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23.3694 · Postulato · 2023-06-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Proposta di stralcio è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto per illustrare come rendere obbligatorio l’insegnamento di una lingua straniera o di una seconda lingua nazionale nei piani di formazione di tutte le professioni in modo che gli apprendisti mantengano almeno le nozioni apprese nel livello secondario I e dispongano delle competenze linguistiche necessarie per proseguire il proprio iter formativo.

Begründung

L’importanza di possedere ottime competenze linguistiche è incontestata. Per questo motivo, nella scuola dell’obbligo le ore e i fondi investiti nell’insegnamento di un’altra lingua nazionale e spesso di una lingua straniera sono piuttosto ingenti. In molti casi, tuttavia, questa attività di promozione termina improvvisamente con l’inizio della formazione professionale. In Svizzera, circa due terzi dei giovani, terminata la scuola dell’obbligo, scelgono una formazione professionale. Non sempre, però, viene promosso l’insegnamento linguistico e i piani di formazione di molte professioni tecniche e artigianali addirittura non prevedono l’insegnamento di una lingua straniera o di un’altra lingua nazionale. I giovani perdono così le competenze linguistiche acquisite durante la scuola dell’obbligo.

Uno dei punti forti del sistema formativo svizzero è la sua elevata permeabilità. Se viene meno la promozione linguistica, per gli apprendisti diventa difficile se non addirittura impossibile proseguire la formazione. Infatti, la maturità professionale II (MP II) richiede la conoscenza di un’altra lingua nazionale e/o di una lingua straniera e all’esame di ammissione queste competenze vengono in genere verificate. Tre anni o più senza aver studiato le lingue scoraggiano gli apprendisti dal tentare l’esame. Il fatto che nella loro scuola professionale non sia previsto l’insegnamento obbligatorio fa sì che siano svantaggiati nel proseguimento del loro iter formativo. Si crea inoltre una disparità rispetto alle professioni che nei piani di formazione prevedono tutte le competenze richieste per l’ammissione alla MP II.

Il presente postulato chiede di indicare in quali professioni è necessario intervenire al riguardo e in che modo l’insegnamento linguistico può essere sostenuto per esempio da soggiorni linguistici.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

I partner della formazione professionale – Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro – sono consapevoli dell’importanza delle lingue straniere. La promozione dell’apprendimento linguistico rappresenta un aspetto significativo dei lavori congiunti per lo sviluppo della formazione professionale.

Negli anni scorsi è stato fatto molto per promuovere l’insegnamento di queste materie. Il sistema svizzero della formazione professionale è concepito in modo tale da essere sostenuto dal settore economico, che ne è anche corresponsabile. I contenuti delle formazioni e i requisiti dei vari titoli della formazione professionale di base rispecchiano le qualifiche effettivamente richieste sul mercato del lavoro. La verifica e l’adeguamento periodici delle formazioni professionali di base garantiscono agli apprendisti che le nozioni acquisite siano richieste nella pratica.

Così come gli altri contenuti formativi, anche le competenze linguistiche sono legate alle esigenze del mercato del lavoro. Spetta in primo luogo agli enti responsabili decidere se e per quali competenze operative è necessario integrare una lingua straniera, qual è il livello richiesto e come ciò si ripercuote sui luoghi di formazione. Per sostenere gli enti responsabili nel processo di sviluppo delle professioni, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) ha elaborato, con il sostegno dei partner, una guida sull’integrazione delle lingue straniere nella formazione professionale di base. La guida, che verrà pubblicata nell’autunno 2023, si rivolge a tutti gli attori che, nell’ambito di questo processo, si occupano di integrare le competenze in una lingua straniera nella formazione formale.

Come ha già specificato il Consiglio federale nel 2017 nel rapporto sulla promozione dell’apprendimento delle lingue straniere nella formazione professionale di base in adempimento del postulato 14.4258 Bulliard-Marbach, quando si tratta di rendere più interessante il tirocinio per i giovani grazie alle lingue straniere bisogna tener conto anche delle offerte non formali. Può trattarsi di lezioni facoltative da seguire durante la formazione, di corsi e certificati di lingue oppure dell’insegnamento bilingue facoltativo. La SEFRI ha incaricato la Scuola universitaria federale per la formazione professionale di operare come centro di competenza della Confederazione per l’insegnamento bilingue e in particolare di fornire consulenza alle scuole professionali, agli uffici cantonali e agli insegnanti, di metterli in contatto tra loro e di sostenerli nell’implementazione di questo metodo didattico.

Inoltre, su incarico della Confederazione e dei Cantoni, l’agenzia nazionale per la promozione degli scambi e della mobilità (Movetia) organizza e sostiene iniziative come il programma nazionale di scambio nella formazione professionale, che prevede almeno un’esperienza lavorativa in un’altra regione linguistica e dura da cinque giorni a sei mesi. Infine, per la preparazione alla maturità professionale dopo il tirocinio molti Cantoni offrono vari corsi, tra cui lezioni di lingue straniere.

Il Consiglio federale ritiene che, nell’ambito delle loro competenze, i partner della formazione professionale si siano già ampiamente occupati della tematica e che un nuovo rapporto non fornisca alcun valore aggiunto.