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23.3150 · Mozione · 2023-03-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a istituire un gruppo di lavoro composto dagli attori economici interessati, ivi comprese le associazioni di consumatori, al fine di elaborare delle direttive volte a combattere efficacemente l'ambientalismo pubblicitario di facciata (greenwashing).

Begründung

Secondo una statistica europea, quasi due terzi dei consumatori fanno fatica a capire quali prodotti siano davvero ecologici. Le dichiarazioni ambientali sono così numerose e diffuse che per le aziende virtuose dal punto di vista ecologico è impossibile mettere adeguatamente in valore i propri prodotti o servizi. La mancanza di informazioni affidabili e paragonabili impedisce ai consumatori di fare scelte ecologicamente fondate. Questa situazione costituisce un freno alla transizione. Poiché la legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl) non permette di combattere l'ambientalismo pubblicitario di facciata (greenwashing), è necessario avviare dei lavori al fine di adottare direttive chiare e vincolanti in materia di comunicazione ambientale, seguendo l'esempio di alcuni dei nostri vicini che, in base alla direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali, hanno emanato linee guida proprie in collaborazione con gli operatori del mercato e le associazioni dei consumatori.

Nella sua risposta alla mia interpellanza 22.4162, il Consiglio federale ha affermato che "non esiste attualmente un mandato all'attenzione dell'Amministrazione federale, di emanare linee guida sul greenwashing insieme alle cerchie economiche interessate". La presente mozione chiede che le sia conferito tale mandato.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Come indicato nella risposta all'interpellanza 22.4162 Michaud Gigon "Contrastare le dichiarazioni ambientali ingannevoli", la legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241) vieta già in generale indicazioni inesatte o fallaci concernenti, tra le altre cose, merci, opere o prestazioni; tra queste rientrano anche quelle ambientali sui prodotti. In caso di indicazioni di questo tipo, concorrenti, consumatori o associazioni possono intraprendere un'azione legale, così come può farlo la Confederazione al fine di tutelare l'interesse pubblico o qualora riceva un numero sufficiente di reclami (cfr. risposta all'Ip. 21.4011 Michaud Gigon "Azione della Confederazione in materia di concorrenza sleale").

Inoltre, la legge sulle derrate alimentari (LDerr; RS 817.0) disciplina l'obbligo di caratterizzazione e di informazione per gli alimenti. La caratterizzazione degli aspetti ambientali degli alimenti non è regolamentata in modo specifico. Tuttavia, tutte le indicazioni sulle derrate alimentari devono corrispondere alla realtà (art. 18 cpv. 1 LMG). I consumatori non devono essere ingannati da indicazioni non veritiere o fallaci sugli aspetti ambientali. Le violazioni di queste prescrizioni sono sanzionate penalmente (art. 64 LMG) (cfr. risposta all'Ip. 23.3049 Michaud Gigon "Per un punteggio ambientale unico in Svizzera").

Il 16 dicembre 2022, il Consiglio federale ha preso posizione sulla prevenzione dell'ecologismo di facciata (greenwashing) nel settore finanziario, incaricando il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di istituire un gruppo di lavoro in collaborazione con il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) come pure rappresentanti dei settori interessati e della società civile. I lavori di questo gruppo sono in corso. Una volta conclusi, il DFF sottoporrà una proposta concreta al Consiglio federale.

La Commissione europea ha presentato delle proposte di regolamentazione nell'ambito del greenwashing (Direttiva sui diritti dei consumatori [COM/2022/143] e Direttiva sulle indicazioni ambientali [COM/2023/166]), che devono tuttavia essere ancora discusse e adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'UE. La Confederazione segue i lavori dell'UE.

Tenuto conto dei lavori in corso e delle basi giuridiche esistenti, il Consiglio federale non ritiene necessaria la mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.