23.3106 · Interpellanza · 2023-03-09
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
1. Quali iniziative ha intrapreso la Svizzera dopo la risposta all'interpellanza Walder 21.3633 "Estrazione mineraria sui fondali marini. Una moratoria indispensabile" nell'ambito e al di fuori dei lavori dell'Autorità internazionale dei fondali marini (International Seabed Authority, ISA)?
2. Qual è lo stato delle discussioni all'interno dell'ISA sullo sfruttamento dei fondali marini?
3. Quali Stati hanno annunciato il loro sostegno a una moratoria sull'estrazione mineraria dei fondali marini? La Svizzera intende pronunciarsi a breve a favore del principio di una moratoria?
4. Quali sono le prossime iniziative che la Svizzera intende prendere in questo ambito nel quadro e al di fuori dei lavori dell'ISA?
5. L'accordo storico del 4 marzo scorso sulla protezione dell'alto mare può svolgere un ruolo nel dossier dell'estrazione mineraria dei fondali marini?
Begründung
L'estrazione mineraria nei fondali marini solleva serie preoccupazioni per quanto riguarda la biodiversità e gli equilibri biologici nelle profondalità degli oceani. Secondo stime delle Nazioni Unite l'esistenza di quasi tre miliardi di persone sulla Terra dipende, in un modo o nell'altro, dalla biodiversità marina e costiera. Lo sfruttamento dei fondali marini avrebbe evidentemente un impatto su questa biodiversità, ma le conseguenze esatte sono ancora ignote.
Nel maggio del 2022 l'Autorità internazionale dei fondali marini ha rilasciato più di 30 autorizzazioni per l'esplorazione dei fondali marini, che riguardano una superficie di quasi 1,5 milioni di km2, circa le dimensioni della Mongolia. Nel frattempo sono state presentate diverse richieste di permessi di sfruttamento. Nella sua risposta all'interpellanza 21.3633, nell'estate del 2021 il Consiglio federale ha annunciato di voler esaminare tutte le misure appropriate da adottare sulla scena internazionale e in particolare nell'ambito dell'ISA. In quell'occasione, il Consiglio federale ha ricordato che l'attuale regolamentazione dell'ISA "potrebbe non garantire la protezione dell'ambiente marino indicata".
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 4. Il Consiglio federale adotterà la sua posizione sullo sfruttamento della zona internazionale dei fondali marini (la Zona) entro la fine di giugno 2023, ossia prima della riunione dell'Assemblea dell'Autorità internazionale dei fondali marini (ISA) prevista per fine luglio 2023.
Nel frattempo la Svizzera continuerà a seguire i lavori dell'ISA e in particolare quelli del Consiglio. Due docenti universitari sono stati incaricati di valutare lo stato delle conoscenze scientifiche sulle possibili conseguenze ambientali dello sfruttamento della Zona; i risultati di questa valutazione non sono ancora stati esaminati.
2. Entro il mese di luglio 2023, il Consiglio dell'ISA dovrebbe proporre all'Assemblea le regole per lo sfruttamento della Zona, ma non è detto che queste regole vengano adottate in tempo. All'interno dell'ISA è in corso un dibattito sulle conseguenze del mancato rispetto di questa scadenza. L'attuale opinione maggioritaria dei Paesi membri dell'ISA è che l'estrazione mineraria nella Zona non debba avvenire senza una regolamentazione.
3. Finora sono una quindicina gli Stati che si sono espressi contro lo sfruttamento minerario in questa fase (Canada, Cile, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, Figi, Finlandia, Francia, Germania, Micronesia, Nuova Zelanda, Palau, Panama, Samoa, Spagna, Vanuatu). Il Consiglio federale comunicherà la sua decisione in merito (cfr. 1. e 4.).
5. Il Consiglio federale esprime soddisfazione per la conclusione dei negoziati sull'accordo relativo alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare per la conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità marina in aree non soggette a giurisdizione nazionale, ed esaminerà la possibilità di sottoporlo all'Assemblea federale per la ratifica (interrogazione 23.7214 Friedl Claudia). Nel corso di questo esame, l'Esecutivo analizzerà il rapporto tra il nuovo accordo sulla biodiversità e il quadro normativo internazionale relativo allo sfruttamento della Zona.
Risposta del Consiglio federale.