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Permettere di nuovo ai centri federali d’asilo di ordinare una detenzione amministrativa

23.3837 · Postulato · 2023-06-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Proposta di stralcio è disponibile

Wortlaut

Per agevolare la messa in detenzione amministrativa dei richiedenti l’asilo respinti che abusano del nostro sistema d’asilo, il Consiglio federale è incaricato di esaminare l’opportunità di reintrodurre la possibilità per i centri federali d’asilo (CFA) di ordinare direttamente una detenzione amministrativa.

Begründung

Negli ultimi anni sono aumentati gli atti di inciviltà e la criminalità nei pressi dei centri federali d’asilo (CFA). La Confederazione e i Cantoni coinvolti hanno adottato diversi provvedimenti in materia di sicurezza per proteggere la popolazione dai richiedenti l’asilo criminali o addirittura violenti.

In determinati casi occorre permettere ai CFA di ordinare la detenzione amministrativa al fine di sgravare i Cantoni da questo compito amministrativo, che richiede risorse supplementari di personale, consentendo loro di concentrarsi su altri aspetti importanti quali la sicurezza della popolazione e rendendo in tal modo più efficiente la procedura.

Questa possibilità era già prevista in passato, ma poi è stata abrogata da una revisione di legge.

Il rapporto del 1° novembre 2017 del Controllo parlamentare dell’amministrazione all’attenzione della Commissione della gestione del Consiglio nazionale illustra la gestione della detenzione amministrativa a livello cantonale:

Le basi legali conferiscono ai Cantoni diverse competenze per l’esecuzione degli allontanamenti. In particolare, danno facoltà al Cantone di attribuzione o di ubicazione di ordinare una detenzione amministrativa (art. 80 cpv. 1 e 80a cpv. 1 LStrI). Se le persone si trovano in un centro di registrazione e di procedura (CRP) della Confederazione e l’esecuzione dell’allontanamento è presumibilmente attuabile, anche la SEM può disporre una carcerazione. Secondo i colloqui svolti nei Cantoni che ospitano un CRP, la SEM si è avvalsa di questa possibilità per un certo periodo. Le autorità migratorie coinvolte ritengono piuttosto critica questa situazione, da un lato perché la Confederazione ha rivendicato per sé alcune strutture cantonali di detenzione e, dall’altro, perché essa perseguiva una prassi in parte diversa da quella dei Cantoni di ubicazione. Secondo alcuni collaboratori, la SEM nel frattempo non dispone più carcerazioni. Il riassetto del settore dell’asilo prevede che in futuro anche la detenzione dai centri federali sarà ordinata dai Cantoni.

A causa dell’aumento delle domande d’asilo, la situazione è nel frattempo diversa da quella del 2017. All’epoca si prevedeva che entro il 2023 sarebbero state presentate soltanto 27 000 domande d’asilo. A ciò si aggiunge che il soggiorno massimo nei centri federali è passato da 90 a 140 giorni dopo l’ultimo riassetto del settore dell’asilo. Tale riassetto aveva parimenti prospettato la realizzazione di centri federali supplementari in modo da poter emanare un maggior numero di decisioni d’asilo direttamente nei centri federali, riducendo così il più possibile il numero di richiedenti da ripartire tra i Cantoni.

Il rapporto ECOPLAN del 2012 (pag. 46) precisa quanto segue:

Se la procedura d’asilo è conclusa con una decisione negativa, il richiedente l’asilo respinto è posto direttamente in carcerazione in vista del rinvio coatto. Questa procedura è stata applicata soltanto a un numero molto limitato di richiedenti l’asilo. La voce si è tuttavia sparsa tra i richiedenti l’asilo nel CRP e ha esplicato un effetto dissuasivo.

La situazione nel CFA di Boudry ha mostrato che la situazione è mutata e che la SEM dovrebbe già adottare provvedimenti nei confronti dei facinorosi.

Inoltre, la legge dovrebbe essere applicata in modo uniforme in tutta la Svizzera. Il fatto che i Cantoni abbiano applicato le misure coercitive in maniera differente non può costituire un argomento contro la presente proposta. Il Consiglio federale deve provvedere affinché il diritto federale sia applicato in maniera uniforme. Questa proposta vi contribuisce e promuove la certezza giuridica.

Alla luce della crisi migratoria e dei comportamenti criminali di alcuni richiedenti l’asilo nei pressi dei CFA, la Confederazione dovrebbe avere di nuovo la possibilità di ordinare la carcerazione sotto forma di detenzione amministrativa. Si tratta sempre di una possibilità (e non di un obbligo) che intende garantire la sicurezza della popolazione svizzera.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

La carcerazione amministrativa secondo gli articoli 75 e seguenti della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) serve a garantire l’esecuzione di un allontanamento o di un’espulsione e non ad assicurare la sicurezza della popolazione; non costituisce dunque una misura di protezione dalla violenza o dalla criminalità. Per conseguire questi obiettivi possono essere adottate altre misure disciplinari, penali e di polizia. Su richiesta del Comune di ubicazione di un centro o della polizia locale, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) può impiegare personale addetto alla sicurezza, ad esempio nel centro della località o in una stazione. Mediante pattugliamenti, il personale di sicurezza contribuisce ad accrescere il senso di sicurezza e a sostenere la popolazione e la polizia in caso di reati quali furti o di situazioni conflittuali.

Per quanto riguarda la questione della sicurezza nei centri della Confederazione, il Consiglio federale fa notare che è attualmente oggetto di una revisione della legge sull’asilo (LAsi). Questa revisione si fonda sul rapporto del 30 settembre 2021 stilato dall’ex giudice federale Niklaus Oberholzer in seguito alle accuse mosse nell’ambito della sicurezza nei centri federali d’asilo.

La competenza della SEM di disporre in determinati casi la carcerazione amministrativa a partire dai centri della Confederazione è stata abrogata dalla revisione della LAsi nel quadro del riassetto settore dell’asilo. Questa modifica è entrata in vigore nel 2019. Da allora la SEM non dispone più di una base legale per ordinare una carcerazione amministrativa. Il Consiglio federale non intende ritornare al diritto vigente prima di marzo 2019 per i motivi menzionati qui di seguito.

Nel quadro del riassetto del settore dell’asilo, la SEM aveva esaminato in dettaglio insieme ai Cantoni, alle città e ai Comuni le competenze e le procedure nell’ambito dell’esecuzione degli allontanamenti. Tutte le parti coinvolte sono giunte alla conclusione che spetta al Cantone di ubicazione ordinare la carcerazione amministrativa a partire da un centro della Confederazione, in particolare perché la Confederazione non dispone delle necessarie competenze e risorse di polizia. A parere del Consiglio federale, ripartire di nuovo le competenze tra Confederazione e Cantoni implicherebbe un maggiore onere coordinativo, in quanto spetta ai Cantoni eseguire gli allontanamenti. Un tale passo sarebbe in contraddizione con la volontà dell’autore del postulato di sgravare i Cantoni. Attribuire al Cantone di ubicazione la competenza di ordinare la carcerazione amministrativa permette di coinvolgerlo sin dall’inizio; la SEM può mettergli a disposizione le informazioni necessarie.

Inoltre, un ripristino della competenza della SEM implicherebbe che una medesima questione giuridica potrebbe essere sottoposta a diverse vie ricorsuali e comporterebbe incertezza giuridica. L’esame di una carcerazione ordinata dalla SEM spetterebbe infatti di nuovo al Tribunale amministrativo federale, mentre per la grande maggioranza delle altre carcerazioni questo compito incomberebbe ai tribunali cantonali (giudici dei provvedimenti coercitivi) e, in ultima istanza, al Tribunale federale.

La disposizione della carcerazione amministrativa da parte dei Cantoni di ubicazione dei centri della Confederazione è risultata efficace anche nella prassi. La SEM è in stretto contatto con le competenti autorità cantonali.

Per i motivi menzionati, il Consiglio federale non ritiene necessario vagliare la reintroduzione della possibilità per i CFA di ordinare direttamente la carcerazione amministrativa.