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Modernizzare la protezione dei salari. Attuazione autonoma degli sviluppi dell'UE

23.3204 · Postulato · 2023-03-16

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

La direttiva UE sui salari minimi stabilisce che ogni Stato membro, qualora il tasso di copertura della contrattazione collettiva sia inferiore a una soglia dell'80 %, preveda un quadro di condizioni favorevoli alla contrattazione collettiva (art. 4 comma 2). In Svizzera, invece, la copertura dei contratti collettivi di lavoro (CCL) si aggira attorno al 50 %. Il Consiglio federale è pertanto invitato a presentare un rapporto in cui descrive le misure da adottare per aumentare la copertura del nostro mercato del lavoro mediante contrattazione collettiva.

Nello specifico dovranno essere valutati i seguenti strumenti:

  • agevolazioni nel conferimento del carattere obbligatorio generale ai CCL mediante un'efficace riduzione del quorum dei datori di lavoro;
  • agevolazioni nel conferimento del carattere obbligatorio generale ai CCL in caso di interesse pubblico (pressione salariale, dumping salariale, discriminazione salariale di genere o livello salariale insostenibile dal punto di vista sociopolitico) su richiesta delle parti contraenti, delle commissioni tripartite e dei dipartimenti cantonali;
  • in assenza di un risultato delle trattative, facoltà di obbligare Confederazione e Cantoni a negoziare per conto delle parti sociali, anche nel caso di un contratto normale di lavoro (CNL);
  • migliore protezione dei rappresentanti del personale da licenziamenti o ritorsioni;
  • aumento del grado di organizzazione mediante deduzione fiscale obbligatoria per i contributi dei membri sindacali presso i Cantoni e la Confederazione.

Begründung

A tutti i lavoratori in Svizzera dovrebbero essere garantiti salari adeguati e condizioni di lavoro eque. Eppure, nel 2020 l'1 % più alto ha percepito in media un salario mensile di 25 000 franchi, mentre mezzo milione di lavoratori ha ricevuto meno di 4100 franchi mensili (salario lordo al 100 %). A un'analisi più attenta risulta evidente che nei settori in cui i CCL o i CNL hanno carattere obbligatorio generale esiste un'effettiva protezione dei salari, assente invece nei settori privi di regolamentazione. Nel nostro Paese è quindi necessario favorire la contrattazione collettiva per migliorare il livello dei salari e le condizioni di lavoro, soprattutto nel commercio al dettaglio, nella logistica, nel giornalismo o nell'agricoltura. In un confronto internazionale, la copertura dei CCL in Svizzera (circa 50 %) è inferiore alla media. In tale classifica svettano Austria, Belgio, Svezia, Finlandia e Francia, con un tasso di copertura superiore al 90 %, a fronte di una media OCSE del 62 % (2009). Un piano d'azione per i CCL permette uno sviluppo autonomo della protezione salariale in Svizzera in modo da allinearsi agli sviluppi europei.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il partenariato sociale è un pilastro importante del successo del modello svizzero ed è rilevante sia nell'equilibrio diretto tra lavoratori e datori di lavoro che nel processo politico. Nel nostro Paese le condizioni di lavoro vengono tradizionalmente negoziate dalle parti sociali e spesso sancite in appositi CCL. Questi ultimi costituiscono un elemento essenziale del partenariato sociale e ne testimoniano il buon funzionamento. Il Consiglio federale si prefigge di creare le condizioni quadro ottimali affinché le parti sociali possano svolgere al meglio il loro ruolo, che risulta essere di grande importanza e responsabilità. Queste condizioni quadro comprendono da un lato il conferimento del carattere obbligatorio generale ai CCL - che sottolinea l'importanza di questi contratti per la politica economica del Paese e protegge gli accordi di partenariato sociale - e dall'altro la promozione e il consolidamento del dialogo tra le parti sociali, come nell'ambito di commissioni tripartite e tavole rotonde. Ciò consente alle parti sociali di svolgere un ruolo attivo all'interno delle nostre istituzioni e di dare una direzione al mercato del lavoro.

Nel confronto internazionale spicca il livello stabile di copertura dei CCL nel nostro Paese, che può vantare salari elevati ed equamente distribuiti, nonché una ridotta percentuale di posti di lavoro a bassa retribuzione. Oltre alla tutela dei lavoratori attraverso i contratti collettivi, anche le diverse misure collaterali offrono un mezzo di protezione ben collaudato che prevede l'imposizione di salari minimi obbligatori in caso di abusi. Pertanto, il Consiglio federale non intende momentaneamente agire sul tasso di copertura dei CCL, guardando piuttosto alle parti sociali. Attribuisce infatti grande importanza alla responsabilità attribuita a queste ultime e rispetta loro competenze; inoltre, ritiene che sia principalmente loro compito influire sul tasso di copertura. Qualora le parti sociali ambissero a raggiungere un tasso più elevato, spetterebbe a loro l'iniziativa di formulare proposte mirate. Il Consiglio federale mantiene il dialogo con questi enti monitorando costantemente la situazione e, se necessario, interviene nel caso in cui le condizioni quadro dovessero mutare. Il 29 marzo 2023, nell'ambito della sua agenda di politica europea, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), in stretta collaborazione con i Cantoni e le parti sociali, di elaborare proposte adeguate per garantire l'attuale livello di protezione sul mercato del lavoro interno tramite misure complementari.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.