Accordo di Dublino. Perché il Consiglio federale non pretende dall'Italia l'immediato ritorno al rispetto degli obblighi internazionali?
23.3112 · Interpellanza · 2023-03-09
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Dal mese di dicembre l'Italia ha sospeso l'applicazione dell'accordo di Dublino e non accetta più rinvii di clandestini dalla Svizzera. Roma si giustifica con la mancanza di capacità ricettiva.
La Svizzera ha chiesto lumi ottenendo una risposta interlocutoria (intenzione di ripristinare l'applicazione dell'accordo di Dublino "appena possibile", ma senza indicazioni di una tempistica.
Il Consiglio federale deve tuttavia chiedere il ritorno immediato al rispetto dell'accordo internazionale in essere. La situazione nel nord Italia sta infatti diventando esplosiva, come dimostrano i recenti episodi di grave violenza accaduti presso la stazione centrale di Milano, la quale è già de facto una porta d'accesso alla Svizzera (segnatamente al Ticino).
La situazione appare problematica anche con l'Austria, da dove quotidianamente entrano dozzine di clandestini.
Chiedo al Consiglio federale:
- Perché il Consiglio federale non pretende dall'Italia il ripristino immediato dell'applicazione dell'accordo di Dublino? E' intenzionato a farlo in tempi brevi? Fino a quando è disposto ad accettare l'attuale situazione di inadempienza?
- Come valuta il Consiglio federale la situazione sul confine con l'Austria? Cosa intende fare il Consiglio federale per migliorarla? E' intenzione del Consiglio federale intavolare discussioni col governo austriaco con l'obiettivo di rendere più rapido ed efficiente il rinvio di clandestini verso quel paese?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il 5 dicembre 2022 l'Italia ha comunicato agli Stati Dublino di sospendere temporaneamente i trasferimenti Dublino. Ha giustificato questa decisione spiegando che un numero eccezionalmente elevato di migranti, di cui molti minorenni, è sbarcato sulle sue coste, e ha messo a dura prova il suo sistema di accoglienza. La misura non riguarda i trasferimenti effettuati nel quadro dell'accordo bilaterale di riammissione (RS 0.142.114.549).
L'11 aprile 2023 l'Italia ha decretato lo stato d'emergenza su tutto il territorio nazionale a causa dell'elevato numero di migranti giunti tramite la rotta del Mediterraneo centrale. Secondo le dichiarazioni del Governo, lo stato d'emergenza durerà probabilmente sei mesi e permetterà di adottare misure speciali per gestire la migrazione, ad esempio l'ampliamento delle strutture destinate al rimpatrio delle persone che non hanno diritto a uno statuto di protezione in Italia (i cosiddetti centri di permanenza per i rimpatri, CPR) o la velocizzazione delle procedure di accoglienza e alloggio. Lo stato di emergenza è sostenuto con cinque milioni di euro.
Da quando le competenti autorità italiane hanno comunicato di sospendere i trasferimenti nel quadro di Dublino, la Svizzera si adopera attivamente sul piano bilaterale e multilaterale affinché i trasferimenti possano riprendere. Sul piano bilaterale, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è in contatto con le competenti autorità italiane. Inoltre, il Capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha discusso la questione con il suo omologo italiano in occasione della sua recente visita a Roma e il Capo del DFGP farà lo stesso in occasione di una visita prevista in Italia prima della pausa estiva.
Insieme ad altri Stati Dublino (in particolare la Germania, l'Austria, la Francia, i Paesi Bassi, il Belgio e la Danimarca), la Svizzera è intervenuta a vari livelli presso la Commissione europea. Inoltre, il Capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha sollevato la questione anche a livello ministeriale nel quadro del Consiglio dei ministri di giustizia e dell'interno a Bruxelles.
2. La migrazione secondaria dall'Austria in Svizzera resta importante, anche se si è ridotta nella primavera 2023. Soltanto una minoranza dei migranti fermati presenta una domanda d'asilo in Svizzera.
L'Austria, il Principato del Liechtenstein e la Svizzera hanno concluso un accordo di riammissione (RS 0.142.111.639), in vigore dal 1° gennaio 2001. Come indicato nelle risposte alla domanda 22.7666 Friedli "Wie ist der Stand der Verhandlungen über ein neues Rücknahmeabkommen mit Österreich?", all'interpellanza 22.3423 Friedli "Fermare l'ondata di immigrazione illegale nella Valle sangallese del Reno" e alla mozione 22.4186 Romano "Un accordo di riammissione semplificata in ambito migratorio tra Svizzera e Austria", le sfide sul piano operativo sono regolarmente tematizzate sul piano bilaterale con l'Austria. Il 28 settembre 2022 Austria e Svizzera hanno presentato un piano d'azione comune, che prevede misure a livello bilaterale ed europeo, ma anche nei confronti di Stati terzi. Il piano d'azione è incentrato su iniziative comuni di politica migratoria a livello europeo, inclusa la riforma sostanziale del sistema europeo di migrazione e asilo.
Risposta del Consiglio federale.