23.3907 · Mozione · 2023-06-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio Federale è incaricato di fare in modo che l'abbonamento metà-prezzo venga abolito e la tariffa al 50 per cento diventi quindi il prezzo normale.
Per raggiungere gli obiettivi climatici i trasporti pubblici (TP) svolgono, assieme alla bicicletta e agli spostamenti a piedi, un ruolo essenziale. Occorre contrastare in modo deciso la tendenza a un trasporto privato in auto più economico e a TP proporzionalmente più cari.
Come dimostra l'andamento dei prezzi dal 1990, in Svizzera i prezzi dei TP aumentano più rapidamente di quelli del trasporto automobilistico. Con la progressiva elettrificazione del trasporto individuale motorizzato (TIM) e la maggiore efficienza dei veicoli, in questo settore i costi continueranno a diminuire, facendo perdere attrattiva ai TP rispetto all'auto. Questo sviluppo deve essere corretto: se nella ripartizione modale cresce la quota del traffico automobilistico sarà impossibile raggiungere gli obiettivi climatici. Un aumento dell'uso dell'auto si osserva in particolare nel traffico del tempo libero. L'abbonamento metà-prezzo si rivela una barriera all'uso dei TP soprattutto per le persone che li prendono solo occasionalmente. Ha infatti un forte effetto dissuasivo il fatto che conviene acquistarlo solo se si utilizzano i TP con una certa regolarità.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
L'abolizione dell'abbonamento metà-prezzo o, detto altrimenti, la riduzione del prezzo dei singoli biglietti comporterebbe una massiccia perdita di entrate per le imprese di trasporto. Venendo meno i circa 3 milioni di abbonamenti metà-prezzo, le entrate si ridurrebbero di circa 500 milioni di franchi. A questi andrebbero aggiunte, nel solo trasporto nazionale diretto, perdite per oltre 200 milioni di franchi dovute al dimezzamento degli attuali introiti derivanti dagli utenti che pagano la tariffa intera. Fino a che tali perdite non saranno compensate da maggiori consumi, andrebbero a carico dei poteri pubblici (Confederazione e Cantoni) e quindi, in ultima analisi, dei contribuenti. Inoltre, verrebbe messa in discussione l'intera struttura tariffaria dei TP, richiedendo l'adeguamento di tutti i prezzi degli abbonamenti delle comunità tariffarie e dell'abbonamento generale. Infine il maggior consumo indotto dai prezzi più convenienti genererebbe costi supplementari.
La gamma di prodotti risparmio (biglietti singoli, cambi di classe e carte giornaliere) comprende già oggi possibilità interessanti per gli utenti. Diverse comunità tariffali offrono un abbonamento flessibile che permette di viaggiare per due o tre giorni a settimana, con un totale rispettivamente di 100 e 150 giorni di utilizzo l'anno. Grazie a tali offerte si riducono gli ostacoli per gli utenti dei TP e se ne facilita l'uso offrendo prezzi ragionevoli. Da diverse indagini emerge che il prezzo è solo uno dei tanti fattori che influenzano la scelta del mezzo di trasporto. Altrettanto importanti sono, ad esempio, la frequenza del servizio (cadenza) o il tempo di percorrenza. Per quanto riguarda questi criteri, negli ultimi anni l'offerta dei TP è migliorata.