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23.3932 · Interpellanza · 2023-06-16

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Dal 2002 1,4 milioni di persone sono immigrate in Svizzera.

1. Avendo proposto di accogliere il postulato 23.3042 «Visione positiva di una Svizzera con 10 milioni di abitanti», il Consiglio federale raccomanderebbe di accogliere anche un postulato che illustri gli effetti negativi di una Svizzera con 10 milioni di abitanti?

2. Basandosi sull’aumento medio della popolazione della Svizzera tra il 2018 e il 2022, in che anno il nostro Paese raggiungerà i 10 milioni di abitanti?

3. Un tale aumento della popolazione residente permanente della Svizzera è compatibile con gli scenari previsti dall’Ufficio federale di statistica (UST) nel 2020?

4. Se questi scenari dell’UST sull’aumento della popolazione in Svizzera sono ancora validi, quale dei tre scenari è secondo il Consiglio federale attualmente il più attendibile (scenario di riferimento, scenario elevato o scenario basso)?

5. Come è evoluto il numero di immigrati altamente qualificati giunti in Svizzera tra il 2018 e il 2022 rispetto al numero di immigrati nella popolazione straniera residente permanente e non permanente con attività lucrativa nel corso degli ultimi 10 anni?

6. Anche il Consiglio federale presume che ancora oggi una persona su cinque eserciti una professione in un settore con penuria di specialisti (si veda anche l’Ufficio per l’economia e il lavoro [Amt für Wirtschaft und Arbeit] del Canton Zurigo, «Berufe mit hohem Fachkräftemangel, Wie stark reduziert die Zuwanderung den Mangel?» [2016])?

7. Quanti immigrati dovrebbero giungere nel nostro Paese per ovviare alla penuria di specialisti supponendo che l’attuale «mix» di immigrati in Svizzera resti costante?

8. Anche il Consiglio federale ritiene che con l’immigrazione aumenterà la pressione sull’infrastruttura (p. es. il numero di ore passate in colonna nel traffico stradale)?

9. Dove a suo avviso risiedono le maggiori sfide nella crescente immigrazione di

a. richiedenti l’asilo,

b. cittadini UE e

c. immigrati da Paesi terzi?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale esamina ogni singolo postulato prima di decidere se proporre di accoglierlo o respingerlo.

2. Secondo l’«effettivo della popolazione residente permanente in Svizzera, 2018-2022» dell’Ufficio federale di statistica (UST), basandosi sul tasso di crescita medio della popolazione residente permanente tra la fine del 2018 e la fine del 2022, ossia lo 0,75 per cento annuale, la Svizzera raggiungerà i 10 milioni di residenti permanenti nel corso del 2039.

3. Sì. Nel 2039, secondo lo scenario di riferimento A-00-2020 dell’UST la popolazione residente permanente della Svizzera ammonterà a 9,97 milioni di persone, secondo lo scenario B-00-2020 «elevato» tale numero di residenti permanenti ammonterà a 10,49 milioni e secondo lo scenario C-00-2020 «basso» a 9,45 milioni. Va fatto notare che secondo lo scenario di riferimento A-00-2020, la Svizzera conterà 10 milioni di residenti permanenti nel 2040 (fonte: SCENARI UST).

4. Secondo la «statistica della popolazione e delle economie domestiche (STATPOP) provvisoria», che fa parte del sistema di censimento annuale della popolazione, lo scenario di riferimento A-00-2020 è quello che più si avvicina alle osservazioni per il 2022. La differenza tra la popolazione prevista secondo questo scenario e la popolazione residente permanente effettivamente osservata nel 2022 ammonta a 22 000 (0,3 %). Gli scarti per gli scenari B-00-2020 «elevato» e C-00-2020 «basso» sono rispettivamente di 85 000 (1 %) e -40 000 (0,5 %).

5. Quasi il 90 per cento delle persone provenienti da Paesi non membri dell’UE/AELS giunte in Svizzera nel 2022 per esercitare un’attività lucrativa contingentata disponeva di una formazione terziaria. Negli ultimi anni la quota di persone con un diploma di livello terziario si attestava costantemente attorno all’87 per cento. Il livello formativo delle altre persone immigrate non è rilevato in maniera sistematica. Secondo la rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (fonte: UST, RIFOS), un sondaggio svolto annualmente, la quota di persone con un diploma di livello terziario nella popolazione residente permanente con un passato migratorio di prima generazione è aumentata costantemente negli ultimi anni, passando dal 30,3 per cento nel 2012 al 39,7 per cento nel 2021. Di conseguenza, la quota di persone altamente qualificate era probabilmente elevata anche tra i lavoratori giunti in questo periodo di tempo e superiore a quella delle persone senza passato migratorio (27 % nel 2012 e 35,6 % nel 2021). La composizione dei settori (UE/AELS e cittadini di Stati terzi) mostra che la quota di persone altamente qualificate tra i dimoranti temporanei è inferiore rispetto a quella rilevata tra la popolazione residente permanente straniera.

6. Sul piano federale non esiste alcuno studio comparabile a quello del Cantone di Zurigo. Sono tuttavia disponibili le informazioni seguenti: l’immigrazione di lavoratori in Svizzera avviene in buona parte nel quadro della libera circolazione delle persone e dipende dalla domanda dell’economia svizzera. Secondo RIFOS (UST), nel 2022 il 56 per cento dei lavoratori provenienti da Paesi UE/AELS che hanno raggiunto la popolazione residente permanente della Svizzera dal 2002 lavorava nei gruppi 1-3 della classificazione internazionale tipo delle professioni. Questi gruppi includono dirigenti, professioni intellettuali e scientifiche, professioni tecniche e professioni non tecniche equivalenti. Anche gli Svizzeri sono sempre più rappresentati in queste professioni che richiedono un livello di qualifica elevato. Il resto dell’immigrazione dall’UE/AELS riguardava professioni che esigevano qualifiche medio-basse. Alcuni di questi nuovi arrivati hanno colmato lacune risultanti dal miglioramento delle qualifiche e dall’ascesa professionale della popolazione residente negli ultimi vent’anni.

L’immigrazione da Stati terzi è limitata ai lavoratori qualificati, dato che occorre rispettare la priorità dei lavoratori presenti in Svizzera. Di conseguenza, essa interviene soltanto per rispondere a esigenze specifiche comprovate quando non è possibile trovare manodopera adeguata né in Svizzera né nei Paesi dell’UE/AELS.

7. La possibilità di reclutare lavoratori all’estero in caso di necessità ha contribuito a coprire il fabbisogno di lavoratori e manodopera qualificata. L’immigrazione permette dunque di attenuare una penuria di specialisti, ma non è realistico pensare che possa impedirla. Questo soprattutto perché gli specialisti in questione sono rari e quindi molto richiesti anche all’estero. Per coprire il fabbisogno, il Consiglio federale intende continuare ad attribuire la priorità all’utilizzo e allo sviluppo del potenziale nazionale di personale qualificato; l’immigrazione di personale qualificato costituisce un’integrazione opportuna e necessaria. Entro il 31 marzo 2024 il Consiglio federale presenterà una panoramica sull’attuazione delle misure volte a promuovere il potenziale nazionale di lavoratori.

8. La pressione sulle infrastrutture dipende da diversi fattori come l’offerta di trasporto ma anche il numero di persone che viaggiano negli stessi orari. Quest’ultimo fattore dipende a sua volta dalla crescita della popolazione e dalla nostra mobilità. Un maggior ricorso al telelavoro può ad esempio influire in maniera considerevole sui flussi di traffico. Le ore passate in coda possono essere ridotte anche ripartendo meglio nel corso della giornata la domanda di trasporti o aumentando il grado di occupazione per automobile. Le prospettive di traffico 2050 si fondano sulle previsioni dell’UST in materia di crescita della popolazione e mostrano come potrebbe evolvere il traffico fino al 2050.

9. Il Consiglio federale è consapevole che l’immigrazione comporta sia opportunità che sfide.

Le tre categorie menzionate dall’autrice dell’interpellanza non giungono in Svizzera per i medesimi motivi e presentano una composizione ed effettivi diversi. Le sfide che pongono non sono dunque direttamente comparabili. L’immigrazione nel settore dell’asilo (a) si basa sulla concessione di protezione e asilo a persone che ne necessitano secondo il diritto svizzero. Coloro che non necessitano della protezione della Svizzera devono lasciare il nostro Paese dopo l’esame della loro domanda d’asilo. Le persone del settore dell’asilo giungono di norma in Svizzera senza risorse. Pertanto, spesso necessitano di sostegno e dipendono dall’aiuto sociale. La Confederazione, insieme ai Cantoni e ai Comuni, promuove attivamente l’integrazione sociale e professionale delle persone cui è stato accordato l’asilo o che sono state ammesse provvisoriamente. Questa integrazione comprende in particolare l’acquisizione di una formazione e un accesso duraturo al mondo del lavoro.

L’immigrazione nel settore degli stranieri (b e c) è orientata anzitutto al mondo del lavoro. A prescindere che siano stati ammessi in virtù della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) o dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), le persone in questione hanno anche il diritto di far giungere i propri familiari in Svizzera. Gran parte delle persone giunte in Svizzera nel quadro del ricongiungimento familiare riesce a integrarsi nel mercato del lavoro, anche se ciò può essere più difficile per quelle giunte tardivamente in Svizzera.