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23.3215 · Interpellanza · 2023-03-16

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Durante la crisi sanitaria provocata dalla Covid-19, la Confederazione ha dovuto distruggere numerose mascherine di protezione, in particolare perché erano "scadute"; alcune presentavano addirittura tracce di muffa. Nello stesso tempo, il mercato si era rapidamente esaurito e la popolazione faticava a rifornirsi.

Per far fronte a una nuova domanda di questo dispositivo sanitario in caso di pandemia e per evitare il ripetersi della situazione di penuria, la Confederazione ha riacquistato un numero molto importante di mascherine, affidandone la gestione alla Farmacia dell'esercito. Ora, però, alcune hanno nuovamente raggiunto la data di scadenza.

Non c'è dubbio che le pandemie siano molto difficili da prevedere ed è assolutamente comprensibile che le autorità federali prendano precauzioni per evitare che, in caso di bisogno, la penuria si ripeta. È tuttavia sconcertante venire a sapere che alcune mascherine di protezione siano già scadute.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

- Quale autorità valuta il fabbisogno e decide l'acquisto di tali dispositivi sanitari?

- Trattandosi di prodotti di prima necessità in caso di pandemia, non è possibile organizzare un regolare rinnovo delle scorte?

- Perché l'UFSP non può imporre una rotazione delle scorte tramite il rifornimento dei servizi sanitari del Paese a prezzo di costo, assicurando così che le mascherine in stock possano essere utilizzate in ogni momento?

Ringrazio sin d'ora il Consiglio federale per le sue risposte.

Stellungnahme des Bundesrates

1. L'acquisto di materiale medico nel quadro dell'ordinanza 3 COVID-19 è stato effettuato dalla Farmacia dell'esercito su incarico dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

2. Nella fattispecie si trattava di colmare e superare a breve termine, fino al ritorno a una situazione di approvvigionamento normale, la penuria di materiale medico importante che ha caratterizzato la primavera del 2020. L'intenzione non era quella di perseguire una strategia di stoccaggio a lungo termine in previsione di necessità e pandemie future, bensì di ovviare rapidamente e con misure specifiche alla penuria del momento, su incarico dell'UFSP.

Il 22 giugno 2022 il Consiglio federale ha deciso che si doveva rinunciare a un ulteriore acquisto sussidiario di materiale medico per il sistema sanitario civile e ha quindi revocato il mandato di acquisto.

Su incarico del Gruppo di lavoro interdipartimentale materiale medico (GLID), la Farmacia dell'esercito si occupa ora di gestire il materiale stoccato. Non verranno effettuati ulteriori acquisti.

Su incarico del Consiglio federale, nell'ambito di diversi progetti si sta attualmente valutando, sulla base dei criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità, di quale materiale medico occorrerà costituire scorte in futuro e in quale forma.

Nel progetto di attuazione del rapporto sulle difficoltà di approvvigionamento di medicamenti per uso umano in Svizzera è esaminata la costituzione di scorte in situazioni normali con l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese e i portatori di interessi del settore e al più tardi entro la fine del 2024 saranno presentate al Consiglio federale proposte di attuazione concrete.

Nel quadro dell'attuazione del rapporto della Cancelleria federale concernente la valutazione della gestione di crisi dell'Amministrazione federale durante la pandemia di COVID-19 (sicurezza dell'approvvigionamento di materiale medico in situazioni di crisi) si considera per contro in maniera specifica la sicurezza dell'approvvigionamento al sopraggiungere e durante una crisi sanitaria (p. es. una pandemia). In questo caso la costituzione di scorte assume un ruolo importante in quanto misura preventiva.

3. Il materiale protettivo acquistato nell'ambito della pandemia di COVID-19 è messo in circolazione nella misura del possibile. Fintanto che questi prodotti sono liberamente disponibili sul mercato, ve ne è fabbisogno e la distribuzione può avvenire con un onere ragionevole, la Confederazione ne cede le scorte ai rispettivi prezzi di mercato. Allo scopo è stato avviato il progetto "MERCATO", attraverso il quale le istituzioni interessate possono acquistare materiale protettivo in esubero stoccato durante la pandemia. Più un articolo si avvicina alla data di scadenza più il suo prezzo di mercato diminuisce. Con questo progetto, da un lato si vuole garantire che la Confederazione recuperi almeno una parte delle spese di acquisto senza eccessivi interventi distorsivi del mercato. Dall'altro, si intende evitare di dover distruggere materiale scaduto, con conseguente ammortamento completo del capitale investito e costi di smaltimento supplementari.

Il materiale protettivo stoccato è gestito dalla Farmacia dell'esercito su incarico del GLID, all'interno del quale è stato costituito un gruppo di lavoro che si occupa della tematica di una valorizzazione alternativa, di cui fanno parte rappresentanti dell'UFSP, dell'Ufficio federale dell'ambiente e della Base logistica dell'esercito (Farmacia dell'esercito e Sanità militare). È previsto che la Farmacia dell'esercito segnali il materiale protettivo che dal punto di vista normativo (scadenza della durata di conservazione) non può più essere utilizzato al gruppo di lavoro, il quale decide dell'ulteriore impiego e ne incarica la Farmacia dell'esercito. Recentemente è stata introdotta una procedura di riciclaggio speciale per i prodotti contenenti polipropilene, grazie alle quale è possibile ottenere dalle mascherine igieniche un granulato di polipropilene che può essere reimmesso nel ciclo di vita. I prodotti che non soddisfano più i requisiti per una proroga della data di scadenza o un riciclaggio devono essere smaltiti attraverso la valorizzazione termica.

Risposta del Consiglio federale.