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23.3137 · Interpellanza · 2023-03-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. L'UFSP pensa davvero di far sostenere agli assicurati LAMal i costi delle prestazioni mediche fornite ai detenuti non domiciliati in Svizzera?

2. Il Consiglio federale condivide l'opinione che la solidarietà prevista dalla LAMal sia già messa a dura prova dagli stranieri e dagli svizzeri che vivono all'estero e che trasferiscono o ristabiliscono il domicilio in Svizzera per un breve periodo, giusto il tempo necessario per farsi curare a spese dell'AOMS?

3. È disposto a proporre al Parlamento misure per impedire che la solidarietà prevista dalla LAMal non sia più messa a repentaglio da persone che vengono in Svizzera per brevi periodi al solo scopo di beneficiare di un trattamento medico, o da persone che non sarebbero nemmeno autorizzate a soggiornare nel nostro Paese?

4. È consapevole del fatto che, a prescindere dall'aumento dei costi a carico degli assicurati derivante dalle prestazioni mediche fornite a detenuti non domiciliati in Svizzera, numerosi fattori concorrono già oggi a una crescita costante e incontrollata dei costi sanitari, rendendo insostenibile la situazione finanziaria dell'AOMS?

5. Quali misure intende adottare di propria iniziativa per contrastare un aumento eccessivo dei costi se, in un prossimo futuro, si prospettassero aumenti dei premi simili o addirittura superiori a quelli del 2023?

Begründung

Nel quadro di una consultazione preliminare, sembra che l'UFSP stia chiarendo con le associazioni e gli organi cantonali se le persone detenute non domiciliate in Svizzera, comprese quelle che praticano il "turismo criminale", possano beneficiare della LAMal.

Questa consultazione preliminare avviene in un momento in cui l'onere, per la LAMal, correlato alle persone che entrano o escono dalla Svizzera perlopiù per il tempo necessario a farsi curare, sta già provocando problemi finanziari. Ciò riguarda i parenti degli stranieri domiciliati in Svizzera, ma anche, purtroppo, molto spesso gli svizzeri all'estero che tornano in patria solo per un trattamento medico.

La questione interessa dunque diverse categorie di persone che, per anni o decenni, non hanno pagato né imposte né contributi LAMal in Svizzera e che, poco prima di un intervento chirurgico o di un trattamento, versano "pro forma" un contributo assicurativo piuttosto modesto per poi beneficiare dell'intera gamma di prestazioni mediche, spesso molto costose, finanziate tramite la solidarietà degli assicurati. In genere dopo aver beneficiato del loro oneroso trattamento, spesso dell'importo di diverse decine se non di centinaia di migliaia di franchi, queste persone lasciano di nuovo la Svizzera senza avere sborsato praticamente nulla per i costi.

La situazione finanziaria dell'assicurazione di base non consente tuttavia uno slancio di generosità mal riposta. L'onere per gli assicurati è già molto gravoso e lo diventerà ancora di più nei prossimi anni a causa di una serie di singoli fattori che si stanno accumulando e che faranno lievitare ulteriormente i costi.

Tanto per citarne alcuni:

- migliaia di psicologi psicoterapeuti sono stati di recente autorizzati a fatturare le prestazioni a carico dell'assicurazione di base, e di conseguenza a carico degli assicurati; migliaia di altri in corso di perfezionamento seguiranno prima o poi;

- i costi delle farmacie, degli istituti medico-sociali, delle cure a domicilio e dei servizi ambulatoriali degli ospedali stanno esplodendo;

- il progetto TARDOC non offre alcuna garanzia in termini di neutralità dei costi.

Stellungnahme des Bundesrates

1. In virtù dei diritti fondamentali e dei diritti umani sanciti nella Costituzione federale e nei trattati internazionali, lo Stato è investito di un'ampia responsabilità per quanto concerne la salute dei detenuti. Questi ultimi hanno diritto a un trattamento medico analogo a quello spettante ai pazienti in libertà ("principio di equivalenza"), a prescindere dal loro diritto di soggiorno. I detenuti senza assicurazione malattie hanno quindi di principio diritto a prestazioni della qualità e dell'entità previste dalle disposizioni della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10). L'esecuzione delle pene e delle misure compete ai Cantoni (art. 123 cpv. 2 della Costituzione federale; RS 101). Tuttavia, l'entità, la qualità e il finanziamento delle cure mediche negli istituti penitenziari non sono disciplinati né chiaramente né uniformemente a livello cantonale e non rispettano sempre il principio di equivalenza (v. anche la risposta del Consiglio federale all'interpellanza Mazzone 18.3129 "Salute in prigione. Come garantire le cure necessarie alle persone non assicurate?"). Il 28 aprile 2021, nel suo rapporto in adempimento al postulato Rechsteiner 17.4076 "Prospettive della politica svizzera in materia di droghe", il Consiglio federale ha deciso di affidare al DFI l'incarico di verificare l'estensione dell'obbligo di assicurazione malattie a tutti i detenuti, al fine di garantire parità di trattamento nell'accesso alle cure in regime di privazione della libertà. La verifica è al momento in corso.

2 e 3. Di norma, tutte le persone domiciliate o esercitanti un'attività lucrativa in Svizzera sono tenute a stipulare un'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) nel nostro Paese e a pagare i relativi premi, a prescindere dalla loro nazionalità. Il Consiglio federale ritiene che tutte le persone con un'assicurazione di base abbiano diritto alle stesse prestazioni LAMal. Un assoggettamento dei detenuti serve, tra l'altro, alla tutela della salute pubblica, in particolare del personale degli istituti penitenziari (v. risposta del Consiglio federale all'interpellanza Flückiger-Bäni 18.3655 "Assicurazione malattie dei detenuti. Chi paga?"). L'obbligo di stipulare un'assicurazione malattie comporta anche l'obbligo di pagare premi. Le persone che soggiornano in Svizzera al solo scopo di seguire un trattamento medico o una cura non sono autorizzate ad assicurarsi presso una cassa malati svizzera (art. 2 cpv. 1 lett. b dell'ordinanza sull'assicurazione-malattie; RS 832.102).

4. Rispetto all'effettivo totale di assicurati AOMS (ca. 8,7 mio.), le circa 2000 persone detenute in istituti per l'esecuzione delle pene e delle misure (Statistica dell'esecuzione delle sanzioni, stato al 2021) non domiciliate in Svizzera costituiscono una piccola parte. I fattori rilevanti per i costi dell'AOMS sono svariati e verrebbero influenzati solo in misura limitata da un lieve aumento dell'effettivo di assicurati.

5. Il Consiglio federale ha adottato un vasto programma di contenimento dei costi. L'adozione di numerose misure ha già permesso di conseguire considerevoli risparmi. Altre misure sono ancora in corso di attuazione o al vaglio del Parlamento. Anche per quanto riguarda l'attuazione dei compiti esecutivi correnti, come l'approvazione di convenzioni tariffali e l'esame di medicamenti, il Consiglio federale e i servizi che gli sono sottoposti applicano criteri rigorosi al fine di soddisfare il requisito della LAMal di garantire cure appropriate e di alto livello qualitativo, a costi il più possibile convenienti.

Risposta del Consiglio federale.