L'integrazione efficace dei giovani rifugiati e ammessi provvisoriamente rappresenta la chiave di una buona politica in materia d'asilo
23.3397 · Interpellanza · 2023-03-17
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Nel 2019, unitamente alla nuova procedura d'asilo, è stata avviata l'"Agenda Integrazione Svizzera" (AIS), che mira a integrare rapidamente nel mondo del lavoro e nella società i rifugiati riconosciuti e le persone ammesse provvisoriamente. Una buona politica d'asilo comprende anche un'efficace politica in materia d'integrazione. Un'integrazione riuscita nel mercato del lavoro sgrava chiaramente i Cantoni e i Comuni a lungo termine e contribuisce ad attenuare la penuria di manodopera qualificata. È incontestato che la fase iniziale dell'integrazione è decisiva.
Le cifre, pubblicate per la prima volta, del monitoraggio della promozione dell'integrazione mostrano che l'obiettivo di efficacia 3 dell'AIS, secondo cui dopo cinque anni due terzi dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente tra 16 e 25 anni frequentano una formazione post-obbligatoria, purtroppo non è ancora conseguito. Infatti, soltanto il 30 per cento di questi giovani assolve una formazione professionale e il 20 per cento vi si sta preparando. Inoltre, tra le donne la percentuale è nettamente inferiore rispetto agli uomini. La situazione è migliore tra gli adulti; l'obiettivo di efficacia 4 è raggiunto: dopo sette anni, oltre la metà dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente in età adulta è integrata in maniera duratura nel mercato del lavoro primario.
Naturalmente, queste cifre si riferiscono a persone entrate in Svizzera prima dell'introduzione dell'AIS. Esse evidenziano tuttavia chiaramente che proprio i giovani devono essere meglio integrati nel mercato del lavoro, per cui devono poter assolvere una formazione. Un tirocinio costituisce una protezione a lungo termine dalla dipendenza finanziaria. La formazione è la chiave affinché la Svizzera possa utilizzare il potenziale di manodopera dei rifugiati.
In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alla domanda seguente:
È disposto a presentare un rapporto su esempi di buone prassi di integrazione nel mercato del lavoro dei rifugiati e delle persone ammesse provvisoriamente, in particolare dei giovani adulti? Ciò permetterebbe di indicare efficaci strumenti di integrazione nel mercato del lavoro e di illustrare come possono essere adeguati da altri Cantoni, città e Comuni per conseguire il più rapidamente possibile l'obiettivo di efficacia 3 dell'AIS.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è anch'esso del parere che la formazione post-obbligatoria sia imprescindibile per l'integrazione professionale duratura dei rifugiati. L'Agenda Integrazione Svizzera (AIS) non è la sola misura avviata a questo scopo dalla Confederazione e dai Cantoni. Dal 2018 viene infatti attuato, in collaborazione con gli uffici cantonali della formazione professionale e le organizzazioni del mondo del lavoro, anche il programma pilota Pretirocinio d'integrazione (PTI), che mira a preparare i giovani e i giovani adulti a una formazione professionale di base. Inoltre, il 6 dicembre 2021 il Parlamento ha accolto la mozione 21.3964 della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura ("Colmare le lacune dell'Agenda Integrazione Svizzera. Garantire pari opportunità a tutti i giovani in Svizzera"), incaricando il Consiglio federale di trasformare il PTI in un programma federale permanente e di adeguarlo, all'occorrenza, in base ai risultati della valutazione.
Il Consiglio federale nutre comprensione per la richiesta avanzata dall'autrice dell'interpellanza. Un rapporto separato sulle buone prassi nella promozione dell'accesso alla formazione post-obbligatoria comporterebbe tuttavia soltanto un limitato valore aggiunto in considerazione dei diversi lavori in corso o previsti. Su incarico della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) sono infatti realizzati regolarmente valutazioni e studi per determinare come migliorare l'efficacia dell'AIS e del PTI.
L'attuazione del PTI è soggetta a una valutazione costante, che fornisce informazioni sulle buone prassi nei Cantoni. I risultati della valutazione saranno pubblicati alla fine del 2024. Le conoscenze in materia sono trasmesse nel quadro di scambi periodici tra la Confederazione e i suoi partner cantonali nel settore della formazione professionale.
In vista della fase 2024-2027 dei programmi cantonali d'integrazione, la Confederazione e i Cantoni hanno inoltre deciso di potenziare lo scambio di conoscenze ed esperienze, anche in materia di attuazione. A questo fine, ricorreranno anzitutto alle strutture della Conferenza dei delegati comunali, regionali e cantonali all'integrazione degli stranieri.
La SEM prevede inoltre di avviare uno studio volto in particolare a determinare come incentivare l'accesso delle donne a una formazione post-obbligatoria. Le conclusioni di questo studio saranno riprese nell'attuazione dell'AIS e contribuiranno a migliorare i risultati per l'obiettivo di efficacia 3.
Risposta del Consiglio federale.