23.4016 · Interpellanza · 2023-09-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
L’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale (OACI), che non è soggetta all’Accordo di Parigi, mira a una crescita sostenibile del sistema dell’aviazione civile mondiale e intende raggiungere la neutralità carbonica nel 2050, attraverso misure di efficienza energetica e lo sviluppo di carburanti sintetici per l’aviazione. L’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) ha elaborato il proprio piano d’azione tenendo conto di questa base. Al tempo stesso e con una ripartizione molto disomogenea, soltanto l’un per cento della popolazione mondiale accede regolarmente ai voli. Un recente studio del Politecnico federale di Losanna (PFL) (doi.org/10.3390/jrfm15110505), ampiamente riportato dai media, dimostra il grande divario tra intenzione e realtà. Sono tre le ragioni principali:
1) L’impatto sul clima è tre volte maggiore dell’impatto del solo CO2, a causa delle scie di condensazione e degli ossidi di azoto che non possono essere evitati con la sostituzione del cherosene.
2) I carburanti «sostenibili» sono spesso associati alla deforestazione. Stando allo studio, entro il 2050 potranno essere prodotti soltanto 12 milioni di tonnellate (a fronte dei 341 impiegati nel 2019) di biocarburanti senza pregiudicare gli altri usi e la biodiversità.
3) Da qui al 2050 l’efficienza energetica operativa può aumentare del 30 per cento al massimo. Questo significa che, senza una riduzione significativa del numero dei voli, il settore non potrà raggiungere i suoi obiettivi. I ricercatori propongono la creazione di un mercato dei diritti di volo, con un tetto massimo per il numero di voli annui e una borsa dei diritti di volo.
In tale contesto, il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:
1) Tenuto conto del presumibile fallimento della strategia mondiale dell’OACI, l’Esecutivo sta prendendo in considerazione misure supplementari per raggiungere i propri obiettivi e, in caso affermativo, quali?
2) In relazione a tale settore, come intende raggiungere, entro il 2050, gli obiettivi della neutralità climatica sanciti dalla legge sul clima, accolta lo scorso 18 giugno dal Popolo svizzero?
3) Ha preso atto dello studio summenzionato?
4) Condivide le sue conclusioni sull’inadeguatezza delle misure attualmente previste e sulla necessità di misure volte alla sufficienza energetica?
5) Ritiene di poter assumere un ruolo attivo presso l’OACI al fine di creare un fondo per finanziare progetti di alta qualità volti all’abbandono del carbonio fossile?
6) Con una riduzione del numero dei voli, come si assicura che tutti coloro che necessitano dell’aviazione possano accedervi?
Stellungnahme des Bundesrates
L’obiettivo delle emissioni nette di CO2 pari a zero entro il 2050 è iscritto nella legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli) e, secondo l’articolo 3 capoverso 6, include anche il traffico aereo internazionale. 1/2) Il Consiglio federale sostiene la strategia dell’Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (OACI) per raggiungere tale obiettivo, che si basa su uno studio condotto da oltre 600 esperti. Il potenziale dei carburanti per l'aviazione rinnovabili (Sustainable Aviation Fuels, SAF) nel 2050 è stimato fino a 400 milioni di tonnellate all'anno. La produzione di tali carburanti deve rispettare rigorosi criteri ambientali e di sostenibilità. Coordinandosi strettamente con l'UE, il Consiglio federale punta sui SAF come principale misura per la riduzione delle emissioni nel trasporto aereo. I SAF riducono le emissioni di CO2 fossile e anche gli effetti non-CO2. Il rapporto in adempimento del postulato 21.3973 «Traffico aereo neutro in termini di emissioni di CO2 entro il 2050», che sarà presumibilmente disponibile nella primavera del 2024, conterrà una panoramica delle misure finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo climatico nel trasporto aereo conformemente alla LOCli. 3) Il Consiglio federale è a conoscenza dello studio citato. 4) Sempre nello studio summenzionato, si esamina la possibilità di una riduzione, sotto il controllo statale,del traffico aereo internazionale mediante un tetto al numero di voli. Il Consiglio federale ritiene che ciò sia incompatibile con la Convenzione sull'aviazione civile internazionale e in particolare con gli accordi bilaterali sul trasporto aereo stipulati con oltre 150 Stati. Di conseguenza, il Consiglio federale non condivide queste conclusioni. 5) La Svizzera svolge un ruolo attivo nelle deliberazioni dell'OACI sul clima e si batte per obiettivi in linea con la politica climatica svizzera. L'istituzione di un fondo per finanziare misure climatiche nel trasporto aereo non è al momento molto realistica, perché numerosi Stati vi si oppongono. 6) La Confederazione non prevede un contingentamento del numero di voli. In Svizzera, l'accesso al mercato del trasporto aereo è aperto a tutti e lo dovrà restare anche in futuro.