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23.3429 · Postulato · 2023-03-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sui costi differenziati in base al genere in Svizzera.

Il rapporto dovrà in particolare

1. quantificare l'entità dei costi differenziati in base al genere;

2. identificare gli ambiti in cui occorre prendere provvedimenti affinché leggi, regolamenti e prassi tengano adeguatamente conto di questi costi.

Begründung

Con il termine "pink tax" si indica la tendenza dei prodotti commercializzati specificatamente per le donne, ad essere più costosi degli equivalenti prodotti commercializzati per gli uomini.

Diversi studi nell'ultimo decennio hanno mostrato importanti differenze di prezzo, tra il 7 e il 37 % a dipendenza della categoria di prodotti e dello stato esaminato. Praticamente tutti gli ambiti in cui esistono prodotti differenziati per genere sono toccati dal fenomeno: giochi per l'infanzia, prodotti cosmetici e igienici, capi d'abbigliamento e accessori, servizi quali parrucchiere o lavanderie.

Se sui motivi che portano a questa discriminazione di genere esistono teorie divergenti, ogni studio condotto in materia ha evidenziato l'esistenza del fenomeno. La conseguenza è che nell'arco della loro vita le donne spendono migliaia di franchi in più per il loro fabbisogno di base - solo perché sono donne. Una discriminazione di genere che va ad aggiungersi ad altre, come il divario salariale e pensionistico.

Se in un'economia liberale l'intervento diretto dello Stato per combattere tale discriminazione risulta difficile, appare comunque evidente che bisogna tenerne conto in innumerevoli ambiti. Dal momento che i prodotti per il fabbisogno di base sono più cari, appare ad esempio evidente che il minimo esistenziale dovrebbe essere calcolato differentemente a seconda del genere. Lo stesso discorso vale per i calcoli sul fabbisogno di base quando si tratta di calcolare gli alimenti in caso di separazione/divorzio, o per le prestazioni complementari AVS/AI: quello delle donne è più elevato, non per scelta loro, ma per le (il)logiche del mercato.

Si chiede quindi al Consiglio federale di quantificare la "pink tax", di individuare tutti gli ambiti in cui lo Stato deve tenerne debitamente conto nonché di indicare gli adeguamenti legislativi e le modifiche di regolamenti e di prassi necessari a tale scopo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il tenore del presente postulato è identico a quello del postulato Gysin 22.3082 "Per una ponderazione del fabbisogno in base al genere". Il Consiglio federale ribadisce quanto affermato nella sua risposta del 25 maggio 2022.

Il Consiglio federale è consapevole del fatto che i prodotti e i servizi concepiti e commercializzati esclusivamente per gli uomini o per le donne possono avere prezzi diversi (vedi il parere in merito al postulato 16.3190 Schwaab). Le ragioni di tali differenze possono essere molteplici e variano da settore a settore (ad esempio il design del prodotto, l'infrastruttura, i costi della pubblicità, le spese di consulenza, l'esperienza dei clienti, ma anche le diverse preferenze e la possibilità di sostenere i costi).

Tuttavia, ciò non significa che le donne spendano sistematicamente o complessivamente di più degli uomini. I prezzi dipendono fortemente dal grado di differenziazione dei prodotti, che in molti casi, potrebbero tuttavia essere disponibili anche a prezzi inferiori. Ciò solleva anche la problematica relativa al fatto che molti prodotti e servizi specifici per gli uomini o per le donne non sono comparabili 1:1. Questa è la conclusione cui è giunto anche un rapporto del 2015 del governo francese all'attenzione del parlamento, basato su un'indagine rappresentativa (v. https://www.economie.gouv.fr/files/files/PDF/rapport_parlement_woman-tax.pdf). Dal rapporto non emerge una prova del fatto che le donne debbano sostenere sistematicamente costi aggiuntivi. Le differenze di prezzo per prodotti pensati per gli uomini o per le donne potrebbero andare a svantaggio degli uni o delle altre. La complessità della questione non permette tuttavia una valutazione definitiva. Inoltre, va notato che i prodotti e i servizi specifici per gli uomini o per le donne non rappresentano un fattore determinante nel computo della spesa complessiva dei consumatori e non sono nemmeno fondamentali. Uno studio tedesco commissionato dall'Agenzia federale contro la discriminazione nel 2017 dimostra che la maggior parte dei prodotti e dei servizi in Germania sono offerti allo stesso prezzo per entrambi i sessi (v. https://www.antidiskriminierungsstelle.de/SharedDocs/downloads/DE/publikationen/Expertisen/expertise_preisdifferenzierung_nach_geschlecht.pdf). Pertanto, non si può presumere che il soddisfacimento delle esigenze di base sia associato a costi significativamente più alti per gli uomini o per le donne.

È improbabile che il rapporto richiesto possa rispondere alla domanda della postulante. Difficilmente sarà possibile aggregare le differenze di prezzo per i diversi prodotti e servizi pensati per gli uomini o per le donne e appianarle definitivamente. Allo stesso modo, non ci si può aspettare nessuna motivazione chiara in merito alle differenze che caratterizzano il fabbisogno di base di uomini e donne. La direttiva 2004/113/CE, vincolante per tutti gli Stati membri dell'UE, mira a garantire la parità di accesso a beni e servizi per uomini e donne; tuttavia, nel caso della "pink tax", l'attenzione è rivolta alla sensibilizzazione dei consumatori.

Sulla base di queste considerazioni, il Consiglio federale non vede la necessità di approfondire la questione. L'obiettivo sovraordinato della parità dei sessi è promosso dalla Strategia parità 2030, ampiamente sostenuta, che si concentra su leve più efficaci per promuovere l'uguaglianza.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.