23.3992 · Interpellanza · 2023-09-13
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
1. In che modo la Confederazione potrebbe aiutare i Cantoni a superare la carenza di insegnanti nella scuola dell’obbligo?
2. Come valuta il Consiglio federale l’idea di incentivare l’insegnamento da parte delle persone giunte in Svizzera tardivamente e dei profughi ritenuti idonei?
3. Cosa intende intraprendere la Confederazione per agevolare il riconoscimento dei diplomi di insegnamento conseguiti all’estero (riguardo alla durata della procedura, ai costi, all’onere e ai requisiti che i dossier devono soddisfare)?
4. Cosa pensa di intraprendere la Confederazione, insieme ai Cantoni, per agevolare l’ammissione alle alte scuole pedagogiche (ASP) dei profughi ritenuti idonei? Per esempio requisiti linguistici meno stringenti all’inizio (ma non al termine) degli studi?
5. Cosa prevede di fare il Consiglio federale per adempiere al suo compito di coordinamento congiunto della politica universitaria nel settore dei corsi di preparazione e delle offerte di accompagnamento (coaching, mentoring, scambi) presso le ASP per rifugiati e persone giunte in Svizzera tardivamente?
6. Quali programmi di integrazione universitaria (ASP escluse) sostiene attualmente la Confederazione (e a che titolo)?
7. Il Consiglio federale è pronto a finanziare i programmi nel quadro della promozione dell’integrazione anche presso le ASP?
Begründung
La carenza di insegnanti nelle scuole dell’obbligo è palese. Stando a un rapporto dell’UST, entro il 2031 mancheranno circa 1000 insegnanti all’anno nella scuola elementare. Fra i profughi e le persone giunte in Svizzera tardivamente sono in tanti ad aver conseguito una formazione e ad aver maturato una certa esperienza nel campo dell’insegnamento nel proprio Paese di provenienza; questo fenomeno si può osservare anche attualmente con le persone che arrivano dall’Ucraina. Inoltre, molti di loro hanno un’ottima preparazione, sono motivati e idonei a seguire una formazione per insegnanti. Per sfruttare questo potenziale è però necessario appianare gli ostacoli burocratici nel riconoscimento dei diplomi e nell’accesso alle ASP.Conformemente alla LPSU (RS 414.20) la Confederazione, in collaborazione con la CDPE e swissuniversities (Camera delle ASP), è competente anche del coordinamento e dell’ammissione. Da sottolineare che la SEM, nel quadro dell’Agenda Integrazione Svizzera e conformemente alla LStrI, sostiene progetti di integrazione anche nelle scuole universitarie. La Confederazione è quindi corresponsabile nel trovare soluzioni inedite che aiutino a superare la carenza di insegnanti. Vista l’estrema varietà socioculturale degli alunni nelle nostre scuole, sarebbe davvero vantaggioso avere un numero più cospicuo di insegnanti con un passato migratorio.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La scuola dell’obbligo e la formazione degli insegnanti presso le alte scuole pedagogiche (ASP) rientrano nella sfera di competenza dei Cantoni; la Confederazione non dispone di alcuna competenza per quanto riguarda le condizioni di ammissione alle ASP e l’accesso degli studenti a queste scuole. Analizzare la penuria di insegnanti è una questione complessa. Nel Rapporto sul sistema educativo svizzero 2023 si accenna al tema in relazione all’aumento del numero di alunni, mentre alcuni lavori dell’Ufficio federale di statistica (UST) vertono sul mantenimento degli insegnanti nella scuola dell’obbligo e sugli scenari 2022–2031 per questi insegnanti. I dati statistici su questi lavori, disposibili anche per Cantone, vengono aggiornati ogni due anni.
2. La promozione della prima integrazione dei richiedenti l’asilo avviene tramite un’analisi del potenziale e un accompagnamento fino allo sviluppo di una capacità in ambito formativo e occupazionale (Agenda Integrazione Svizzera, AIS). Le persone motivate e idonee hanno la possibilità di iniziare a prepararsi per entrare in un’ASP o di seguire un’altra formazione nel campo dell’insegnamento.
3. Il riconoscimento dei diplomi d’insegnamento esteri compete alla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE). Il riconoscimento è un elemento fondamentale per reclutare lavoratori, e non solamente nel campo dell’insegnamento. La CDPE è determinata a consentire l’accesso dei migranti a questo settore avvalendosi di una procedura di riconoscimento efficace, che deve però soddisfare i principi costituzionali, fra cui quello dell’uguaglianza giuridica. I criteri, la durata e i costi della procedura vengono verificati regolarmente e, nei casi di rigore, è possibile un esonero dagli emolumenti. Sul sito della CDPE (www.edk.ch > Temi > Riconoscimento dei diplomi) sono disponibili informazioni specifiche. Il riconoscimento di un diploma può anche essere subordinato a misure di compensazione, ma in base al principio dell’uguaglianza giuridica non è possibile agevolare il riconoscimento dei diplomi per uno specifico gruppo di persone.
4./5. La Confederazione non dispone di alcuna competenza di coordinamento nella preparazione all’ammissione universitaria. In Svizzera sono le scuole universitarie, nell’ambito della loro automonia, a decidere in merito all’ammissione. Consapevoli di questa responsabilità, le scuole universitarie, ASP comprese, hanno adottato diverse misure per gestire la particolare situazione dei rifugiati: corsi di lingua, programmi di mentoring, sostegno psicologico, corsi di preparazione specifici per i profughi, ecc. Le scuole universitarie hanno inoltre deciso di svolgere in modo individuale le procedure di accertamento per le competenze non documentate e per le conoscenze linguistiche richieste.
6./7. L’integrazione è incoraggiata in primo luogo nelle strutture esistenti a livello federale, cantonale e comunale, a seconda delle rispettive competenze (art. 54 legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, LStrI, RS 142.20). La promozione dell’integrazione nelle scuole universitarie è attuata e finanziata dalle scuole stesse. La Confederazione può eventualmente concedere un finanziamento iniziale limitato nel tempo per i progetti pilota secondo l’articolo 58 capoverso 3 LStrI, a complemento dei contributi del settore formativo. Le scuole universitarie hanno avviato diversi progetti per agevolare l’ammissione dei profughi e, per un periodo limitato, la Confederazione ne ha sostenuti alcuni. A titolo di esempio si possono citare citare il progetto pilota «Horizon académique» dell’Università di Ginevra o il progetto attualmente in corso «Start! Studium» dell’Università di Zurigo.