23.3927 · Mozione · 2023-06-16
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di migliorare la situazione dei lavoratori intermittenti per quanto riguarda la concessione degli assegni familiari, introducendo uno statuto ad hoc o semplificazioni amministrative nel rispetto del principio "un figlio, un assegno". Queste misure dovranno coprire le persone in situazione precaria che accumulano periodi di lavoro di breve durata o alternano periodi di attività a periodi di disoccupazione, come i lavoratori intermittenti del mondo dello spettacolo.
Begründung
La legge sugli assegni familiari (LAFam) è pensata per le persone con una situazione occupazionale stabile. Né la LAFam né l'ordinanza sugli assegni familiari prevedono disposizioni particolari per le persone che devono far fronte a frequenti cambiamenti e che alternano periodi di disoccupazione a periodi di attività salariata. Questa situazione concerne molti giovani e molti ultracinquantenni, particolarmente colpiti dalla disoccupazione di lunga durata inframmezzata da brevi periodi di lavoro, come anche categorie professionali particolari quali i lavoratori intermittenti del mondo dello spettacolo. Per loro, ottenere gli assegni familiari non solo equivale a una lotta, ma comporta anche un maggiore rischio di precarietà dovuto alla perdita dei diritti e ai forti ritardi nei versamenti causati dalla complessità della burocrazia.
Prendiamo il caso concreto di una madre sola che lavora nel settore culturale. Poiché è impiegata temporaneamente per svolgere diversi progetti, ogni nuovo progetto comporta una dichiarazione all'AVS e la obbliga a produrre numerosi documenti, che peraltro sono sempre gli stessi. Ciò fa perdere molto tempo a lei e ai suoi datori di lavoro. A lei che ha già parecchio da fare per crescere i figli da sola.
A lei che dipende da questi modesti assegni per far quadrare l'economia domestica, ma perde parte dei suoi diritti, in particolare se un lavoro inizia o finisce a metà mese. Un ulteriore svantaggio è costituito dal fatto che l'inoltro della convenzione di mantenimento a ogni datore di lavoro è problematico in termini di protezione della sfera privata. Questo caso illustra la necessità di introdurre uno statuto ad hoc o modalità amministrative semplificate per i lavoratori intermittenti del mondo dello spettacolo rispettando il principio "un figlio, un assegno".
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il diritto dei salariati agli assegni familiari è sostanzialmente legato all’esercizio di un’attività lucrativa e al diritto al salario. Questo diritto nasce e si estingue con il diritto al salario e sussiste soltanto per la durata dei rapporti di lavoro. Infatti, il finanziamento delle prestazioni è garantito dai datori di lavoro, ovvero attraverso i contributi da loro versati alla cassa di compensazione per assegni familiari (CAF) a cui sono affiliati. Un cambiamento di datore di lavoro implica spesso anche il cambiamento della CAF e l’inoltro di una nuova richiesta di assegni familiari.
Nel parere in risposta alla mozione Sommaruga Carlo 19.3927 "Assegni familiari. Migliorare la situazione giuridica dei lavoratori intermittenti", il Consiglio federale si era già espresso in merito alla situazione dei lavoratori intermittenti del mondo dello spettacolo per quanto riguarda gli assegni familiari. Come aveva allora indicato, è consapevole che la procedura che le persone interessate devono affrontare per ottenere il versamento degli assegni familiari è più articolata e lunga e comporta dunque ritardi nell’ottenimento delle prestazioni. Inoltre, può succedere che per certi periodi un figlio non dia diritto agli assegni familiari, perché i genitori non hanno lavorato o perché non adempiono le condizioni di diritto agli assegni familiari in qualità di persone prive di attività lucrativa, ad esempio in quanto conseguono un reddito superiore al limite di reddito.
Queste situazioni, per quanto insoddisfacenti, sono intrinseche al sistema degli assegni familiari. Introdurre uno statuto ad hoc o semplificazioni amministrative per questo tipo di contratto appare sproporzionato. Ciò significherebbe infatti dover esaminare se non siano giustificati altri adeguamenti per specifiche categorie della popolazione e procedere a un rimaneggiamento del sistema degli assegni familiari.
Inoltre, nel rapporto del 9 giugno 2023 in adempimento del postulato Maret Marianne 21.3281 "Qual è la situazione della sicurezza sociale degli operatori culturali in Svizzera?" (disponibile in tedesco e francese all’indirizzo www.cultura-svizzera.admin.ch > Temi > Sicurezza sociale per gli operatori culturali), il Consiglio federale ha esaminato la protezione sociale degli operatori culturali, di cui fanno parte i lavoratori intermittenti del mondo dello spettacolo. L’Esecutivo ha proposto diverse misure per migliorare la sicurezza sociale degli operatori culturali, ma si è detto contrario all’adozione di norme speciali per determinati gruppi professionali o all’abbandono di principi fondamentali del diritto delle assicurazioni sociali.