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23.3032 · Mozione · 2023-02-27

Dipartimento di giustizia e polizia

Proposta di stralcio è disponibile

Wortlaut

Da anni l'Algeria non coopera alla riammissione dei suoi cittadini nel quadro di rimpatri coatti. Queste disfunzioni pongono enormi problemi alle autorità cantonali.

Sebbene abbia concluso un accordo di riammissione con la Svizzera, l'Algeria rifiuta i rimpatri coatti tramite voli speciali. I cittadini algerini che si rifiutano di tornare in patria possono dunque, di fatto, restare in Svizzera. La situazione deve cambiare.

Il Consiglio federale è incaricato di:

1. intervenire a Bruxelles in uno dei prossimi incontri del Consiglio GAI a cui parteciperà la Svizzera;

2. chiedere formalmente l'applicazione dell'articolo 25bis del codice visti nel caso dell'Algeria. Questo articolo prevede l'adozione di misure nei confronti dei Paesi che non cooperano in materia di ritorno.

Begründung

Nonostante la visita del Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia in Algeria, a marzo 2021, e le promesse dell'Algeria, non sono stati compiuti progressi nell'ambito dei rinvii coatti verso questo Paese.

Accogliendo la mozione 20.4477 nel 2021, le Camere hanno incaricato il Consiglio federale di organizzare rimpatri per via marittima a destinazione dell'Algeria. Finora l'autore della mozione non è stato informato in merito all'esito di operazioni di questo tipo.

Secondo le più recenti cifre della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), il numero di casi pendenti nell'ambito dei rimpatri verso l'Algeria è in aumento. Il 31 gennaio 2023, 618 cittadini algerini erano in attesa di rimpatrio, mentre il 31 dicembre 2022 se ne registravano 597.

Anche le domande d'asilo di cittadini algerini sono aumentate sensibilmente: dalle 121 presentate a dicembre 2022 alle 198 depositate a gennaio 2023. Nel 2021 la SEM ha registrato1012 domande d'asilo di cittadini algerini, mentre nel 2022 ne sono state registrate 1362, ossia 350 di più (statistiche SEM in materia d'asilo).

Un atteggiamento passivo del Consiglio federale nei confronti di uno Stato terzo che si rifiuta di collaborare alla riammissione dei propri cittadini non è più accettabile.

Secondo i media, l'Algeria è di recente diventata ancora meno cooperativa, dato che la compagnia di bandiera nazionale si rifiuta di accettare i rinvii coatti sotto scorta. Si tratta un altro passo indietro nella cooperazione con questo Paese.

L'anno scorso è stato reintrodotto un volo di linea diretto tra la Svizzera e l'Algeria, che era stato soppresso durante la pandemia. La SEM ha tuttavia spiegato che nel maggio 2022 le autorità algerine avevano deciso di accettare su questi voli soltanto ritorni volontari, ma nessun rimpatrio sotto scorta di polizia.

In virtù dell'articolo 25bis del regolamento (CE) n. 810/2009, la Svizzera ha la possibilità, quale Stato associato all'Accordo di Schengen, di informare la Commissione europea in merito a problemi con un Paese:

Articolo 25bis paragrafo 3 regolamento (CE) n. 810/2009 (codice dei visti)

Uno Stato membro può notificare alla Commissione problemi pratici sostanziali e persistenti nella cooperazione con un Paese terzo in materia di riammissione di migranti in situazione irregolare, sulla base degli indicatori elencati al paragrafo 2. La Commissione informa immediatamente il Parlamento europeo e il Consiglio di tale notifica.

A fronte della mancanza di cooperazione da parte algerina nell'ambito dei rimpatri coatti, il Consiglio federale deve chiedere alla Commissione europea di adottare sanzioni, come previsto dal regolamento n. 810/2009.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La cooperazione con i Paesi terzi nel settore del ritorno è un elemento importante della politica migratoria svizzera. La Svizzera sostiene anche un coordinamento europeo per migliorare tale collaborazione. L'articolo 25a del codice dei visti Schengen fa parte degli strumenti di questa cooperazione e prevede un meccanismo che consente di adottare, nello spazio Schengen, misure comuni tese a limitare o agevolare il rilascio di visti Schengen in funzione della cooperazione degli Stati terzi in materia di ritorno. La Svizzera sostiene il ricorso a questo meccanismo e si adopera per far valere la sua posizione nel quadro delle discussioni dei ministri europei della giustizia e dell'interno (Consiglio GAI) dell'Unione europea.

Le richieste avanzate dall'autore della mozione si fondano sul presupposto che l'Algeria non cooperi nel settore del ritorno, il che non corrisponde al vero. La collaborazione con l'Algeria in materia di ritorno è infatti ormai più che soddisfacente, anzi ottima. Nel 2022 sono stati condotti due dialoghi bilaterali in materia di migrazione tra la Svizzera e l'Algeria. Le trattative, già avviate prima della pandemia, hanno portato a risultati concreti, permettendo alla Segreteria di Stato della migrazione di eseguire partenze a tutti i livelli d'esecuzione. Inoltre, le partenze volontarie e i rimpatri su voli di linea possono ora essere organizzati anche tramite voli diretti da Basilea-Mulhouse nonché voli di transito. Questi sviluppi si riflettono anche sul piano statistico: nel 2022 sono state censite 462 partenze controllate a destinazione dell'Algeria (351 volontarie, 111 coatte): si tratta del numero di gran lunga più elevato mai registrato per l'Algeria. Ad eccezione dell'Ucraina, l'Algeria è dunque il Paese verso cui nel 2022 è stato eseguito il maggior numero di partenze dalla Svizzera.

A fronte di questi sviluppi, il Consiglio federale ritiene che le richieste avanzate dall'autore della mozione siano in contraddizione con la dinamica attualmente positiva tra la Svizzera e l'Algeria nel settore della migrazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.