23.3073 · Mozione · 2023-03-08
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento, entro ottobre 2023, una strategia volta ad aumentare nettamente, nei prossimi anni, il numero dei rimpatri e delle espulsioni. Per conseguire questo obiettivo è necessario concludere accordi di riammissione supplementari, promuovere i ritorni volontari nonché inasprire ed eseguire le sanzioni nei confronti dei Paesi non cooperativi (riduzione dell'aiuto allo sviluppo, sanzioni in materia di visti, ecc.). Andrà vagliata anche l'istituzione di un incaricato speciale in materia di rimpatri.
Begründung
La giurisprudenza e la politica migratoria attuali permettono utilizzare la via dell'asilo per immigrare in Svizzera anche se non vi sono motivi d'asilo. Nemmeno una decisione d'asilo negativa significa che l'interessato deve lasciare la Svizzera: nella maggior parte dei casi le "persone ammesse provvisoriamente" possono restare in Svizzera anche se la loro domanda d'asilo è stata respinta. Il numero delle persone ammesse provvisoriamente si aggira attualmente attorno alle 45 000 ed è raddoppiato nel corso degli ultimi dieci anni (2013: 22 639 persone con statuto F).
Le persone ammesse provvisoriamente sono state respinte dalla Svizzera. L'esecuzione dell'allontanamento è tuttavia inammissibile (violazione del diritto internazionale pubblico), inesigibile (pericolo concreto per l'interessato) o impossibile (motivi tecnici). Soprattutto il criterio dell'inesigibilità è stato gradualmente ampliato e oggi include anche aspetti del bene del minore o dello stato di salute dell'interessato.
Urge che la Confederazione ripensi questa prassi: occorre da un lato analizzare in maniera critica ed inasprire le condizioni e, dall'altro, riesaminare più spesso i singoli casi, in quanto la Segreteria di Stato della migrazione può revocare in ogni momento l'ammissione provvisoria se le condizioni non sono più adempiute.
Altri Paesi hanno da tempo deciso di agire. I partiti di governo tedeschi, ad esempio, hanno concordato, nel loro contratto di coalizione, "un'offensiva nell'ambito dei rimpatri" per imporre con maggiore rigore l'obbligo di lasciare il territorio, in particolare per gli autori di reati e le persone potenzialmente pericolose. Anche il ministro delle finanze tedesco Christian Lindner sostiene un maggiore rigore nei confronti degli immigrati senza diritto di soggiorno (FAZ del 22.2.2023): a suo avviso, occorre contrastare in maniera più efficace l'entrata illegale e rinviare un numero maggiore di richiedenti l'asilo respinti. Attualmente è discussa l'istituzione di un incaricato speciale in materia di rimpatri di migranti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale persegue una politica rigorosa in materia di ritorno, in quanto questo settore costituisce un elemento chiave di una politica d'asilo credibile. Con un tasso di esecuzione pari al 57 per cento nel 2022, la Svizzera si situa nettamente al di sopra della media europea, il che rende il nostro Paese uno degli Stati europei più efficienti nell'esecuzione degli allontanamenti.
La Svizzera persegue inoltre una politica migratoria attiva e negozia costantemente partenariati e altri accordi in materia di migrazione. Ha ad esempio concluso autonomamente 65 accordi che disciplinano la cooperazione in materia di ritorno con altri Stati.
La stretta collaborazione con i Paesi di provenienza e con i Cantoni, responsabili dell'esecuzione, ha permesso di aumentare sensibilmente nel 2022 il numero delle partenze, che a causa della pandemia erano diminuite nel 2020 e nel 2021. Il numero complessivo di partenze (escludendo l'Ucraina) - volontarie o coatte - sono aumentate da 3755 (nel 2021) a 4803 (nel 2022), il che corrisponde a un aumento del 28 per cento. Questa evoluzione ha permesso di ridurre del sette per cento il numero di casi d'esecuzione pendenti, nonostante il netto aumento delle domande d'asilo. Il numero di casi pendenti nel settore del ritorno, attualmente circa 4000, è quindi molto basso nel confronto internazionale.
Il ritorno volontario rappresenta uno dei pilastri più importanti della politica svizzera in materia di ritorno. Sin dal loro arrivo nei centri federali d'asilo, i richiedenti l'asilo sono regolarmente informati che possono lasciare la Svizzera con un aiuto al ritorno. Quasi 100 000 persone ne hanno beneficiato dalla sua introduzione istituzionalizzata nel 1997. Inoltre, dalla revisione della legge sull'asilo nel 2019, per abbreviare la permanenza nei centri le persone che ritirano la loro domanda d'asilo e partono rapidamente ricevono prestazioni maggiori (approccio degressivo). Nei Cantoni, i consultori per il ritorno finanziati dalla Confederazione assistono le persone trasferite e le informano regolarmente a tale proposito.
Anche il Consiglio federale ritiene che in determinati contesti misure in materia di visti potrebbero rappresentare uno strumento efficace nell'ambito della politica in materia di ritorno. Il Governo sostiene pertanto le disposizioni contenute nell'articolo 25bis del codice dei visti dell'Unione europea. Per contro, non è del parere che tagli all'aiuto allo sviluppo rendano più efficace l'esecuzione degli allontanamenti. Propende piuttosto per un approccio collaborativo con i Paesi di provenienza e un impegno in loco, nel quadro dei mezzi flessibili messi a disposizione dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione.
Il Consiglio federale precisa inoltre che l'ammissione provvisoria costituisce una misura sostitutiva quando l'esecuzione dell'allontanamento si rivela inammissibile, inesigibile o impossibile. Le persone ammesse provvisoriamente non sono quindi obbligate a partire.
Gran parte delle ammissioni provvisorie si fondano sull'articolo 83 capoverso 4 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20), secondo cui l'esecuzione non è ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo, ad esempio in seguito a situazioni di guerra, guerra civile o violenza generalizzata. Gli accordi di riammissione si applicano soltanto dopo che una decisione di allontanamento è passata in giudicato quale risultato della procedura di asilo e allontanamento. Il numero di accordi di riammissione non incide dunque in alcun modo sul numero delle persone ammesse provvisoriamente. Inoltre, tra il 2011 e il 2021 la SEM ha verificato in 13 198 casi se le condizioni per l'ammissione provvisoria erano ancora adempiute, revocando l'ammissione provvisoria in 534 casi.
Il Consiglio federale ritiene che le strategie e i programmi realizzati dalla Svizzera nel quadro della sua politica in materia di ritorno conseguano gli obiettivi perseguiti; pertanto non reputa, al momento, opportuno adottare altre misure. Per quanto riguarda le disposizioni speciali adottate dalla Germania, si tratta di provvedimenti motivati dalla sua diversa situazione nel settore del ritorno: mentre alla fine del 2022 la Svizzera registrava 4119 persone obbligate a partire, alla stessa data la Germania ne contava 304 308.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.