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23.3216 · Mozione · 2023-03-16

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto volto ad abolire l'obbligo di annuncio dei posti vacanti (misure riguardanti le persone in cerca di lavoro secondo l'articolo 21a della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione).

Begründung

In seguito all'adozione della legge federale del 16 dicembre 2016 (Regolazione dell'immigrazione e miglioramenti nell'esecuzione degli accordi sulla libera circolazione) è stato introdotto nella legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) il nuovo articolo 21a concernente "nuove misure riguardanti le persone in cerca di lavoro", ossia il cosiddetto obbligo di annuncio dei posti vacanti. Questo articolo doveva permettere di attuare l'articolo 121a della Costituzione federale (Cost.), sancito nella Costituzione nel 2014 in seguito all'accettazione dell'iniziativa popolare federale "Contro l'immigrazione di massa". In base all'articolo 21a LStrI i posti vacanti nelle professioni con un tasso di disoccupazione nazionale pari o superiore al 5 per cento devono essere annunciati a un ufficio regionale di collocamento (URC). Questi posti vengono controllati, registrati e resi accessibili per cinque giorni lavorativi unicamente alle persone in cerca d'impiego iscritte presso un URC. Nei primi tre giorni lavorativi gli URC devono comunicare ai datori di lavoro se tra le persone in cerca d'impiego registrate vi sono candidati idonei. L'obiettivo dell'obbligo di annuncio è dunque quello di sfruttare meglio il potenziale di manodopera residente, reclutare meno personale all'estero e, infine, frenare l'immigrazione.

In uno studio commissionato dalla Segreteria di Stato dell'economia (George Sheldon/Conny Wunsch, Valutazione dell'efficacia dell'obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti II, Berna 2021) è stato esaminato empiricamente l'effetto di questa misura sull'immigrazione. Nonostante la notevole quantità di dati disponibili e l'uso di diversi metodi statistici, non è stato possibile dimostrare con certezza che l'obbligo di annuncio abbia influito sulla disoccupazione o sull'immigrazione nelle professioni interessate. Tuttavia, sembrerebbe che il risultato negativo non sia dovuto a un'eventuale attuazione lacunosa, ma piuttosto che sia la soluzione scelta, ossia l'obbligo di annuncio dei posti vacanti, ad essere inefficace e quindi a non produrre l'effetto sperato sull'immigrazione.

Per questi motivi, il Consiglio federale è invitato ad abolire l'obbligo in questione. D'altronde, non bisogna dimenticare che per l'esecuzione e il controllo di questa misura è stato necessario creare nei Cantoni 139 posti di lavoro (equivalenti a tempo pieno). Si potrebbe eventualmente lasciare ai Cantoni la facoltà di scegliere se mantenere o meno l'obbligo di annuncio dei posti vacanti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'obbligo di annuncio dei posti vacanti è stato introdotto dal Parlamento nel quadro dell'iniziativa popolare federale "Contro l'immigrazione di massa". L'obiettivo è quello di sfruttare meglio il potenziale di manodopera residente.

Il Consiglio federale ha basato le disposizioni d'esecuzione sui principi di efficacia, economicità, semplicità e praticabilità e le ha sottoposte alle commissioni parlamentari competenti prima che entrassero in vigore.

Dal 2019 la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) pubblica ogni anno un rapporto di monitoraggio per verificare l'esecuzione dell'obbligo di annuncio dei posti vacanti. Dall'introduzione di questa misura il numero di posti vacanti annunciati agli URC è notevolmente aumentato. Se prima dell'introduzione si contavano circa 80 000 annunci all'anno (media 2014-2017), ora la cifra supera i 500 000. Nel 2022 sono stati segnalati 581 145 posti vacanti, di cui oltre l'80 per cento sottostava all'obbligo in questione.

Le persone in cerca d'impiego si iscrivono sulla piattaforma Job-Room del servizio pubblico di collocamento per consultare i posti vacanti in anticipo e candidarsi prima che vengano pubblicati su altri canali. Dalla fase introduttiva in poi la percentuale di iscritti è passata dal 25 al 70 per cento. Inoltre, un sondaggio condotto presso i datori di lavoro nella primavera del 2021 ha rivelato che questi ultimi ricorrono in misura maggiore ai servizi degli URC rispetto al 2017 e che la loro soddisfazione è aumentata. Dall'introduzione dell'obbligo di annuncio le aziende collaborano maggiormente con gli URC per occupare i posti vacanti, contribuendo così a incentivare la trasparenza sul mercato del lavoro.

Nel 2018 e nel 2019 la SECO ha fatto valutare in maniera approfondita l'efficacia dell'obbligo di annuncio sulla disoccupazione e sull'immigrazione durante la fase introduttiva. Le due valutazioni non hanno permesso di determinare con certezza alcun influsso significativo sulla disoccupazione e sull'immigrazione. Infatti, in quel periodo il tasso di disoccupazione era basso e la portata della misura limitata. Dai risultati è tuttavia emerso che l'obbligo di annuncio dei posti vacanti ha leggermente aumentato la probabilità di trovare un impiego in una professione assoggettata all'obbligo. Inoltre, l'incremento dell'attività di collocamento degli URC ha avuto un effetto positivo su tale probabilità.

Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di presentare entro il 31 marzo 2024, in collaborazione con il DEFR e coinvolgendo i Cantoni e le parti sociali, un'analisi globale sull'attuazione di tutte le misure adottate per promuovere il potenziale di manodopera residente. Il documento dovrà fornire una panoramica generale e illustrare in che modo le diverse misure adempiono gli obiettivi per la promozione del potenziale di manodopera residente e se sono necessari ulteriori provvedimenti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.