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23.3687 · Mozione · 2023-06-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a posticipare dal 1° gennaio 2024 al 1° gennaio 2025 l’entrata in vigore dell’esigenza relativa al 3,5 per cento di superfici per la promozione della biodiversità sulla superficie coltiva. Affinché la misura proposta sia più efficace e meglio accettata, è necessario esaminare l’eventualità di ricorrere ad altre misure adeguate già esistenti. In questo modo si possono evitare effetti collaterali indesiderati.

Begründung

L’obbligo, dal 1° gennaio 2024, di predisporre superfici per la promozione della biodiversità (SPB) su almeno il 3,5 per cento della superficie coltiva nel quadro della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate esercita un’inutile pressione su molte aziende che di conseguenza male accettano questo vincolo supplementare. È inoltre prevedibile che esso provocherà effetti indesiderati e non consentirà di integrare e migliorare diverse misure. Lo scorso aprile la stessa Bio Suisse ha riconosciuto che non sarebbe fattibile applicare nella pratica questa esigenza supplementare così come prevista. Sulla base di questa constatazione, nell’ambito della consultazione sulla modifica d’ordinanza pertinente ha quindi richiesto di posticiparne di un anno l’introduzione.

La posticipazione di un anno permetterà al Consiglio federale di esaminare misure supplementari e, all’occorrenza, di introdurle. In tal modo si potranno analizzare e contrastare gli effetti collaterali indesiderati.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il 13 aprile 2022, nel quadro del primo «pacchetto di ordinanze per un’acqua potabile pulita e un’agricoltura più sostenibile», il Consiglio federale ha deciso di introdurre la nuova esigenza PER relativa al 3,5 per cento di superfici per la promozione della biodiversità (SPB) sulla superficie coltiva (attuazione dell’iniziativa parlamentare 19.475 «Ridurre il rischio associato all’uso di pesticidi»). Tuttavia, vista la situazione incerta sul fronte dell’approvvigionamento a causa della guerra in Ucraina, si era deciso di posticiparne di un anno l’entrata in vigore, fissandola al 1° gennaio 2024. Le aziende hanno quindi avuto a disposizione più tempo per prepararsi. Con la decisione del 14 dicembre 2022 di respingere le mozioni 22.3567 Chiesa «Potenziare la produzione di derrate alimentari indigene posticipando il progetto che mira a convertire il 3,5 per cento della superficie coltiva in nuove superfici per la biodiversità», 22.3578 Gruppo dell’Unione democratica di centro «Potenziare la produzione di derrate alimentari indigene posticipando il progetto che mira a convertire il 3,5 per cento della superficie coltiva in nuove superfici per la biodiversità» e 22.3610 Rieder «La produzione alimentare ha la priorità», il Parlamento ha ribadito la volontà di introdurre la misura.

Nel frattempo, la maggior parte delle aziende ha acquisito familiarità con la nuova esigenza PER e ha incluso nel piano di avvicendamento delle colture SPB campicole come i maggesi fioriti o il tipo di SPB produttivo «cereali in file distanziate», il quale può essere computato fino a concorrenza della metà della sua superficie sulla quota minima del 3,5 per cento di SPB, nonché ha già acquistato sementi SPB e sementi per le strisce per organismi utili. In questo le aziende sono supportate dai servizi preposti all’esecuzione e alla consulenza, anch’essi preparatisi in vista dell'introduzione della nuova esigenza.

Benché la misura non fosse oggetto della consultazione sul pacchetto di ordinanze agricole 2023, alcune organizzazioni contadine, tra cui Bio Suisse, e alcuni Cantoni che l’avevano appoggiata nel quadro della consultazione sul «pacchetto di ordinanze relative all’Iv.Pa. 19.475», hanno chiesto di posticiparla o di adeguarla. Se si posticipasse l'introduzione di un altro anno e si modificassero le disposizioni si violerebbe il principio della buona fede e le aziende che si sono già attivate sarebbero penalizzate.

Tuttavia, il Consiglio federale prende sul serio le preoccupazioni espresse dagli attori del settore. Nel prossimo anno valuterà l'attuazione e l’adeguatezza della misura alla pratica, appurerà la necessità d’intervento e, all’occorrenza, vaglierà eventuali modifiche.