23.3516 · Interpellanza · 2023-05-02
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Come ogni invenzione, di per sé l'intelligenza artificiale (IA) non è criticabile. Può avere degli effetti positivi ma cela anche dei rischi notevoli. Di seguito alcuni esempi:
- Anche quando viene utilizzata per scopi scientifici, l'IA si basa su algoritmi che a loro volta sono alimentati da una raccolta di dati. Ciò non comporta necessariamente che i dati siano esatti e che l'informazione che ne deriva sia corretta.
- ChatGPT e altre piattaforme facilmente accessibili sono delle potenziali fabbriche di truffe e fake news, che possono minacciare il sapere e le democrazie.
È chiaro che per garantire una certa efficacia, l'IA deve essere regolamentata, se possibile, a livello internazionale. Il 30 aprile 2023, il G7 ha annunciato l'intenzione di adottare una regolamentazione sull'IA fondata sui rischi.
Il Parlamento europeo è in procinto di approvare l'Artificial Intelligence Act, il cui scopo è migliorare l'utilizzo e la commercializzazione delle applicazioni di IA. Alcune di queste verrebbero severamente vietate, come ad esempio i sistemi di credito sociale degli individui, mentre altre sospese temporaneamente in attesa di un'eventuale autorizzazione, come ad esempio i sistemi nell'ambito della chirurgia assistita da robot o dell'educazione, nonché ChatGPT.
Nella sua risposta del 26 aprile 2023 all'interpellanza Bendahan 23.3147, il Consiglio federale non sembra rendersi conto delle sfide legate all'IA. Inoltre, raccomanda di rifiutare il postulato Dobler 23.3201, che chiede solamente di chiarire le insicurezze. Il Consiglio federale intende determinare soltanto entro la fine del 2021 "le necessità di agire che possono servire come base per altre discussioni in Parlamento e con la popolazione".
1. Mentre il Parlamento europeo si appresta a decretare un divieto definitivo o provvisorio di alcune piattaforme di IA, il Consiglio federale non sta mostrando un certo attendismo non adeguato ai rischi?
2. Il Consiglio federale non dovrebbe elaborare un progetto di legge basato sulla regolamentazione europea, non appena questa sarà stata adottata dal Parlamento europeo?
3. Non sarebbe necessario vietare sin da subito alcune piattaforme di IA e sottoporne altre a una procedura di autorizzazione preventiva conformemente a quanto previsto a livello europeo?
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1 e 3: Il Consiglio federale è consapevole della grande portata degli sviluppi nel campo dell'intelligenza artificiale (IA). Le nuove applicazioni dell'IA comportano sia grandi opportunità e grandi rischi. Solitamente i sistemi di intelligenza artificiale non sono elementi a sé stanti ma fanno parte di applicazioni spesso complesse. Si preferisce quindi inquadrare il fenomeno piuttosto che vietarlo. In questo contesto, è importante sottolineare che il quadro giuridico nazionale e internazionale esistente è applicabile anche ai sistemi che integrano l'intelligenza artificiale. In particolare, la nuova legge federale sulla protezione dei dati (LPD; RS 235.1), che entrerà in vigore il 1° settembre 2023, prevede delle misure di sicurezza. L'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) potrebbe ad esempio vietare un'applicazione specifica che non soddisfa i requisiti della nuova legge. Nel settore pubblico, l'uso dell'IA richiede una base legale formale qualora sussista un rischio grave per i diritti fondamentali. La nuova legge rafforza inoltre i diritti degli interessati anche nel settore privato, quando sono soggetti a decisioni automatizzate. A livello internazionale sono in corso lavori per ridurre le lacune nel quadro normativo, si pensi all’accordo globale sull’IA di cui si sta occupando il Consiglio d’Europa. Anche la regolamentazione dell'UE è ancora in corso di elaborazione. Continua ad essere essenziale evitare che la Svizzera perda importanti opportunità di innovazione a causa di divieti poco riflettuti. La Confederazione non si accontenta di aspettare i risultati dei negoziati all'interno dell'UE o del Consiglio d'Europa ma ha incaricato diversi enti federali di esaminare attivamente e congiuntamente in che misura un chiarimento pragmatico e rapido delle questioni relative all'IA possa contribuire alla certezza del diritto e, se del caso, costituire un vantaggio per la competitività della Svizzera.
Domanda 2: Il Consiglio federale ha preso numerose misure per garantire un approccio responsabile ed etico all'intelligenza artificiale e segue da vicino gli sviluppi normativi in questo campo a livello internazionale. Sulla base del rapporto del Gruppo interdipartimentale sull'intelligenza artificiale (IDAG) pubblicato nel 2019, nel 2020 ha elaborato linee guida della Confederazione sull'IA e nel 2022 ha istituito una la rete di competenze per l'intelligenza artificiale (CNAI). Quest'ultima sarà completata da un centro per il diritto. Alla fine del 2022, il controllo delle linee guida sull'IA condotto dall'UFCOM in collaborazione con la CNAI ha rivelato che vengono applicate e sono ancora d’attualità. Fortemente impegnata nel campo dell'IA la Svizzera ha influenzato e continua a influenzare i lavori sull'IA presso l'OCSE, il Consiglio d'Europa, l'UNESCO e l'UIT. Il Consiglio federale prosegue l’analisi degli sviluppi nel campo dell'IA e delle normative europee (in particolare la politica digitale dell'UE sull'IA, il monitoraggio delle linee guida sull'AI, la Piattaforma tripartita e la CNAI) in collaborazione con tutti i servizi federali responsabili delle aree giuridiche interessate. In quanto non membro dell'Unione europea, la Svizzera non può partecipare direttamente al processo legislativo dell'UE. Come summenzionato, il Consiglio federale ritiene opportuno attendere l'esito dei lavori in corso presso il Consiglio d'Europa e l'Unione europea prima di prendere in considerazione nuove norme trasversali sull'IA. Se necessario, la legislazione svizzera sarà adattata.