23.3794 · Interpellanza · 2023-06-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sta lavorando senza sosta a un trattato globale sulle pandemie (a volte denominato anche patto sulle pandemie) che avrà ripercussioni profonde sulla comunità internazionale. La bozza di trattato del 2 giugno 2023 solleva numerosi interrogativi e ha suscitato inquietudini in ampie fasce della popolazione.
Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Può garantire che la versione definitiva del trattato dell’OMS sulle pandemie, un accordo internazionale di vasta portata che incide profondamente sulla sovranità del nostro Paese, sarà sottoposta per approvazione all’Assemblea federale sotto forma di decreto soggetto a referendum?
1.1 In caso contrario, perché? Come reagisce alle voci secondo cui un’approvazione del trattato senza consultare il Parlamento e il Popolo sarebbe problematica per uno Stato democratico?
2. Può garantire che, nel quadro del trattato dell’OMS sulle pandemie, non potrà essere imposto alcun obbligo vaccinale alla popolazione svizzera?
3. Quali costi, una tantum e ricorrenti, deriverebbero alla Svizzera dalla partecipazione al trattato dell’OMS sulle pandemie e dalla sua ratifica?
3.1 Se i costi non possono essere quantificati o se non vengono fornite informazioni al riguardo, come si giustifica che i contribuenti non ne siano informati tempestivamente e con la dovuta trasparenza?
Stellungnahme des Bundesrates
1./3. Il Consiglio federale ha già avuto a più riprese l’opportunità di esprimersi su questi temi rispondendo ad altri interventi parlamentari (p. es. mozione Gruppo dell’Unione democratica di Centro 22.3546 "Nessun accordo con l’OMS senza l’approvazione del Parlamento"; interpellanza Grüter 23.3302 "Domande riguardanti il trattato dell’OMS sulle pandemie in corso di elaborazione"; mozione Schläpfer 23.3138 "Sottoporre il trattato dell’OMS sulle pandemie al vaglio del Parlamento"). Nel processo negoziale per l’elaborazione del trattato dell’OMS sulle pandemie, si basa sulla prassi costantemente applicata per la negoziazione e l’esame di strumenti internazionali, nonché sulle pertinenti disposizioni della Costituzione federale (art. 166 cpv. 2 e 184 cpv. 1 e cpv. 2 [RS 101]) e delle vigenti leggi federali (art. 24 della legge sul Parlamento [RS 171.10] e art. 7a della legge sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione [RS 172.010]). In seno all’OMS sono attualmente in corso due processi negoziali distinti: 1) i negoziati per la modifica del Regolamento sanitario internazionale del 2005; 2) i negoziati per la definizione di un eventuale nuovo trattato dell’OMS o di un altro strumento internazionale sulla preparazione alle pandemie e sulla loro gestione. Sinora si tratta soltanto di bozze che devono ancora essere negoziate dagli Stati membri. La conclusione dei negoziati è fissata per ora nel maggio del 2024.
Si potrà procedere a un esame del nuovo trattato soltanto dopo la chiusura dei negoziati, quando si conosceranno il contenuto e la natura giuridica definitivi del possibile testo e delle sue singole disposizioni. Lo stesso vale per gli eventuali impegni finanziari previsti per le parti contraenti. A ogni nuovo accordo internazionale si valuta attentamente se debba essere sottoposto al Parlamento per approvazione e sottostare eventualmente al referendum.
2. Le discussioni in merito a un futuro trattato sulle pandemie sono intese principalmente a rafforzare la cooperazione internazionale in vari ambiti (p. es. la ricerca e lo sviluppo di prodotti rilevanti in caso di pandemia o il rilevamento precoce di agenti patogeni pericolosi). In questo contesto, l’obbligo di vaccinazione non è oggetto di discussione. Come durante la pandemia di COVID-19, l’OMS ha già la facoltà di emanare delle raccomandazioni per i suoi Stati membri, anche sulle misure da adottare per combattere una pandemia. Tuttavia, per gli Stati membri queste raccomandazioni non sono giuridicamente vincolanti. Durante la pandemia di COVID-19, l’OMS non ha formulato raccomandazioni sull’obbligo vaccinale, ma soltanto sulla vaccinazione. Anche in futuro la Svizzera potrà decidere autonomamente la sua politica sanitaria e le misure da adottare a livello nazionale.