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23.3363 · Interpellanza · 2023-03-17

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

La Banca nazionale svizzera (BNS) ha annunciato di voler concedere a Credit Suisse un prestito pari a 50 miliardi di franchi. Rispetto al volume totale della BNS ciò corrisponde a una piccola quota.

Nel mese di settembre del 2022 la banca ha dichiarato che avrebbe rinunciato alla distribuzione alla Confederazione e ai Cantoni a causa della mancaza di utili, nonostante le riserve siano ancora elevate. Al momento non si sa quando le distribuzioni verranno nuovamente effettuate.

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

a. Il "salvataggio della banca" si ripercuote sulla costituzione di riserve?

b. In futuro, in che modo la BNS potrà garantire maggiore trasparenza per quanto riguarda la costituzione di riserve?

c. Il Consiglio federale è già in grado di valutare se il prestito della BNS frutterà future distribuzioni alla Confederazione e ai Cantoni?

Stellungnahme des Bundesrates

In relazione all'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS, la BNS concede aiuti a sostegno della liquidità sotto forme diverse. Questi aiuti non costituiscono dei sussidi, ma dei mutui erogati a condizioni diverse in termini di interessi e garanzie. Attualmente questi mutui non esercitano alcun influsso sul risultato della BNS. Anche nell'ipotesi che Credit Suisse non fosse più in grado di restituirli, la BNS è ben protetta da eventuali perdite grazie alle garanzie esistenti. Di conseguenza, è molto improbabile che questi mutui incidano sulla distribuzione degli utili della BNS.

Nello specifico, la BNS eroga mutui straordinari a sostegno della liquidità (ELA) per i quali esistono garanzie che comportano il trasferimento di ipoteche svizzere alla BNS o la costituzione in pegno di titoli.

Con l'ordinanza di necessità del 16 marzo 2023 è stata inoltre introdotta una nuova forma di sostegno alla liquidità, ovvero i mutui ELA+ a cui Credit Suisse e UBS possono ricorrere senza dover depositare garanzie. Tuttavia, i mutui ELA+ sono dotati di un privilegio nel fallimento. Tale privilegio implica che in caso di fallimento i crediti della BNS vengano soddisfatti prioritariamente. Soltanto pochi altri crediti hanno maggiore priorità rispetto ai mutui della BNS, ad esempio gli stipendi o i depositi garantiti nel quadro della protezione dei depositanti. Questi mutui a sostegno della liquidità sono limitati a 100 miliardi.

Nel quadro di un cosiddetto "public liquidity backstop" (PLB), la BNS può mettere a disposizione di Credit Suisse ulteriori mutui a sostegno della liquidità pari al massimo a 100 miliardi di franchi. Questo strumento a sostegno della liquidità, anch'esso introdotto mediante un'ordinanza di necessità, è dotato di una garanzia della Confederazione nei confronti della BNS come pure di un privilegio nel fallimento.

Ad a, c): Come menzionato più sopra, i mutui a sostegno della liquidità erogati dalla BNS sotto forma di mutui ELA e di mutui PLB beneficiano di una garanzia. Per contro, i mutui a sostegno della liquidità erogati sotto forma di ELA+ non sono garantiti, ma dotati di un privilegio nel fallimento, riducendo così il rischio di perdita per la BNS. Di conseguenza, nel quadro di questi mutui ELA+ non si prevedono ripercussioni negative supplementari sull'evoluzione degli utili della BNS e quindi su eventuali distribuzioni a Confederazione e Cantoni.

Ad b) La BNS presenta regolarmente la costituzione di accantonamenti per le riserve monetarie, la funzione di tali accantonamenti e la riserva per future ripartizioni nel suo rapporto di gestione (Rapporto di gestione Banca nazionale svizzera 2022, pag. 100 seg.). Il Consiglio federale ha già affrontato l'argomento in diversi interventi parlamentari (ad es. Mo. 20.3250; Ip. 20.3325). A causa dei malintesi e delle ambiguità nella discussione politica, nel 2021 la BNS ha precisato e ampliato la sua comunicazione al riguardo. Il capitale proprio della BNS è costituito dagli accantonamenti per le riserve monetarie, dalla riserva per future ripartizioni (riporto di utili o perdite degli anni precedenti) e dal capitale azionario. Gli accantonamenti per le riserve monetarie corrispondono all'ammontare auspicato di capitale proprio. Essi sono alimentati annualmente e servono ad assicurare che la BNS disponga di una solida base di capitale proprio in grado di assorbire anche perdite importanti. Per la determinazione dell'attribuzione annua è assunto come parametro il doppio della crescita nominale media del prodotto interno lordo degli ultimi cinque anni. Alla luce dell'aumento della somma di bilancio della BNS, nel 2020 è stata decisa un'attribuzione minima del 10 per cento. Spetta alla BNS stabilire il volume degli accantonamenti (art. 42 cpv. 2 lett. d legge del 3.10.2003 sulla Banca nazionale [LBN]; RS 951.11).

Risposta del Consiglio federale.