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23.3635 · Interpellanza · 2023-06-08

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

La liberalizzazione delle bevande spiritose nel 1997 e nel 1999 nonché l’integrazione della Regìa federale degli alcool (RFA) e dei suoi compiti nell’allora Amministrazione federale delle dogane si è ripercossa sulla produzione nazionale di bevande spiritose, in particolare le acquaviti, che sono considerate bene culturale svizzero.

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. A quanto ammontava la quota di mercato delle bevande spiritose prodotte in Svizzera rispetto al totale delle vendite di tali bevande nel nostro Paese prima della liberalizzazione nel 1997 e 1999? A quanto ammonta oggi?

2. A quanto ammontava la quota di mercato delle acquaviti prodotte in Svizzera con frutta indigena prima della liberalizzazione? A quanto ammonta oggi?

3. A quanto ammontava la quota di mercato di vodka importata prima della liberalizzazione? A quanto ammonta oggi?

4. Quali altri compiti, oltre a quelli fiscali, svolgeva la Regìa e di quante risorse (p. es. collaboratori) disponeva?

5. Quali compiti ha ripreso l’AFD (attuale Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini UDSC) dalla RFA e quante risorse (p. es. collaboratori) impiega oggi per l’esecuzione di tali compiti?

6. Il Consiglio federale può immaginare di trasferire i compiti precedentemente svolti dalla RFA, ad eccezione di quelli fiscali, a un’organizzazione da creare ex novo? Per esempio, un centro di competenza per le bevande spiritose (promozione della qualità, laboratorio, statistiche, rispetto delle prescrizioni in materia di pubblicità e altri).

7. Il Consiglio federale è disposto a proteggere e a sostenere maggiormente le bevande spiritose prodotte da materie prime indigene, in particolare le acquaviti prodotte con frutti di alberi ad alto fusto, che fanno parte del patrimonio culturale svizzero?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La quota di mercato delle bevande spiritose prodotte in Svizzera prima della liberalizzazione del relativo mercato ammontava a circa il 37 per cento, mentre oggi ammonta a circa l’11 per cento.

2. La quota di mercato delle acquaviti di frutta prodotte in Svizzera con materie prime indigene prima della liberalizzazione ammontava a circa il 18 per cento, mentre oggi ammonta a circa il 3 per cento.

3. La quota di mercato di vodka importata prima della liberalizzazione ammontava a circa il 3 per cento, mentre oggi ammonta a circa il 12 per cento.

4. Oltre ai compiti fiscali, la RFA era competente per il controllo del mercato dell’alcol e della relativa coordinazione con i Cantoni nonché per il controllo della pubblicità dell’alcol. Inoltre sovvenzionava le istituzioni nazionali, forniva supporto per i progetti correlati alla tutela della salute pubblica e allestiva le relative statistiche. Oltre a ciò contribuiva alla promozione della qualità nel settore unitamente ad Agroscope e all’Istituto federale di metrologia (METAS). Il 1° gennaio 2017 la RFA disponeva, senza calcolare le attività di Alcosuisse, dell’equivalente di oltre 92 posti a tempo pieno («full time equivalent», FTE) per tutte le sue attività, compresi i compiti fiscali (circa 5 dei 92 FTE si occupavano di compiti non fiscali). 10 FTE erano destinati a titolo accessorio per il controllo delle distillerie, posti che poi sono stati soppressi senza essere sostituiti con l’introduzione dell’autodichiarazione.

5./6. L’UDSC ha ripreso tutti i compiti della RFA, ricevendo da essa 76 FTE (dal 1° gennaio 2018). Attualmente, grazie a procedure più efficienti, l’UDSC impiega nel suo centro di competenza per l’alcol con sede a Delémont circa 32 FTE per l’esecuzione della legislazione sull’alcol e circa 20 FTE per funzioni trasversali. Per i compiti non fiscali continuano a essere disponibili gli stessi mezzi finanziari. Il Consiglio federale non vede quindi alcuna necessità di intervenire in questo ambito.

7. La Confederazione promuove la coltivazione di alberi da frutto ad alto fusto con pagamenti diretti agli agricoltori. Tale supporto ha principalmente lo scopo di mantenere e promuovere la biodiversità e la qualità del paesaggio. L’obiettivo non è quello di aumentare la produzione di bevande spiritose ottenute da frutti di alberi ad alto fusto. Dal 2018, il settore nazionale delle bevande spiritose è sostenuto anche grazie a pagamenti annui di circa sei milioni di franchi basati sull’ordinanza del 15 settembre 2017 concernente gli ammanchi di alcol (RS 680.114). Il Consiglio federale non vede quindi alcuna necessità di intervenire in questo ambito.