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23.3201 · Postulato · 2023-03-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Sin da prima dell'avvento dell'applicazione Chat GPT di Open AI, è chiaro che l'evoluzione nell'ambito dell'intelligenza artificiale (AI) è sempre più dinamica e radicale. Occorre valutare se le condizioni quadro legali sono concepite in modo che il nostro sistema giuridico e i suoi principi siano adatti anche alle nuove tecnologie.

Il Consiglio federale è pertanto incaricato di:

1. stilare un rapporto in cui esamina se e dove nelle basi legali e nella prassi giuridica vi sono delle lacune che rendono il nostro sistema giuridico non adeguato agli sviluppi dell'IA;

2. valutare se l'attuale prassi giuridica è sufficiente per far fronte alla crescente insicurezza della popolazione al di fuori degli ambiti del diritto direttamente applicabili alla Confederazione.

In questo contesto è tenuto a seguire un approccio tecnologicamente neutro.

Sulla scorta di questa analisi, il Consiglio federale deve:

3. determinare se è necessario che un gruppo di esperti dell'economia, del mondo accademico e delle ONG realizzi una strategia basata su un'analisi delle opportunità e dei rischi;

4. se del caso, elaborare un piano concettuale per chiarire la necessità di un intervento legislativo, definendo le priorità e le scadenze per l'attuazione delle relative misure, e mettendo a disposizione le risorse necessarie.

Begründung

La Confederazione ha reagito alla crescente importanza dell'IA, rispondendo a interventi su questo argomento, pubblicando documenti e linee guida sui rischi e le opportunità, e organizzando comitati di esperti. Vanno menzionate le linee guida della Confederazione sull'IA, la Strategia Svizzera digitale, il rapporto del gruppo di lavoro interdipartimentale sull'IA nonché la rete di competenze per l'intelligenza artificiale (CNAI). Anche la legge sulla protezione dei dati rivista copre settori delicati in cui si applica l'IA. Si tratta di primi passi importanti, tuttavia non è chiaro se sono sufficienti. In particolare negli ambiti che esulano dal raggio di azione della Confederazione (diritto privato e civile) vi sono insicurezze in quanto manca un quadro di riferimento che includa anche l'economia privata.

Dal punto di vista della politica estera, la Svizzera è attiva nel "Committee on Artificial Intelligence" (CAI) del Consiglio d'Europa, nel quale anche gli attori del settore privato partecipano alle deliberazioni. In quanto membro del Consiglio d'Europa, la Svizzera si adopera come partner costruttivo a favore di linee guida vincolanti. Anche per quanto concerne la politica interna ora dovrebbe agire in modo coerente. Invece di attendere oltre, la Svizzera può promuovere ulteriormente il proprio polo innovativo tecnologico ed estenderlo all'IA se il tema viene affrontato in modo pragmatico (analogamente alla legge TRD), nonché individuare tempestivamente le lacune nell'ottica dello "stretto necessario" ed eventualmente procedere ad adeguamenti.

Grazie al suo AI Act, già nel 2021 l'UE ha dato il via alla regolamentazione sull'IA. Sebbene l'AI Act non sia ancora stato concluso, si può già notare che l'UE mira a una soluzione mantello, mentre la regolamentazione sarà progressivamente differenziata in leggi e ordinanze distinte che variano da settore a settore.

Il relativo regolamento UE sull'intelligenza artificiale, in un futuro prossimo, avrà un impatto anche sulla Svizzera a causa del suo effetto extraterritoriale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide quanto richiesto dal postulato. Dal 2018segue con attenzione gli sviluppi, le opportunità e i rischi nel campo dell'intelligenza artificiale (IA) e ha già adottato varie misure nonché creato strutture come richieste dal postulato. Tra queste, il rapporto IDAG KI 2019, le linee guida sull'IA per la Confederazione (2020) e la creazione della Rete di competenze per l'intelligenza artificiale (CNAI) nel 2022. Il monitoraggio delle linee guida sull'IA effettuato dall'UFCOM in collaborazione con la CNAI alla fine del 2022 ha dimostrato che queste sono conosciute e pertinenti e che attualmente non è necessario intervenire in merito. Inoltre, il 5 aprile 2023 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC (UFCOM) di elaborare una proposta di legge sulla regolamentazione delle piattaforme online. Sapendo che gli effetti dell'utilizzo di sistemi IA sono fortemente dipendenti dal contesto, il Consiglio federale persegue l'approccio secondo cui, laddove possibile e appropriato, le misure dovrebbero essere adottate nei rispettivi settori sulla base delle strutture e delle logiche esistenti.

Un'importante piazza per il dialogo e lo scambio di informazioni e conoscenze su aspetti politici, sociali ed economici dell'IA è la "Piattaforma tripartita" coordinata dall'UFCOM, aperta a tutte le parti interessate e dotata di un comitato di gestione per coordinare le posizioni svizzere. L'IA è stata oggetto di discussione anche al Forum svizzero sulla governance di Internet, organizzato sotto la guida dell'UFCOM, e sarà un tema prioritario anche al prossimo Swiss IGF del 13 giugno 2023. Inoltre, all'interno della CNAI è prevista la creazione di un "sportello giuridico" che si occupi in particolare delle questioni giuridiche. Insieme alla Segreteria di Stato del DFAE (Divisione Europa), l'UFCOM dirige anche un Gruppo di coordinamento interdipartimentale per la politica digitale dell'UE, che segue da vicino i lavori dell'UE nell'ambito dell'AI Act (regolamento europeo sull'intelligenza artificiale), analizza i possibili effetti sulla Svizzera e informa regolarmente il Consiglio federale e l'opinione pubblica (v. analisi attuale del 18 aprile 2023 sul sito Internet dell'UFCOM).

La Svizzera è inoltre attiva da anni a livello internazionale e ha contribuito a plasmare i lavori dell'OCSE, del Consiglio d'Europa, dell'UNESCO e dell'UIT nel settore dell'IA. Nel suo rapporto dell'aprile 2022, il DFAE ha confermato la volontà della Confederazione di svolgere un ruolo attivo nella definizione del quadro normativo internazionale sull'IA. Ciò avviene in particolare nell'ambito del Comitato sull'IA del Consiglio d'Europa (CAI), il quale ha il compito di negoziare il primo accordo internazionale vincolante sull'IA, che si basa sulle norme del Consiglio d'Europa in materia di diritti umani, democrazia e stato di diritto, e mira a promuovere l'innovazione. Il Comitato, al quale partecipano anche Paesi di punta nel settore dell'IA come gli Stati Uniti, il Giappone e Israele, è presieduto dall'ambasciatore Thomas Schneider, vicedirettore dell'UFCOM. Il DFAE DDIP, l'UFCOM e l'UFG formano insieme la delegazione svizzera al CAI. La Svizzera partecipa inoltre ai lavori dell'UNCITRAL sull'automazione dei contratti (utilizzo dell'IA incl.) nel diritto commerciale internazionale.

Attualmente sono ancora aperte diverse questioni riguardanti l'AI Act dell'UE. La maggior parte dei soggetti coinvolti prevede che i lavori si concludano entro la fine del 2023 o l'inizio del 2024. Poiché la Commissione UE conduce i negoziati in seno al Consiglio d'Europa a nome di tutti gli Stati membri, si può presumere che tali negoziati avranno un calendario simile. I risultati di questi due processi internazionali, probabilmente i più rilevanti per la Svizzera, saranno quindi disponibili al più presto fra un anno. Diversamente dall'UE, altre nazioni di punta nel campo dell'IA, come gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Giappone o Israele, non hanno al momento progetti concreti di regolamentazione orizzontale dell'IA e si concentrano come la Svizzera su misure per l'IA il più possibile specifiche al contesto.

Il Consiglio federale continuerà l'analisi degli sviluppi nel campo dell'IA e delle normative europee e internazionali rilevanti per la Svizzera in seno agli organi summenzionati (in particolare il gruppo di coordinamento interdipartimentale per la politica digitale dell'UE, il monitoraggio delle linee guida della Confederazione sull'AI, la Piattaforma tripartita e la CNAI) e in collaborazione con tutti i servizi federali responsabili per i relativi ambiti giuridici, e individuerà entro la fine del 2024 le necessità di agire e le possibili misure settoriali e se necessario orizzontali che possono servire come base per altre discussioni in Parlamento e con la popolazione.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.