23.3104 · Interpellanza · 2023-03-09
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
La pressione migratoria sulla Svizzera è tornata a crescere. In aggiunta alla complessa gestione dei rifugiati Ucraini, sono cresciuti e continuano a crescere sia i migranti che depositano una domanda di asilo sia le persone che entrano illegalmente in Svizzera con la volontà di transitare verso altri Paesi europei. La situazione attuale lascia presagire un'estate con un numero elevato di arrivi, paragonabili alle estati del 2015 e del 2016. Le ultime revisioni della Legge sull'asilo e la riorganizzazione delle procedure mostrano effetti positivi per il sistema. Problematica e acuta resta invece la gestione degli alloggi, sia per i migranti che chiedono asilo sia per chi si trova illegalmente in Svizzera in attesa di essere espulso o rimpatriato. La carenza di spazi è grave e cronica. Si vede una volontà di coordinamento, ma nei fatti le regioni di confine restano chiamate a fare sforzi maggiori rispetto ai Cantoni centrale, senza ricevere indennizzi particolari.
1. Il Consiglio federale è cosciente che a distanza di pochi anni stanno emergendo i medesimi problemi già vissuti?
2. Nel recente passato sono stati sviluppati vari piani di azione in relazione a differenti scenari, ora la carenza di alloggi è realtà in molti Cantoni, come è possibile?
3. Malgrado le esperienze vissute e l'evidenza del ripetersi di situazioni simili, sono in primis i Cantoni di frontiera a mettere a disposizione più alloggi tramite strutture pubbliche (ad es. protezione civile): perchè non si trovano maggiori soluzioni nella Svizzera centrale e in Romandia?
4. Prendendo la Svizzera centrale quale esempio, è razionale che l'unico sito sia presso la struttura militare del Glaubenberg, a oltre 1'500 m.s.l.m, tra Lucerna e Obvaldo? Come si giustifica che non vi sia nessuna struttura della protezione civile disponibile nelle città e negli agglomerati circostanti?
5. Alla Confederazione mancano le basi legali o gli strumenti operativi per meglio gestire la problematica alloggi? Non è necessario cambiare approccio?
6. La lenta concretizzazione dell'oggetto 22.044 evidenzia l'assenza di una chiara visione: perché gli aiuti al Ticino sono stati elargiti senza base legale negli anni scorsi, mentre ora che il Parlamento ha legiferato si procrastina con argomenti burocratici? I costi di cui si fa carico il Ticino non sono impegni a favore di tutto il Paese generati dalla posizione geografica?
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 2. Una delle maggiori sfide in materia di asilo consiste nel far fronte alle fluttuazioni talvolta molto importanti del numero di domande di asilo e protezione. È estremamente difficile pianificare il numero di alloggi supplementari necessari. Per fronteggiare meglio le situazioni straordinarie nel settore dell'asilo, nel 2016 la Confederazione, i Cantoni, l'Unione delle città e l'Associazione dei Comuni hanno concordato una pianificazione d'emergenza, secondo cui in caso di forte e rapido aumento delle domande d'asilo la Confederazione può aumentare la sua capacità ricettiva da circa 5000 a 9000 posti. Dalla primavera 2022 la Confederazione è addirittura riuscita a mettere a disposizione più di 10 000 posti (stato: maggio 2023). Nel quadro di questa pianificazione comune d'emergenza, i Cantoni sono obbligati a definire una propria pianificazione d'emergenza per adempiere i loro compiti.
3. Dalla primavera 2022, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha approntato in tutte le regioni svizzere posti di alloggio supplementari nel settore dell'asilo. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia lavora intensamente per esaminare e attuare altre opzioni per ampliare le capacità di alloggio della Confederazione. La maggior parte delle strutture consiste in infrastrutture e oggetti messi a disposizione dall'esercito. La ripartizione dei posti di alloggio tra le regioni non può sempre essere proporzionale, in quanto dipende da dove sono disponibili strutture ricettive idonee.
4. I parametri della pianificazione comune d'emergenza prevedono una ripartizione chiara dei compiti: alla SEM competono il primo alloggio, la registrazione e lo svolgimento delle procedure d'asilo. Per adempiere questi compiti, essa aumenta, se necessario, la sua capacità ricettiva facendo capo anzitutto a strutture civili proprie o militari. Per contro, è previsto che le strutture della protezione civile restino a disposizione anzitutto dei Cantoni. Per garantire un esercizio ottimale, la SEM necessita di infrastrutture il più grandi possibili, come quella di Glaubenberg (OW).
5. Esiste una base legale per utilizzare temporaneamente le infrastrutture militari per alloggiare richiedenti d'asilo (art. 24c della legge sull'asilo, LAsi; RS 142.31). La LAsi prevede una procedura di approvazione dei piani per approntare alloggi in edifici civili. Questa procedura è tuttavia concepita piuttosto per realizzare, convertire o modificare centri d'asilo permanenti. Richiede molto tempo e non si presta pertanto per approntare o convertire rapidamente alloggi.
6. Il Consiglio federale ha avuto modo di esprimersi a questo proposito nell'ora delle domande del 6 marzo 2023 (23.7042 Romano "Flussi migratori al confine sud: i costi ricadono solo sul Ticino? Quando saranno erogati i contributi garantiti dalla recente modifica della Legge sugli stranieri..."). Deve ancora emanare disposizioni d'esecuzione sulla modifica di legge in questione (FF 2022 3208). Occorre in particolare definire a partire da quando un numero di entrate illegali in Svizzera può essere considerato eccezionalmente elevato, giustificando una partecipazione finanziaria della Confederazione. Occorre pure fissare l'importo massimo della somma forfettaria giornaliera versata dalla Confederazione per ogni persona alloggiata. Le modifiche di ordinanza devono essere sottoposte a una procedura di consultazione. Al momento non si prevede un'entrata in vigore prima della primavera 2024. Soltanto da allora, dunque, la Confederazione potrà sostenere finanziariamente i centri cantonali di partenza.
Risposta del Consiglio federale.