23.3949 · Mozione · 2023-06-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a modificare temporaneamente l’ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali (OLAL) per stabilizzare le pigioni e l’inflazione e per ridurre le ripercussioni degli aumenti del tasso d’interesse di riferimento sulle pigioni, in modo da limitare in maniera drastica l’incremento di queste ultime basato sulla variazione del tasso di riferimento finché la media dell’inflazione negli ultimi 12 mesi rimane al di sopra dell’1,5 o del 2 per cento.
Begründung
La Banca nazionale svizzera (BNS) deve garantire la stabilità dei prezzi (art. 5 LBN) e mira a mantenere l’inflazione tra lo 0 e il 2 per cento. Per farlo, agisce sui tassi guida. Con l’aumento di questi tassi salgono però anche i tassi ipotecari praticati dalle banche. Il tasso d’interesse medio ponderato dei crediti ipotecari determina il tasso d’interesse di riferimento per il calcolo delle pigioni (art. 12a OLAL). Di conseguenza, con l’aumentare dei tassi guida della BNS, aumentano il tasso d’interesse di riferimento e le pigioni.
Dato che nel calcolo dell’inflazione le pigioni rappresentano il 19,325 per cento, il loro aumento – causato dall’aumento dei tassi guida – alimenta l’inflazione, spingendo la BNS ad alzare i suoi tassi guida. Si instaura così un circolo vizioso nefasto che va a colpire il potere d’acquisto delle economie domestiche dei locatari.
Il 1° giugno il tasso d’interesse di riferimento è passato dall’1,25 all’1,50 per cento. Questo permette di alzare le pigioni del 3 per cento per i contratti in corso (art. 13 OLAL). Sicuramente il 1° dicembre il tasso d’interesse di riferimento aumenterà ancora dello 0,25 per cento, provocando un nuovo incremento del 3 per cento delle pigioni dei contratti in corso. Visto che i locatori possono inoltre addossare alle pigioni il 40 per cento dell’inflazione (art. 16 OLAL) e le maggiori spese di gestione, molti locatari subiranno, a seconda della situazione, aumenti dal 5 al 10 per cento nel corso dei primi mesi del 2024.
Poiché né i salari né le rendite di vecchiaia salgono di pari passo con l’inflazione e la crescita dei premi delle assicurazioni malattia annunciata per la fine dell’anno è dell’ordine del 9 per cento, l’aumento delle pigioni è un onere socialmente devastante. Tanto più che in questi ultimi 15 anni le riduzioni del tasso d’interesse di riferimento non hanno avuto effetti sulle pigioni e i locatori hanno incassato in modo illegittimo 78 miliardi di franchi e quasi 10 miliardi di franchi all’anno negli ultimi due anni.
Il Consiglio federale deve intervenire urgentemente e prendere misure per evitare la crisi sociale generata dal circolo vizioso nefasto innescato dall’aumento dei tassi guida, del tasso d’interesse di riferimento, delle pigioni e dell’inflazione. Il Consiglio federale ha il potere di agire rapidamente modificando temporaneamente l’articolo 13 OLAL per ridurre le ripercussioni del tasso d’interesse di riferimento sulle pigioni, in modo da limitare in maniera drastica l’incremento di queste ultime basato sulla variazione del tasso di riferimento finché negli ultimi 12 mesi l’inflazione rimane al di sopra dell’1,5 o del 2 per cento. Il normale meccanismo di ripercussione del tasso d’interesse di riferimento sulle pigioni dovrà essere ripristinato non appena l’inflazione si sarà stabilizzata.
La presente mozione ha l’obiettivo di stabilizzare prima possibile l’inflazione e le pigioni.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Per la prima volta dalla sua introduzione nel 2008, il 1° giugno 2023 il tasso d’interesse di riferimento è aumentato di un quarto di punto percentuale e ha ora raggiunto l’1,5 per cento. Secondo l’articolo 13 capoverso 1 lettera c dell’ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali (OLAL; RS 221.213.11), in queste circostanze è consentito un aumento della pigione del 3 %, dato che il tasso d’interesse di riferimento è inferiore al 5 per cento. Ciò si applica tuttavia solo se il contratto di locazione è basato sul tasso d’interesse di riferimento precedente (1,25 %), criterio che si riscontra attualmente in circa la metà dei contratti.
Come il Consiglio federale ha già spiegato nella sua risposta all’interpellanza 15.3584, le quote trasferibili di cui all’articolo 13 OLAL si basano su un modello che si fonda su una serie di presupposti: il canone di locazione è composto per il 70 per cento dal costo del capitale e per il 30 per cento da costi per la manutenzione, l’amministrazione e l’ammortamento; a sua volta, il costo del capitale è ripartito per il 40 per cento sul capitale proprio e per il 60 per cento su capitale di terzi.
Un adeguamento delle quote trasferibili – anche se temporaneo – porterebbe a slegare (per questo periodo) l’andamento delle pigioni dalla composizione dei costi. Inoltre, l’attuale sistema ha un effetto di livellamento e, quando i tassi d’interesse sono bassi, anche un effetto frenante. Siccome il livello più basso di quote trasferibili è applicabile quando il tasso d’interesse di riferimento è al di sotto del 5 per cento, quando i tassi d’interesse sono bassi le loro variazioni hanno un impatto sproporzionatamente basso.
Il Consiglio federale riconosce che l’attuale sistema di adeguamento delle pigioni fa sì che l’aumento del tasso d’interesse di riferimento contribuisca a una crescita dell’inflazione, di recente caratterizzata da un certo rallentamento. Al contrario, quando il tasso d’interesse di riferimento è basso, il sistema ha un effetto frenante sull’inflazione. Negli ultimi decenni il Consiglio federale ha proposto in varie occasioni modelli alternativi per stabilire e adeguare le pigioni; un consenso politico non è tuttavia mai stato raggiunto. Inoltre va ricordato che, ad esempio, legare l’andamento delle pigioni all’inflazione avrebbe determinato un aumento delle pigioni già lo scorso anno.
Dato che il tasso d’interesse di riferimento è sempre diminuito negli ultimi 15 anni, il Consiglio federale non ritiene opportuno adeguare il sistema in ragione di un aumento.