23.3929 · Interpellanza · 2023-06-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
A seguito di una sentenza del Tribunale amministrativo federale (B-1897/2022) e della recente consultazione in merito alla modifica della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile e della legge sul servizio civile, le organizzazioni che si servono di civilisti hanno affidato ai media le loro preoccupazioni in merito alla soppressione degli impieghi. Si teme che, soprattutto negli ambiti di attività più colpiti dalla carenza di personale (p. es. sanità e servizi sociali, che assorbono il 65% dei giorni di servizio), si possa registrare un effetto amplificato. Il numero di civilisti verrà inoltre ridotto da molti altri progetti (p. es. la consultazione già menzionata, la mozione 22.3055, revisione dei modelli di servizio nel quadro del rapporto sull’apporto di personale, parte 2 (22.026)).
1. Il Consiglio federale ritiene che i progetti citati possano aggravare la carenza di personale, in particolare negli ambiti di attività del servizio civile (sanità, servizi sociali, scuola)? Come?
2. In che modo intende garantire che i civilisti impiegati in uno di questi ambiti non vengano sfruttati come «manodopera a basso costo» ma che possano invece perseguire il loro obiettivo, cioè il rafforzamento della coesione sociale, in un periodo di crescente carenza di personale e di un’auspicata riduzione del numero di giorni di servizio civile?
3. Già oggi, gli istituti d’impiego del servizio civile che operano nell’ambito «Protezione della natura e dell’ambiente, salvaguardia del paesaggio e foreste» affermano che le domande da parte dei Cantoni e dei Comuni sono più numerose rispetto agli impieghi disponibili. L’aggravarsi della crisi climatica porta a supporre che in futuro il fabbisogno di impieghi sarà sempre maggiore. Il Consiglio federale non vede come un problema il fatto che il numero di civilisti andrà a diminuire nonostante l’aumento del carico di lavoro?
4. L’esercito riconosce le formazioni continue. Il Consiglio federale ritiene che questa possibilità possa essere estesa anche al servizio civile, in particolare agli ambiti che accusano una carenza di personale? Non si potrebbero invece incoraggiare i civilisti a impegnarsi professionalmente proprio in questi ambiti?
Stellungnahme des Bundesrates
1-3. Le domande da 1 a 3, relative agli effetti che un avvicinamento alla protezione civile comporterebbe per il servizio civile e per i suoi ambiti di attività, sono già state sottoposte al Consiglio federale nel quadro della consultazione in merito alle relative modifiche di legge, al momento in fase di analisi. Il Consiglio federale non intende anticipare i risultati ed esprimerà il suo parere all’interno del messaggio.
Le sentenze B-1897/2022 e B-2743/2022 del Tribunale amministrativo federale modificano la base di calcolo per il numero di giorni di servizio civile richiesti alle persone che godono dello status di militari in ferma continuata, togliendo fino a 83 giorni.
Dato che dal 2012 sono stati ammessi una media di appena 216 militari in ferma continuata all’anno, gli effetti per il servizio civile appaiono limitati. Basti pensare che se queste persone avessero prestato 83 giorni di servizio in meno come previsto da queste sentenze, si sarebbero persi in media 17 935 giorni di servizio all’anno, una cifra pari a circa l’1,1% in meno rispetto alla media del computo dei giorni di servizio annuali (1 598 223 giorni dal 2012).
Se, come presumibile, i numeri dei prossimi anni dovessero rimanere sempre su questi livelli, le sentenze non avrebbero nessuna particolare incidenza sul servizio civile.
2. Stando all’articolo 2 capoverso 1 della legge sul servizio civile (LSC, RS 824.0), il servizio civile interviene nei settori in cui le risorse per adempiere importanti compiti della comunità mancano o sono insufficienti. Indipendentemente dal progetto posto in consultazione e dalle già citate sentenze del Tribunale amministrativo federale, gli impieghi del servizio civile si basano già oggi su un mansionario che prevede compiti ben definiti e dal quale emergono chiaramente le attività consentite, gli obiettivi e gli oneri. L’Ufficio federale del servizio civile (CIVI) controlla regolarmente i mansionari, e garantisce che gli impieghi si svolgano nel rispetto delle condizioni stabilite dalla legge.
3. Il servizio civile è concepito come alternativa per le persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare che non possono conciliare quest’ultimo con la propria coscienza. Data questa premessa, il servizio civile non necessita di un mandato di prestazioni che specifichi gli effettivi di personale richiesti. In applicazione dell’articolo 2 capoverso 1 LSC (vedi risposta 2) il Consiglio federale obbliga tuttavia i civilisti che non hanno adempiuto la scuola reclute a svolgere un impiego di lungo periodo di almeno 180 giorni in uno dei programmi prioritari («Assistenza e cure», «Protezione dell’ambiente e della natura»). Gli sforzi si concentrano quindi negli ambiti di attività citati dall’interpellante.
4. Per ogni corso di formazione seguito i civilisti ricevono un attestato di partecipazione. Non è tuttavia previsto un riconoscimento ufficiale delle formazioni o delle esperienze svolte durante il periodo di servizio civile. Non spetta al servizio civile il compito di orientare le nuove leve in una direzione lavorativa specifica, anche se è assodato che i civilisti proseguono spesso il loro percorso lavorativo nell’ambito di attività in cui hanno svolto servizio.