FNS. Ci sono incongruenze nella politica delle nuove leve accademiche e della ricerca in Svizzera?
23.3874 · Interpellanza · 2023-06-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Per il periodo 2025-28, il Fondo nazionale svizzero (FNS) ha deciso di concentrarsi in particolare sulla promozione di progetti e carriere a livello di post dottorato e di abolire diversi strumenti di finanziamento destinati ai ricercatori (Doc.CH ecc.).
Da alcuni anni il FNS finanzia una serie di pubblicazioni scientifiche e case editrici nell'ambito della cosiddetta «gold road» (via dorata), che ne dovrebbe permettere l’accesso libero (Open Access). I risultati della ricerca finanziata con fondi pubblici appartengono alla comunità e devono quindi essere accessibili gratuitamente in formato digitale. Il FNS copre i costi di pubblicazione degli articoli Open Access. Nel 2022 ha speso un totale di 2,985 milioni di euro.
Il sostegno del FNS alla diffusione e alla condivisione delle conoscenze scientifiche è lodevole, perché dà la possibilità alla scienza di progredire. Tuttavia, alcuni editori scientifici sono stati criticati per aver abusato dei finanziamenti pubblici, che avrebbero utilizzato per ottenere enormi profitti a beneficio esclusivo dei loro azionisti: per tale motivo le riviste pubblicate da questi editori scientifici sono considerate «predatorie». Lo stesso vale per MDPI e Frontiers. Nonostante le critiche, nel 2022 il FNS ha stanziato 920 000 euro e quindi circa un terzo del budget totale destinato al sostegno delle pubblicazioni scientifiche (secondo il principio della via dorata) a questi due editori.
Preghiamo quindi il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.
- Il FNS intende continuare a utilizzare il denaro pubblico per finanziare editori e riviste «predatorie»?
- Come vede il FNS lo sviluppo futuro di questo finanziamento?
- Il FNS dispone di criteri che gli consentono di escludere dai suoi finanziamenti gli editori considerati «predatori»?
- Quali sarebbero le conseguenze per gli scienziati svizzeri se il FNS smettesse di finanziare case editrici e riviste «predatorie»?
- Nell'ottica di un migliore utilizzo dei fondi del FNS, non sarebbe più saggio utilizzare il denaro risparmiato per mantenere gli strumenti di sostegno alla ricerca (in particolare Doc.CH e R'Equip) che il FNS intende invece abolire, garantendo così un sostegno concreto agli accademici e agli scienziati emergenti piuttosto che ai consorzi le cui pratiche sono oggetto di critiche?
Stellungnahme des Bundesrates
In virtù del quadro delle disposizioni legali e della convenzione sulle prestazioni, il Fondo nazionale svizzero (FNS) è libero, d’accordo con la Confederazione, di stabilire i suoi obiettivi e di sviluppare gli strumenti che ritiene adeguati nell’adempimento del suo mandato di base.
La promozione della carriera e dei progetti rientrano nel mandato di base del FNS (cfr. risposte alle interpellanze Amoos 23.3877 «FNS. Ci sono incongruenze nella politica delle nuove leve accademiche e della ricerca in Svizzera?» e Prezioso 23.3874 «FNS. Ci sono incongruenze nella politica delle nuove leve accademiche e della ricerca in Svizzera?»). Rappresentano un’eccezione i mandati supplementari della Confederazione come le misure relative a Orizzonte Europa, commissionate dalla Confederazione al FNS, il quale è responsabile della loro attuazione.
Domanda 1
Il FNS e i ricercatori che beneficiano dei suoi sussidi provvedono affinché i risultati della ricerca siano accessibili al pubblico conformemente a quanto previsto dalle disposizioni di legge (art. 50 legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione, LPRI, RS 420.1) e a impiegare i sussidi accordati dalla Confederazione per il sostegno ai provvedimenti di sfruttamento e valorizzazione dei risultati della ricerca (art. 10 cpv. 2 lett. e LPRI). La politica dell’accesso libero (Open Access) del FNS si inserisce all’interno della strategia Open Access (2017) elaborata da swissuniversities in collaborazione con il FNS e il relativo piano di azione (2018), entrambi approvati dalla Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU). L’obiettivo della strategia è quello di garantire l’accesso libero a tutte le pubblicazioni scientifiche finanziate con fondi pubblici entro il 2024. Nel 2021 la percentuale di pubblicazioni Open Access promosse dal FNS si attestava al 76% (cfr. OA-Monitoring FNS).
La strategia nazionale Open Access fa parte di un’ampia politica di Open Science promossa dalla Svizzera, che comprende anche la strategia nazionale svizzera sugli Open Research Data e il relativo piano d’azione (entrambi del 2021), a cui hanno collaborato swissuniversities, il FNS, il settore dei PF e le accademie svizzere delle scienze e che la CSSU ha accolto con favore. Per l’autrice dell’interpellanza, la politica Open Science della Svizzera è fondamentale per la comunicazione del sapere scientifico e per il progresso della scienza, su cui si concentra questa interpellanza.
Domande 2,3,4 e 5
La promozione delle pubblicazioni Open Access da parte del FNS è definita all’interno del regolamento sulla promozione delle pubblicazioni Open Access e dalle altre disposizioni applicabili del FNS. Si tratta di una procedura consolidata, caratterizzata da criteri trasparenti.
Le pubblicazioni in questione devono essere disponibili direttamente, illimitatamente e gratuitamente («Gold Open Access») ed essere di elevato interesse scientifico («Peer Review»). Il FNS svolge i controlli qualità relativi alle richieste di pubblicazione e valuta costantemente quali misure applicare per mantenere elevato lo standard di qualità delle pubblicazioni che promuove.
I ricercatori decidono più o meno autonomamente a quali case editrici affidare i propri risultati. La quota degli editori che contribuiscono al volume di pubblicazioni citati dall’interpellante è in crescita a livello mondiale.
Il FNS fornisce da tempo informazioni sull’«editoria predatoria», a cui sensibilizza anche i ricercatori, non assumendosi alcun costo di pubblicazione per gli editori chiaramente «predatori» e non partecipando ad alcun accordo per ridurre i loro costi di pubblicazione. Tuttavia, può escludere gli editori dai suoi finanziamenti solo se le loro pratiche risultano chiaramente ingannevoli. Paolo Crosetto dell’Institut national de la recherche agronomique (INRAE, Francia) sta svolgendo uno studio su larga scala a questo proposito. Il FNS ha inoltre sollevato la questione in seno a cOAlitionS, il consorzio internazionale di agenzie di finanziamento che promuove l’open access sostenibile.