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23.3555 · Interpellanza · 2023-05-04

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha adeguato la sua Raccomandazione di vaccinazione anti-Covid-19: per la primavera e l’estate 2023 non formula sostanzialmente alcuna raccomandazione e precisa che la Confederazione non risponderà di eventuali danni dovuti all’inoculazione, in quanto questo è previsto soltanto per le vaccinazioni raccomandate od ordinate dalle autorità. Questo cambiamento di rotta della comunicazione dell’UFSP fa sospettare che ci sia la volontà di distanziarsi in punta di piedi dalla vaccinazione, a suo tempo promossa con tanta enfasi.

Prego pertanto il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti.

- Come si concilia la nuova Raccomandazione di vaccinazione anti-Covid-19, nella quale si dichiara che le vaccinazioni anti-Covid-19 possono essere pericolose, con l’offensiva vaccinale proclamata durante la pandemia?

- Come risponde al timore di numerosi cittadini che la Confederazione voglia sottrarsi alla propria responsabilità per i danni dovuti alla vaccinazione?

- Quali misure di riparazione intende attuare a favore delle persone non vaccinate per risanare la spaccatura sociale causata dal certificato Covid e dalla pressione dello Stato a vaccinarsi?

- Quante dosi di vaccino anti-Covid-19 acquistate dalla Confederazione hanno dovuto essere eliminate dal 2021 e quante devono ancora esserlo? A quanto ammontano i costi per il settore pubblico?

Stellungnahme des Bundesrates

1. L’offensiva di vaccinazione condotta dal novembre 2021 alla fine del 2021 aveva l’obiettivo di migliorare la protezione della popolazione svizzera dai decorsi gravi della malattia e di evitare il sovraccarico del sistema sanitario aumentando il tasso di immunizzazioni di base. Grazie anche alla vaccinazione, il contesto attuale è decisamente migliore di quello di allora. Sulla base di studi sugli anticorpi, già nell’estate del 2022 si era potuto dimostrare che più del 98 per cento della popolazione possedeva anticorpi contro il SARS-CoV-2 a seguito di un’infezione, del vaccino o di entrambi. Di conseguenza, per la maggior parte delle persone non vi è quasi più il rischio di ammalarsi gravemente. Inoltre, rispetto a quelle precedenti, le sottovarianti di Omicron attualmente in circolazione provocano decorsi perlopiù lievi.

La raccomandazione di vaccinazione del 3 aprile 2023, che raccomanda la vaccinazione soltanto per le persone con grave immunodeficienza e in determinati casi per le persone particolarmente a rischio, è formulata in base al contesto attuale. Non vi è quindi alcuna contraddizione tra la raccomandazione di vaccinazione attuale e l’offensiva di vaccinazione. Al contrario, la raccomandazione di vaccinazione ha sempre tenuto e tiene tuttora conto della situazione epidemiologica. Swissmedic, l’autorità competente in materia di agenti terapeutici, ritiene che i vaccini anti-COVID-19 impiegati in Svizzera siano sicuri, efficaci e di elevata qualità. Ciò non è cambiato dall’offensiva di vaccinazione. La sicurezza dei vaccini è costantemente monitorata. Inoltre, va rilevato che né l’Ufficio federale della sanità pubblica né l’autorità di omologazione (Swissmedic) hanno mai escluso reazioni indesiderate ai vaccini. Al contrario: hanno tenuto e pubblicato un elenco di queste reazioni costantemente aggiornato alle acquisizioni più recenti rendendole così facilmente accessibili in ogni momento tanto agli specialisti quanto all’opinione pubblica.

2. La Confederazione non si sottrae alla responsabilità per i danni dovuti alle vaccinazioni. In caso di danni dovuti a vaccinazioni raccomandate dalla Commissione federale per le vaccinazioni (CFV) e dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) o che lo erano al momento della loro somministrazione, è previsto tuttora un sistema di indennizzo sussidiario, perché le vaccinazioni raccomandate presentano anche un aspetto di utilità pubblica. In caso di danni comportati da gravi effetti collaterali dovuti a una vaccinazione raccomandata, la Confederazione può concedere un indennizzo o una riparazione morale, purché il fabbricante di vaccini o la persona incaricata della vaccinazione non sia responsabile e purché i costi non siano coperti da un’assicurazione sociale o privata.

3. Il Consiglio federale ritiene che non siano necessarie misure di riparazione a favore delle persone non vaccinate. Durante la pandemia non vi è mai stata coercizione vaccinale od obbligo vaccinale. Il Consiglio federale ha sempre preso le sue decisioni tenendo conto dei principi etici fondamentali della proporzionalità, della parità di trattamento e della solidarietà. L’introduzione a livello europeo dell’"EU Digital COVID Certificate" è servita principalmente a fornire una prova non falsificabile di una vaccinazione, di una guarigione o di un test negativo, per recarsi in quei Paesi che prevedevano restrizioni di viaggio. L’impiego temporaneo del certificato (dal 7 luglio 2021 al 17 febbraio 2022) in Svizzera ha inoltre permesso che le attività economiche riprendessero rapidamente e che ci fossero più contatti tra persone che, grazie alla vaccinazione o alla guarigione, erano meno esposte a decorsi gravi e/o che grazie a un test negativo presentavano un rischio ridotto di trasmissione.

4. Durante il periodo indicato sono state smaltitecirca 10 milioni di dosi. Data la strategia d’acquisto ridondante della Confederazione, il numero attualmente basso di vaccinazioni e l’evoluzione favorevole della pandemia, si prevedono smaltimenti di maggiore entità non appena le dosi restanti giungeranno a scadenza. Informazioni sui costi di smaltimento dei vaccini sono disponibili soltanto a livello federale. A causa delle spese che questo avrebbe comportato per le strutture di vaccinazione, i fornitori di prestazioni non hanno rilevato dati relativi agli smaltimenti. I costi di smaltimento vengono espressi in CHF/kg. Calcolati per una dose, si tratta di frazioni di centesimi. Lo smaltimento è quindi molto conveniente.