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Ammettere non avvocati come membri del consiglio d'amministrazione di società di avvocati sotto forma giuridica di società anonima

23.3988 · Mozione · 2023-09-13

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di ammettere anche non avvocati come membri del consiglio d’amministrazione di società di avvocati sotto forma giuridica di società anonima.

Begründung

Da tempo, l’assioma vigente ancora due decenni fa secondo cui le questioni giuridiche, in particolare nel settore soggetto al monopolio, possono essere risolte unicamente da avvocati non è più valido. Le conoscenze di professionisti di altri settori sono necessarie anche nel consiglio d’amministrazione (CdA) di uno studio legale: la collaborazione interdisciplinare, la trasformazione digitale e numerosi temi inerenti alla crescita economica acquisiscono sempre maggiore importanza. L’esercizio diligente e strategico della professione richiede membri del CdA provenienti da altri settori (non avvocati) per soddisfare le esigenze economiche del mercato e della buona corporate governance. Quindi si tratta anche dell’avvenire economico dell’avvocatura e della sua libertà economica. Al CdA spetta la direzione generale della società nonché l’applicazione delle leggi e degli statuti. Ciò significa che nelle riunioni dei CdA di società di avvocati di norma non sono discussi singoli casi giuridici, bensì si decide, nell’ambito budgetario e strategico, se acquistare un nuovo sistema informatico, fornire consulenza giuridica in nuovi settori, assumere nuovi collaboratori, ecc. In tutte queste questioni la presenza di non avvocati in seno al CdA non tange l’indipendenza degli avvocati nell’ambito della loro attività consultiva. La posizione di membro del CdA non permetterà quindi a un non avvocato di mettere a repentaglio l’indipendenza degli avvocati.

La legislazione attuale consente di esercitare l’avvocatura nella forma giuridica della società anonima o della società a garanzia limitata. Per tenere conto delle dinamiche di cambiamento nella struttura degli studi legali e dei principi della moderna corporate governance, occorre permettere ai non avvocati di sedere nel CdA. Ciò permette di adeguarsi agli sviluppi del settore e di farlo progredire. Nella sentenza del 2017 (2C_1054/2016, 2C_1059/2016) il Tribunale federale dissente da tutte le presenti considerazioni.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

L’autore della mozione chiede che «non avvocati», ossia persone non sottoposte alla legge sugli avvocati (LLCA; RS 935.61), possano sedere in consigli d’amministrazione di studi legali organizzati sotto forme di persone giuridiche, ad esempio società anonime. Il Consiglio federale ritiene una tale proposta legislativa problematica in particolare sul piano del segreto professionale dell’avvocato (art. 13 LLCA). L'articolo 13 LLCA prevede che l’avvocato è tenuto al segreto professionale su quanto gli è stato confidato dai clienti a causa della sua professione. Questa regola professionale mira in particolare a proteggere l’interesse della parte in causa, che deve nutrire una fiducia assoluta nella discrezione del suo difensore. La misura legislativa richiesta rimetterebbe in discussione questo principio, poiché in virtù dell’articolo 715a del Codice delle obbligazioni (CO; RS 220) ogni amministratore ha il diritto di ottenere ragguagli in tutti gli affari della società. Inoltre, l’amministratore non iscritto nel registro cantonale degli avvocati non sarebbe assoggettato alla LLCA né al suo sistema di sorveglianza e sanzioni (art. 14 e 17 LLCA). Il Tribunale federale ha reso una decisione di principio (DTF 144 II 147) che ha colmato in maniera chiara e precisa una lacuna giuridica lasciata volutamente aperta dal legislatore (FF 1999 4983, 5006-5007 n. 172.17). Il Tribunale federale ha successivamente confermato questa sentenza (DTF 148 II 369). Infine, esistono alternative per tenere conto della necessaria interdisciplinarietà in seno agli studi legali, ad esempio mediante mandati di collaborazione o contratti di lavoro.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.