23.400 · Iniziativa parlamentare · 2023-01-12
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Ausgangslage
Comunicato stampa della commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale del 23.02.2024
La Commissione si esprime a favore di una rapida attuazione di un divieto dell’uso di simboli nazionalsocialisti. È senz’altro del parere che il divieto possa essere esteso ad altri simboli razzisti, inneggianti alla violenza ed estremisti. Sarebbe tuttavia favorevole a un approccio graduale che dia la precedenza al divieto di simboli collegati al Terzo Reich. Propone pertanto alla sua Camera di accogliere la mozione 23.4318, di più ampia portata, della sua Commissione omologa (con 16 voti contro 2 e 4 astensioni), ma di mantenere al contempo la propria iniziativa 23.400 (con 15 voti contro 2 e 5 astensioni) e l’iniziativa 21.524 dell’ex consigliere nazionale Angelo Barrile (con 14 voti contro 2 e 6 astensioni). Qualora il Consiglio federale seguisse la proposta della Commissione e attuasse il divieto gradualmente, le due iniziative potrebbero essere tolte dal ruolo in una prossima fase. Il Consiglio nazionale affronterà la questione durante la sessione speciale.
Wortlaut
Nell'ambito di una legge speciale occorre creare le basi giuridiche al fine di vietare l'uso e la diffusione pubblici di simboli nazionalsocialisti o di varianti di tali simboli, quali bandiere, distintivi, emblemi, slogan o forme di saluto, come pure di oggetti rappresentanti o contenenti tali simboli o le relative varianti, quali testi, registrazioni sonore o visive oppure immagini. Occorre inoltre rendere punibile la violazione di tale divieto nel quadro della procedura della multa disciplinare.
Begründung
Il divieto dell'uso pubblico di simboli nazionalsocialisti, razzisti, estremisti o inneggianti alla violenza deve essere disciplinato in una legge speciale. Tale soluzione ha il vantaggio di consentire una definizione più precisa del divieto e delle sue eccezioni rispetto a una norma inserita nel Codice penale e ciò ricorrendo eventualmente a un'ordinanza d'esecuzione; inoltre manterrebbe aperta la via dell'applicazione del divieto nel quadro della procedura della multa disciplinare.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 17.04.2024
Vietare simboli razzisti e nazionalsocialisti
Vietare in Svizzera l'utilizzo di simboli nazisti o razzisti che inneggiano alla violenza e fomentano l'estremismo. È quanto chiedono tre interventi parlamentari approvati oggi a larga maggioranza dalla camera dal popolo.
In occasione della terza e ultima giornata dedicata alla sessione speciale, il Consiglio nazionale ha deciso di sostenere con 133 voti favorevoli, 38 contrari e 17 astensioni una mozione - depositata dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) - volta a vietare esplicitamente i simboli di matrice nazionalsocialista e razzista in pubblico. Parallelamente sono state approvate anche due iniziative parlamentari simili (con 132 voti a favore, 41 contrari e 15 astensioni).
Alla luce del crescente numero di episodi di antisemitismo, il Consiglio nazionale ha deciso di difendere l'atto parlamentare, peraltro già accolto senza voti contrari lo scorso 20 dicembre dalla camera dei cantoni con la benedizione del Consiglio federale.
La mozione chiede all'esecutivo di definire le basi legali in modo tale da rendere punibile l'uso, l'esposizione e la diffusione pubblica di segni e simboli di propaganda razziale o che inneggiano alla violenza e all'estremismo, tenendo conto anche di gesti, slogan, saluti e bandiere, in particolare di matrice nazionalsocialista.
Il dibattito odierno è stato acceso: alcune voci hanno criticato il fatto che s'intendano vietare solo i simboli nazisti. Una parte del plenum ha sostenuto invece che sia necessario rendere punibile l'uso di altre rappresentazioni di tipo estremista, come ad esempio simboli legati al comunismo, quale la falce e il martello, o che istighino all'odio. Una minoranza si è espressa invece contro qualsiasi divieto chiedendo di non dare seguito né alla mozione né alle altre due iniziative parlamentari.
La mozione prevede che il divieto venga in futuro esteso anche ad altri simboli razzisti ed estremisti che inneggiano alla violenza. La commissione del Nazionale ha dunque proposto alla camera un approccio graduale, ovvero procedendo a tappe in modo da consentire un'attuazione rapida del divieto di simboli chiaramente associabili al Terzo Reich.
Il consigliere federale Beat Jans ha invitato i deputati a nome del Consiglio federale ad accogliere la mozione. Il responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha dichiarato che l'introduzione di nuove misure sarà fattibile, ma non ha nascosto che formulare una nuova legge sarà comunque giuridicamente impegnativo. "In linea di principio, l'attuazione nel Codice penale sarebbe possibile. Tuttavia, il Consiglio federale sarebbe favorevole ad una legge speciale che preveda una multa disciplinare" ha detto Jans.
Una mozione simile venne proposta 20 anni fa (depositata nell'aprile del 2004) ma poi definitivamente stralciata nel 2011 su raccomandazione dell'esecutivo poiché il progetto, a suo avviso, non rispondeva a un'esigenza reale della società in quel momento. Inoltre, il Consiglio federale riteneva difficile stilare un elenco e catalogare i vari simboli razzisti. Tra le motivazioni di allora anche il fatto che solo alcuni simboli erano noti al pubblico, mentre altri lo erano solo per i simpatizzanti. Da allora, però, secondo la maggioranza del plenum, la situazione è drasticamente.
Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.06.2025
Non e dato seguito