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23.3506 · Interpellanza · 2023-05-02

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale ha obbligato i dipartimenti a prevedere riduzioni trasversali pari al 2 per cento nel preventivo per il 2024. I relativi lavori per l’attuazione sono in corso. Il Consiglio federale motiva questa misura adducendo il rispetto del freno all’indebitamento.

1. Le direttive restrittive del freno all’indebitamento comportano una riduzione del debito anziché la sua stabilizzazione, come previsto a livello costituzionale. Secondo il Consiglio federale è opportuno ridurre ulteriormente il debito in un periodo di crisi in cui il livello d’indebitamento della Svizzera è molto basso?

2. L’articolo 13 della legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC) disciplina che le uscite devono equivalere al prodotto delle entrate e del fattore congiunturale. Dal consuntivo 2022 risulta che il deficit strutturale è dovuto a minori entrate e non a un aumento delle uscite. Ciononostante, nel quadro della sua proposta per la correzione del piano finanziario, il Consiglio federale si concentra in primo luogo sulle uscite. Dal punto di vista del diritto finanziario, sarebbe possibile procedere a un aumento del 2 per cento delle entrate (ad es. mediante un’indennità per la fornitura di prestazioni a terzi) al posto di prevedere riduzioni pari al 2 per cento (riduzione delle uscite)? In caso affermativo, i dipartimenti potrebbero ricorrere a tale opzione, sempre che non s’imponga una modifica di legge?

Stellungnahme des Bundesrates

1) La Costituzione prevede che la Confederazione equilibri a lungo termine le sue uscite ed entrate (art. 126 cpv. 1 Cost.). Ciò comporta quanto meno una stabilizzazione del debito. Le disposizioni della LFC sono concepite in modo tale da poter impiegare le eccedenze di finanziamento strutturali del bilancio ordinario a favore della riduzione del debito. Tra il 2003, anno dell’introduzione del meccanismo del freno all’indebitamento, e il 2019 la Confederazione ha perciò potuto ridurre l’indebitamento lordo da 124 a 97 miliardi di franchi. In una situazione di crisi, il freno all’indebitamento garantisce la flessibilità necessaria e permette di effettuare elevate uscite straordinarie. A causa della pandemia da coronavirus, il debito lordo è nuovamente salito e nel 2022 ammontava a 120 miliardi.

Di conseguenza, il Parlamento ha deciso, basandosi sul messaggio del Consiglio federale, che l’indebitamento dovuto alla pandemia deve essere compensato. Per fare ciò vengono impiegate le eccedenze di finanziamento strutturali del bilancio ordinario e le distribuzioni supplementari della Banca nazionale svizzera.

2) Il deficit di finanziamento strutturale nel consuntivo 2022 è dovuto soprattutto alla diminuzione delle entrate provenienti dall'imposta preventiva. La necessità di correzione nel preventivo 2024 e negli anni successivi non è però da ricondurre a minori entrate, bensì alle uscite supplementari decise. Il bilancio è gravato in particolare dal forte aumento delle uscite per l’esercito e per la custodia extra-familiare dei figli (conformemente alla decisione del Consiglio nazionale in qualità di Camera prioritaria). Per questo motivo, il Consiglio federale concentra le misure di consolidamento sulle uscite. Per quanto riguarda l’imposta sui veicoli è invece prevista la soppressione dell’esenzione dall’imposta per gli autoveicoli elettrici. A prescindere da ciò, dal 2026 sono attese anche maggiori entrate dall’imposta integrativa nel quadro dell’imposizione minima dell’OCSE, tenuto conto che tale imposta deve essere impiegata a destinazione vincolata per finanziare misure di promozione della piazza economica.

Un risanamento del bilancio basato sull’aumento delle tasse e dei tributi non è realistico. Le tasse e i tributi comprendono tra l’altro le entrate da piccole vendite (ad es. carte nazionali), emolumenti per atti ufficiali e la tassa d’esenzione dall’obbligo militare. Attualmente la Confederazione percepisce circa 1 miliardo di franchi sotto questa forma. Se volesse ottenere uno sgravio analogo alla riduzione del 2 per cento, ovvero circa 500 milioni, dovrebbe aumentare del 50 per cento le tasse e i tributi.