Effetti nocivi sulla biodiversità del rimborso dell'imposta sugli oli minerali. Come procede l'ufficio federale competente?
23.3419 · Interpellanza · 2023-03-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nell'ambito dello studio preliminare concernente l'impatto delle sovvenzioni federali sulla biodiversità, pubblicato nel giugno 2022, il Consiglio federale ha incluso il rimborso dell'imposta sugli oli minerali tra le otto sovvenzioni da valutare approfonditamente.
Stando allo studio suddetto, i rimborsi dell'imposta favorirebbero l'uso intensivo dei terreni per realizzare piste da sci, la meccanizzazione della selvicoltura e le coltivazioni intensive, con un conseguente danno per la biodiversità. Si tratta ora di riesaminare questo incentivo sbagliato.
Lo studio preliminare raccomanda di riformare le due sovvenzioni in modo pertinente e realistico. Occorrerebbe valutare diversi approcci, così da abolire, ottimizzare o trasformare le sovvenzioni. Le proposte di riforma dovrebbero essere valutate senza preconcetti, coinvolgendo i vari uffici federali interessati, l'UFAM e i servizi cantonali preposti.
Poiché la Confederazione non è stata in grado di raggiungere entro il 2020 l'obiettivo Aichi 3 e, invece di rivedere e adeguare tutte le sovvenzioni, sono state ridefinite le priorità, secondo lo studio bisognerebbe intervenire urgentemente per elaborare e attuare misure concrete; per ogni sovvenzione andrebbe definito un elenco di misure concretizzabili efficacemente sotto il profilo politico.
1. Come si procede per garantire che i progetti di riforma siano elaborati senza preconcetti?
2. Quali uffici federali e servizi cantonali sono coinvolti? Con quali unità amministrative si sta collaborando?
3. Quali sono i gruppi di interesse che partecipano all'analisi e perché?
4. Come procedere per disporre in tempi brevi di un elenco di misure concrete e garantirne l'attuazione?
Stellungnahme des Bundesrates
Nel dicembre 2021 il Consiglio federale ha incaricato il DEFR di verificare, in collaborazione con il DATEC, le possibilità di adeguare in modo conforme ai principi della politica sul clima la restituzione dell'imposta sugli oli minerali.
Nel giugno 2022 il Consiglio federale ha conferito al DEFR il mandato di considerare, nel quadro della suddetta verifica, anche gli effetti sulla biodiversità derivanti dall'impiego di veicoli pesanti nell'agricoltura, nella selvicoltura e nel turismo.
Risposta alla domanda 1
Per la verifica sono state definite varie opzioni, comprendenti un'abrogazione totale, una riduzione e una trasformazione della restituzione. Attualmente vengono valutate secondo il metodo dell'analisi d'impatto della regolamentazione per stabilire quali effetti abbiano in particolare su ambiente e biodiversità.
Risposta alla domanda 2
La SECO è responsabile delle verifiche e collabora con l'UFAM, l'UDSC, l'UFE e l'UFAG. Queste attività tengono conto dei risultati e delle raccomandazioni del CDF - vedi rapporto di verifica del 3 maggio 2018 (n. verifica 17500) - e non coinvolgono direttamente i servizi cantonali.
Risposta alla domanda 3
Nel quadro delle verifiche ancora in corso - volte a definire la situazione di partenza economica e strutturale, la rilevanza specifica dei rimborsi e gli sviluppi tecnologici più importanti - vengono consultate le seguenti associazioni di settore: Unione svizzera dei contadini, Associazione svizzera per l'attrezzatura e le tecniche agricole, BoscoSvizzero, Berner Waldbesitzer, Forstunternehmer Schweiz e Funivie svizzere. Per poter disporre di una base di dati più ampia sono stati coinvolti anche l'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio e la Scuola universitaria professionale di Berna (BFH). Sono previste ulteriori consultazioni che includeranno altri gruppi d'interesse, tra cui Cantoni e associazioni ambientaliste, e riguarderanno i risultati della verifica e le conclusioni in merito alle tappe successive.
Risposta alla domanda 4
Il rapporto al Consiglio federale e la decisione sul proseguimento dei lavori sono previsti per fine 2023.
Risposta del Consiglio federale.