23.3779 · Postulato · 2023-06-15
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto riguardo il potenziale di mitigazione della carenza di personale specializzato che si potrebbe raggiungere con la formazione mirata di persone con permesso N, F e S.
Begründung
La carenza di personale qualificato è uno dei problemi più urgenti sul mercato del lavoro. A fine 2022, c'erano più di 120 000 posti di lavoro vacanti: una cifra record. I settori confrontati con il fenomeno sono diversi: sanitario, alberghiero e ristorazione, edilizia, informatica. In quest'ultimo settore la situazione è particolaremente grave.
Per il problema della carenza di personale non esiste soluzione miracolosa, piuttosto va affrontata con più misure e provvedimenti diversi e complementari tra di loro.
una risposta alla problematica, che senza provvedimenti e correttivi nei prossimi anni assumerà dimensioni drammatiche, sta nella formazione mirata di persone con permesso N, F e S, per permettere loro l'entrata nel mondo del lavoro proprio nei settori toccati dalla carenza di personale.
Queste persone restano nel nostro paese per anni, non di rado per sempre. Considerato che l'integrazione passa anche attraverso il coinvolgimento nel mondo del lavoro fare il possibile per permettere un inserimento lavorativo nei settori in cui vi è carenza di personale pare sensato. Si favorirebbe l'integrazione, che è nell'interesse della società nel suo complesso, e si mitigherebbe la problematica della carenza di personale.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Conformemente all'articolo 21 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20), i rifugiati riconosciuti (permesso B), le persone ammesse provvisoriamente (permesso F) e le persone bisognose di protezione (permesso S) sono annoverati tra il potenziale di manodopera residente in Svizzera. Per quanto riguarda i richiedenti l'asilo (permesso N), la loro integrazione professionale durante la procedura d'asilo non è considerata prioritaria.
Le persone nel settore dell'asilo necessitano di tempo per ambientarsi in Svizzera, apprendere la lingua ed entrare nel mercato del lavoro. Analizzando la coorte d'entrata 2014, si constata che oltre la metà, più precisamente il 55,4 per cento, dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente esercita un’attività lucrativa sette anni dopo il loro arrivo in Svizzera. Attualmente il tasso di attività delle persone con statuto S è pari al 19 per cento.
Il Consiglio federale ha adottato vari provvedimenti per promuovere il potenziale di manodopera in Svizzera e integrare professionalmente i rifugiati riconosciuti, le persone ammesse provvisoriamente e quelle bisognose di protezione. I settori con penuria di manodopera o con posti di tirocinio vacanti, ad esempio la gastronomia, l'industria orologiera, l'edilizia o la logistica, fanno ampio ricorso ai programmi pilota «Pretirocinio d'integrazione» e «Contributi finanziari». Questi due programmi saranno valutati costantemente.
La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) pubblica regolarmente i risultati del monitoraggio relativo all'Agenda Integrazione Svizzera (AIS), le conclusioni dei rapporti redatti dai Cantoni, diversi rapporti su questioni specifiche legate alla promozione del potenziale professionale delle persone del settore dell'asilo come pure valutazioni di progetti e programmi. Queste pubblicazioni evidenziano che le persone ammesse provvisoriamente e i rifugiati riconosciuti lavorano spesso in settori con penuria di lavoratori e manodopera qualificata. Fondandosi su queste pubblicazioni e sui contatti regolari con rappresentanti dei settori in questione, la Confederazione e i Cantoni sviluppano costantemente gli strumenti e i programmi sull'integrazione nell'ambito della formazione e dell’integrazione professionale (p. es. corsi tecnici specifici). Gli strumenti dell’AIS quali l'accertamento del potenziale e la gestione continuativa dei casi corredata di un piano d'integrazione consentono di adottare misure mirate di promozione in settori con penuria di lavoratori e manodopera qualificata.
Per le persone con statuto di protezione S i Cantoni attuano misure sostenute dalla Confederazione nel quadro del programma «Misure di sostegno per le persone con statuto di protezione S». Sono disponibili ampie informazioni sulla loro situazione, ad esempio nel rapporto pubblicato a gennaio 2023 su mandato della SEM sulle caratteristiche delle persone con statuto di protezione S rilevanti per il mercato del lavoro. La Confederazione discute regolarmente con i suoi partner i risultati di questi rapporti e le buone prassi applicabili. Questi scambi hanno evidenziato la necessità di intervenire in due ambiti. In primo luogo, occorre ottimizzare l'integrazione con un «matching» più efficace delle competenze delle persone in cerca di protezione e delle necessità delle imprese. In secondo luogo, bisogna migliorare il riconoscimento delle qualifiche e dei diplomi offrendo un accompagnamento mirato e una promozione graduale delle competenze linguistiche.
In adempimento dell'articolo 21a capoverso 8 LStrI e della mozione 16.4151 del Gruppo del Centro del 16 dicembre 2016 «Monitoraggio degli effetti dell'attuazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa"», il Dipartimento federale di giustizia e polizia sta elaborando una panoramica delle misure finora adottate per promuovere il potenziale di manodopera presente in Svizzera. Il rapporto, realizzato in collaborazione con il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca e con il coinvolgimento dei Cantoni e delle parti sociali, sarà presentato entro fine marzo 2024. Conterrà anche una panoramica del gruppo delle persone ammesse provvisoriamente, dei rifugiati riconosciuti e delle persone con statuto S, e valuterà in particolare la necessità di misure supplementari.
Alla luce dei lavori in corso, il Consiglio federale non ritiene necessario un nuovo rapporto.