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23.4007 · Mozione · 2023-09-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare la base legale per proteggere le persone fisiche e giuridiche in Svizzera contro gli effetti dell’applicazione di atti giuridici extraterritoriali emanati da un Paese terzo. Vanno applicate le condizioni generali seguenti: La protezione deve essere efficace contro qualsiasi sanzione e qualsiasi regime di embargo imposti da un Paese terzo che non servano a sanzionare una violazione dello Statuto delle Nazioni Unite, del diritto umanitario internazionale o dei diritti umani riconosciuti dal diritto pubblico internazionale. Le misure di protezione mirano a impedire il riconoscimento e l’applicazione di decisioni di tribunali e autorità amministrative stranieri, emesse in relazione a sanzioni e regimi di embargo di un Paese terzo. Le misure di protezione sono finalizzate a vietare a qualsiasi persona fisica o giuridica in Svizzera di conformarsi, per atto od omissione, alle esigenze o ai divieti fondati su tali sanzioni o regimi di embargo di un Paese terzo, o risultanti da misure che da questi derivano. Il divieto in causa riguarda soprattutto le aziende svizzere ritenute essenziali per il funzionamento della Svizzera («too big to fail»). Le misure di salvaguardia hanno lo scopo di permettere richieste d’indennizzo in favore di persone fisiche o giuridiche in Svizzera che abbiano subito un pregiudizio economico arrecato da un regime di sanzioni o di embargo di un Paese terzo; nei confronti del Paese terzo in causa come pure delle persone che si conformano, per atto od omissione, alle esigenze o ai divieti fondati sul regime di sanzioni o di embargo in questione o risultanti da misure che da questo derivano. Alcuni Stati, in particolare gli Stati Uniti, adottano regolarmente leggi, regolamenti e altri atti giuridici volti a regolamentare le attività di persone fisiche e giuridiche in Svizzera e le loro relazioni commerciali con persone fisiche e giuridiche di altri Stati. Si tratta di leggi, regolamenti e altri atti giuridici che, tramite la loro applicazione extraterritoriale, violano il diritto internazionale. Ostacolando le transazioni commerciali delle aziende svizzere con l’estero limitano illegalmente il campo d’attività di numerose persone in Svizzera.Per questa ragione, la Svizzera deve finalmente erigere un sistema di protezione efficace contro questi atti illegali.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si è già espresso dettagliatamente in merito alla questione degli effetti extraterritoriali delle sanzioni estere e alla possibilità di applicare un meccanismo di difesa per contrastarli, nei suoi pareri concernenti le mozioni 20.4252 Sommaruga Carlo e 21.3383 De la Reussille – quest’ultima era praticamente identica alla presente mozione –, in cui rilevava che delle misure indiscriminate non sarebbero applicabili e potrebbero compromettere le relazioni politiche ed economiche della Svizzera con importanti partner commerciali. Nel suo parere relativo alla mozione 21.3383, il Consiglio federale ricordava inoltre che l’applicazione di un regolamento di blocco delle sanzioni di Stati terzi obbligherebbe le aziende svizzere a scegliere tra l’adesione alle sanzioni di uno Stato terzo e il rispetto della legislazione svizzera. Quest’ultima opzione rappresenterebbe un grave rischio per le aziende del nostro Paese, perché in quel caso la probabilità che vengano colpite da misure penali o sanzioni di autorità straniere sarebbe elevata. Pertanto un regolamento di blocco non sarebbe nel loro interesse. Le esperienze maturate recentemente con l’applicazione delle sanzioni adottate in risposta all’aggressione militare della Russia nei confronti dell’Ucraina, mostrano quanto la loro efficacia sia una sfida di portata internazionale. In questo contesto la Svizzera dipende dalla cooperazione con i suoi partner internazionali, e viceversa. Un regolamento di blocco indebolirebbe la posizione della Svizzera nei confronti dei suoi principali partner. In effetti l’adozione, da parte del nostro Paese, di misure di protezione contro le sanzioni applicate dai partner suddetti, avrebbe certamente ripercussioni negative per la cooperazione internazionale e la reputazione della Svizzera. Da ultimo, il Consiglio federale rileva che nonostante il regolamento (CE) n. 2271/96 persegua teoricamente la protezione delle imprese europee dagli effetti delle normative che hanno effetti extraterritoriali, la sua applicazione non ha permesso di raggiungere l’obiettivo inizialmente prefissato. Stando a una consultazione pubblica dell’UE – condotta nel 2021 presso attori europei privati per raccogliere il loro parere riguardo a un’eventuale modifica del regolamento (CE) n. 2271/96 – questi ultimi ritengono che il regolamento, oltre a essere inadeguato ai fini della protezione delle aziende europee, produca più incertezza che opportunità. D’altra parte, occorre ricordare che il Consiglio federale punta sul dialogo con i nostri partner di lunga data per risolvere i problemi legati agli effetti extraterritoriali delle normative estere, in particolare mediante accordi internazionali. Il Consiglio federale rimane perciò dell’opinione che attualmente l’adozione delle disposizioni proposte dall’autore della mozione sia inappropriata.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.