rispetta rigorosamente l'accordo di Dublino.

Il Consiglio federale è pertanto invitato a:

1. informare il Parlamento sul numero esatto di richiedenti l'asilo o rifugiati che non hanno potuto essere trasferiti in Italia a causa della sospensione da parte italiana dei rinvii nel quadro di Dublino;

2. individuare gli Stati Dublino disposti a adoperarsi a Bruxelles, insieme alla Svizzera, affinché l'Italia rispetti i suoi obblighi derivanti dall'accordo di Dublino;

3. provvedere affinché la Svizzera, non appena saranno stati trovati alleati, intervenga formalmente presso il Consiglio dei ministri della giustizia e dell'interno dell'UE (Consiglio GAI) per chiedere una discussione sul rispetto dell'accordo di Dublino da parte dell'Italia;

4. provvedere affinché la Svizzera, nella sessione del Consiglio GAI, chieda alla Commissione europea di adottare tutte le misure necessarie affinché l'Italia rispetti l'accordo di Dublino.

Begründung

A Natale 2022 si è appreso che il 5 dicembre l'Italia aveva smesso di riprendere i casi Dublino. Si tratta di persone che hanno presentato domande d'asilo in Svizzera, ma per le quali secondo le regole dell'accordo di Dublino è competente l'Italia. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha confermato alla NZZ am Sonntag di essere stata informata dello stop deciso dall'Italia.

L'Italia ha informato tutti gli Stati associati all'accordo di Dublino in merito a questa sospensione, facendo valere improvvisi motivi tecnici correlati a una mancanza di capacità ricettive. Numerosi migranti sono infatti di nuovo sbarcati in Italia.

La SEM si aspettava che la sospensione fosse revocata dopo la pausa natalizia, aspettativa condivisa anche da altri Stati Dublino, ma purtroppo non confermata dai fatti. La SEM si è ben guardata dal comunicare se i trasferimenti verso l'Italia nel quadro di Dublino sarebbero ripresi oppure no.

La sospensione è intervenuta in un momento poco felice per i Cantoni. Le strutture cantonali d'asilo erano già molto sollecitate. Anche i centri della Confederazione erano pieni, cosicché la SEM ha dovuto attribuire prima del previsto molti richiedenti l'asilo ai Cantoni, che hanno dovuto arrangiarsi ad alloggiare questo gran numero di persone.

Un articolo apparso sulla stampa domenicale lascia intendere che alla luce della situazione critica non è più escluso che in Svizzera i richiedenti l'asilo possano dover essere alloggiati in tende ("Asylsuchende sollen ins Zelt" - NZZ am Sonntag 05.02.2023).

A quanto pare, non è la prima volta che l'Italia sospende i trasferimenti nel quadro dell'accordo di Dublino. Si sospetta pure che l'Italia, durante l'afflusso di rifugiati nel 2014, non abbia rilevato le impronte digitali di tutti i migranti giunti nella Penisola. Non si possono più accettare queste gravi violazioni dell'accordo di Dublino. La Svizzera deve intervenire.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide la richiesta avanzata dall'autore della mozione.

L'11 aprile 2023 l'Italia ha decretato lo stato d'emergenza su tutto il territorio nazionale a causa dell'elevato numero di migranti giunti tramite la rotta del Mediterraneo centrale. Secondo le dichiarazioni del Governo, lo stato d'emergenza durerà probabilmente sei mesi e permetterà di adottare e finanziare misure speciali per gestire la migrazione, ad esempio l'ampliamento delle strutture destinate al rimpatrio delle persone che non hanno diritto a uno statuto di protezione in Italia (centri di permanenza per i rimpatri, CPR) o la velocizzazione delle procedure di accoglienza e alloggio.

In Svizzera, attualmente 307 persone sono in attesa di essere trasferite in Italia. Tuttavia, dato che il termine di trasferimento dei casi Dublino scade in linea di massima soltanto dopo sei mesi e può essere prolungato in seguito a un ricorso o in caso di scomparsa, questi richiedenti potrebbero essere in parte trasferiti in un secondo tempo. Tra gennaio e marzo 2023 36 persone hanno dovuto essere sottoposte alla procedura d'asilo nazionale a causa della sospensione dei trasferimenti (stato: 11 aprile 2023), poiché i termini di trasferimento erano scaduti.

Da quando l'Italia ha comunicato di sospendere i trasferimenti nel quadro di Dublino, la Svizzera si adopera attivamente sul piano bilaterale e multilaterale affinché i trasferimenti possano riprendere. Insieme ad altri Stati Dublino (in particolare la Germania, l'Austria, la Francia, i Paesi Bassi, il Belgio e la Danimarca), la Svizzera è intervenuta a vari livelli presso la Commissione europea per chiedere che l'Italia riprenda i trasferimenti. Inoltre, il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha sollevato la questione anche a livello ministeriale nel quadro del Consiglio dei ministri di giustizia e dell'interno a Bruxelles. Sul piano bilaterale, anche la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è in contatto con le competenti autorità italiane. Il Capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha inoltre discusso la questione con il suo omologo italiano in occasione della sua recente visita a Roma e il Capo del DFGP farà lo stesso in occasione di una visita prevista in Italia prima della pausa estiva.

La richiesta avanzata dall'autore della mozione è pertanto già attuata.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.