Misure contro la carenza di nuove leve e personale qualificato in medicina veterinaria
23.3542 · Interpellanza · 2023-05-04
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nel prossimo futuro il settore veterinario in Svizzera dovrà far fronte a una notevole carenza di nuove leve e di personale qualificato, soprattutto nella medicina dei grandi animali.
Come valuta il Consiglio federale, in primo luogo, la carenza di cure veterinarie di base che si profila e, in secondo luogo, le seguenti proposte per ovviare a questo problema?
- Aumentare in maniera sostanziale il numero di studenti di medicina veterinaria ammessi ogni anno
- Ampliare la facoltà di medicina veterinaria (ev. terza sede) e intensificare la collaborazione con altri istituti di formazione
- Rivedere le condizioni di ammissione agli studi di medicina veterinaria in relazione alla loro rilevanza professionale
- Garantire un accesso differenziato agli studi di medicina veterinaria (ad es. passerella)
- Promuovere la conoscenza della professione (professional knowledge) durante gli studi, incluse le competenze economiche
- Promuovere gli stage e sviluppare sistemi di incentivazione (finanziaria) per la medicina degli animali da reddito nelle regioni periferiche
- Sviluppare misure per ridurre il numero di veterinari che scelgono di abbandonare l'attività clinica
- Rivedere le condizioni del diritto del lavoro per i veterinari
- Ridurre in maniera sostanziale le formalità amministrative
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale concorda con l’autore dell’interpellanza sull’importanza delle cure veterinarie di base.
Secondo uno studio dell’Università di Berna (2019) concernente la medicina veterinaria per gli animali da reddito in Svizzera, al momento la copertura delle cure in Svizzera è generalmente considerata da buona a molto buona. Tuttavia, come in altri settori, il fatto di disporre a lungo termine di un numero sufficiente di nuovi professionisti per gli animali da reddito è una questione complessa che non riguarda solo il numero di posti di formazione, ma anche l’attrattiva delle condizioni di lavoro.
La formazione di base degli studenti di medicina veterinaria compete alla Facoltà Vetsuisse VSF delle università autonome di Berna e Zurigo e dei relativi Cantoni responsabili. La Confederazione non ha la competenza per disporre un aumento del numero di studenti in medicina veterinaria o la creazione di una terza sede. Potrebbe unicamente affrontare la questione nell’ambito della Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU) insieme ai responsabili cantonali.
I costi d’insegnamento in medicina veterinaria ammontano in media a 43 000 franchi all’anno per studente. Poiché il numero di domande di ammissione supera notevolmente la capacità dei posti di studio, la VSF limita l’accesso (numerus clausus) e seleziona gli studenti tramite un test di idoneità (test EMS). Vista l’elevata domanda, negli ultimi anni la VSF ha già aumentato in modo significativo la capacità dei posti di studio (programma di Bachelor: 2016: 150; 2023: 172). Un ulteriore aumento senza perdita di qualità per la formazione comporterebbe investimenti notevoli a livello di infrastrutture e un forte incremento in termini di personale. La parte clinica della formazione, in particolare, richiede una struttura che non può essere facilmente creata presso altri istituti formativi. Anche con un accesso differenziato agli studi di medicina veterinaria (ad es. passerelle), i candidati dovrebbero recuperare la parte clinica e quindi superare il principale scoglio della formazione.
Basandosi sul rapporto del Consiglio svizzero della scienza (CSS), nel 2017 la CSSU ha confermato la validità del test EMS per selezionare gli studenti di tutti le discipline mediche. I vantaggi e gli svantaggi di metodi di selezione alternativi, come l’introduzione di stage, sono stati discussi in modo approfondito, per essere successivamente scartati a causa dell’onere elevato per il personale clinico e della mancanza di posti clinici.
La VSF ha riconosciuto la necessità di promuovere la conoscenza della professione (professional knowledge) durante gli studi e ha rivisto il piano di studio in questo senso. Per il periodo di sussidio 2021–2024 la VSF riceve dalla Confederazione 1,2 milioni di franchi in contributi legati a progetti per lo sviluppo di una struttura di moduli di formazione esterni per gli studenti che svolgono un periodo di pratica presso studi veterinari. Con il sostegno della Confederazione, la formazione veterinaria verrà riorientata ed estesa di un semestre per consentire una formazione pratica avanzata.
La Confederazione non ha alcuna competenza neppure per quanto riguarda le condizioni di lavoro. Tuttavia, l’associazione professionale competente (Società dei veterinari svizzeri, SVS) ha riconosciuto il problema e ha elaborato delle direttive. Ad esempio, si stanno discutendo soluzioni per ovviare alla situazione tesa in materia di personale, soprattutto negli studi veterinari più piccoli. Inoltre, il settore veterinario pubblico si adopera per contenere quanto più possibile gli oneri amministrativi per i veterinari e offrire compensazioni. Anche la trasformazione digitale contribuirà ad alleggerire tali oneri.
La SVS e alcune delle sue sezioni tecniche e regionali hanno inoltre affrontato il problema dell’abbandono dell’attività clinica e discusso possibili soluzioni. Sulla base di indagini e studi regolari, la SVS ha elaborato raccomandazioni e sta attuando misure di formazione e di comunicazione nonché cercando soluzioni specifiche.