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Promuovere la parità di genere sul mercato del lavoro. Lavoro a tempo parziale per tutti, soprattutto per gli uomini

23.3848 · Mozione · 2023-06-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure ed eventualmente porre le basi legali necessarie per promuovere la conciliabilità della professione con la famiglia, offrendo in particolare agli uomini la possibilità di lavorare a tempo parziale.

Begründung

Le donne lavorano a tempo parziale ancora molto più degli uomini (nel 2022 la quota di uomini era del 18,7 %, quella delle donne del 57,9 %). Per questo l’impiego a tempo parziale rimane un aspetto tipico del lavoro retribuito femminile, con tutti gli svantaggi che ne derivano (disparità salariali, minori possibilità di carriera, segmenti del mercato del lavoro inaccessibili, ecc.). Gli uomini che lavorano a tempo parziale hanno più difficoltà a candidarsi. I padri devono giustificarsi se il loro grado d’occupazione non supera il 90 per cento. Le madri invece devono motivare un’attività lucrativa a tempo pieno o un grado d’occupazione molto basso. Lavorando a tempo parziale gli uomini potrebbero dedicarsi maggiormente alla famiglia. Sarebbe un contributo a una ripartizione più equa dei compiti familiari e al superamento dei ruoli di genere tradizionali. Ne beneficerebbero anche le donne, perché verrebbe accettata l’idea che anche con un’occupazione a tempo parziale si può fare carriera. La parità di genere si costruisce anche permettendo agli uomini di lavorare a tempo parziale (v. anche il KOF-Bulletin del 7 gennaio 2022, Wie steht es um die Gleichstellung der Geschlechter auf dem Arbeitsmarkt?). Analogamente a quanto è stato fatto nel quadro del progetto Teilzeitmann, terminato nel 2014 (e ormai dimenticato), la Confederazione potrebbe favorire il consenso e/o la sensibilizzazione nei confronti del lavoro a tempo parziale, affinché la conciliabilità della professione con la famiglia, per donne e uomini, non sia promossa soltanto in seno alla Confederazione ma, in modo importante, anche nel settore privato.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Dal 2012 la quota di donne con un’occupazione a tempo parziale è diminuita dello 0,7 per cento; nello stesso arco di tempo quella degli uomini è aumentata del 4,8 per cento. Anche la percentuale di padri con un’attività lucrativa a tempo parziale è cresciuta nettamente nel periodo considerato (+5,4 punti percentuali), pur situandosi ancora, con il 13,8 %, al di sotto della media globale degli uomini.

Per il Consiglio federale è importante che il potenziale di forza lavoro di entrambi i generi sia sfruttato in modo ottimale. In equivalenti a tempo pieno, tra il 2012 e il 2022 il tasso di occupazione delle persone con un’età compresa tra 15 e 64 anni si è alzato complessivamente di 0,9 punti percentuali, anche se con andamenti divergenti per le donne (+4,0 punti percentuali) rispetto agli uomini (-2,2 punti percentuali). La possibilità di adeguare il grado d’occupazione alle necessità è un fattore importante per sfruttare appieno il potenziale di forza lavoro.

Il miglioramento della conciliabilità della professione con la vita privata/familiare è uno dei quattro campi d’azione della Strategia Parità 2030 (www.parita2030.ch), volta principalmente a rafforzare l’autonomia economica delle donne. Si tratta di creare condizioni quadro che favoriscano la conciliabilità della vita privata e delle esigenze familiari con la vita professionale, come pure un maggiore equilibrio nella ripartizione del lavoro retribuito e dei compiti legati alle attività domestiche e familiari, a beneficio di entrambi i generi. L’aumento della quota di uomini con un’occupazione a tempo parziale è uno degli svariati elementi che possono permettere di raggiungere l’obiettivo suddetto. Anche altre forme di lavoro flessibile – telelavoro, orario flessibile o job sharing – e offerte adeguate per la custodia di bambini complementare alla famiglia contribuiscono a migliorare la conciliabilità. Nel settore della politica fiscale l’introduzione di un’imposizione individuale potrebbe creare incentivi positivi per relazioni di coppia paritarie, con una distribuzione equilibrata dei compiti professionali, familiari e domestici. La procedura di consultazione al riguardo è terminata il 16 marzo 2023.

Il consenso nei confronti dell’occupazione a tempo parziale degli uomini è legato al cambiamento sociale. Pianificare e realizzare condizioni di lavoro favorevoli alla vita familiare è in primo luogo un compito del settore privato. Spetta ai datori di lavoro e ai lavoratori stabilire quali siano le misure più opportune nei singoli casi. La Confederazione può coadiuvare le imprese mediante progetti di informazione e sensibilizzazione per richiamare l’attenzione su soluzioni di provata efficacia. In questo contesto, nell’agosto 2021 la SECO ha pubblicato un rapporto, disponibile in tedesco e in francese, sulle misure attuate in quest’ambito a livello cantonale e locale (Familienfreundliche Arbeitsbedingungen 2020: Was machen die Kantone/Hauptorte? - Conditions de travail favorables à la famille 2020 : Que font les cantons/chef-lieux ?).

Occorre ricordare anche gli aiuti finanziari previsti dall’articolo 14 della legge federale sulla parità dei sessi (RS 151.1), di cui si avvale l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo per organizzare a cadenza regolare programmi e progetti concernenti la promozione del lavoro a tempo parziale in determinati settori e sviluppare offerte specificamente destinate agli uomini, volte a incentivare la conciliabilità della professione con la famiglia. Fra i beneficiari figura anche Fachstelle UND, che presta consulenza alle imprese interessate a introdurre condizioni di lavoro favorevoli alle esigenze della famiglia (www.fachstelle-und.ch). Inoltre, in virtù dell’articolo 21f segg. della legge sugli assegni familiari (RS 836.2), l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali concede aiuti finanziari a organizzazioni familiari per le loro attività in favore delle famiglie, anche per il settore della conciliabilità tra vita privata e attività lucrativa o formazione.

Altre misure per migliorare la conciliabilità sono contenute nel piano d’azione per la Strategia Parità 2030. Il Consiglio federale ritiene che non occorrano ulteriori interventi.

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