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Per una politica federale coerente in materia di salute sessuale e salute riproduttiva

23.317 · Iniziativa cantonale · 2023-09-25

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,

visto l’articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999;

visto l'articolo 115 della legge federale del 13 dicembre 2002 sull’Assemblea federale;

visto l’articolo 156 della legge del 13 dicembre 1985 concernente il regolamento del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,

tenuto conto del fatto che:

- la responsabilità in materia di salute sessuale della popolazione nel suo insieme ricade in gran parte sulle donne;

- i costi relativi alla salute riproduttiva, inclusa la contraccezione, sono sostenuti quasi esclusivamente dalle donne;

- alcune malattie ginecologiche, in particolar modo l'endometriosi, sono troppo spesso mal diagnosticate o diagnosticate molto tardi;

- le problematiche specifiche riguardanti le donne omosessuali, le persone bisessuali e le persone transgender sono ampiamente ignorate dalle politiche di salute pubblica;

- la mancanza di dati affidabili nell'ambito delle problematiche di salute specifiche a queste categorie di popolazione rende impossibile elaborare delle politiche di salute pubblica adatte ai loro bisogni,

chiede all'Assemblea federale e al Consiglio federale

di includere nell'elenco delle prestazioni a carico dell'assicurazione malattie di base i metodi contraccettivi femminili e maschili di comprovata efficacia, in particolare la pillola contraccettiva, la spirale, i cerotti anticoncezionali e i preservativi, la vasectomia e la pillola del giorno dopo (con o senza prescrizione medica).

Begründung

Mentre il dibattito sulle scandalose disparità salariali tra donne e uomini e sulla situazione di precarietà in cui versa una parte considerevole della popolazione femminile è molto vivo, le disuguaglianze in ambito sanitario fanno meno scalpore. La quasi totalità dei costi legati alla salute sessuale, alla contraccezione e alla salute riproduttiva è sostenuta dalle donne. I firmatari della presente mozione considerano questa situazione ingiusta. Occorre fare in modo che le donne non debbano più farsi carico di tali costi da sole.

L'insieme dei costi relativi alla salute sessuale, in particolare quelli legati alla contraccezione e alle protezioni igieniche, devono essere coperti dalla LAMal ed esentati dalla franchigia e dall'aliquota percentuale. È con questo obiettivo che la presente risoluzione, indirizzata a Berna, è stata depositata in Gran Consiglio.

I costi relativi alla salute sessuale devono essere integralmente rimborsati dalla LAMal.

Poiché la responsabilità in materia di salute sessuale della popolazione nel suo insieme ricade in gran parte sulle donne e queste ultime si ritrovano anche a sostenere la quasi totalità dei costi relativi alla salute riproduttiva, inclusa la contraccezione, i firmatari della presente risoluzione chiedono che l'assicurazione malattie rimborsi tutti i costi relativi a protezioni igieniche, metodi contraccettivi, visite ginecologiche, gravidanza o aborto.

Se l'assicurazione sociale francese si fa carico dei costi della contraccezione e la Scozia rimborsa le protezioni igieniche delle studentesse, la Svizzera può fare altrettanto. La presente risoluzione chiede inoltre che la Confederazione riveda le sue politiche in materia di salute pubblica per fare in modo che la responsabilità in materia di salute sessuale sia ripartita equamente tra donne e uomini.

I bisogni delle donne omosessuali e delle persone f vanno presi in considerazione

La presente iniziativa chiede parimenti che le problematiche specifiche riguardanti le donne omosessuali, le persone bisessuali e le persone transgender non siano più ignorate dalle politiche di salute pubblica. Oggi, la mancanza di dati affidabili nell'ambito delle problematiche di salute specifiche a queste categorie di popolazione rende impossibile elaborare delle politiche di salute pubblica adatte ai loro bisogni. È giunto il momento di effettuare studi approfonditi mirati a definire i bisogni specifici di queste categorie di popolazione in materia di salute e a elaborare politiche di salute pubblica in loro favore. Infine, deve essere avviata una campagna incisiva presso i professionisti della salute affinché siano eseguiti screening sistematici per le infezioni sessualmente trasmissibili e per determinate malattie sessuali femminili, alla stregua dell'endometriosi, che troppo spesso vengono sottodiagnosticate.

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