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23.4025 · Mozione · 2023-09-20

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un disegno di legge affinché i condannati oggetto di un’espulsione giudiziaria e le persone incarcerate in vista del rinvio coatto scontino la pena in uno Stato terzo, dal quale saranno successivamente espulsi nel loro Paese d’origine.

Begründung

Ispirandosi al modello danese, vanno create possibilità di detenzione in uno Stato terzo, ad esempio il Kosovo, affinché i condannati oggetto di un’espulsione giudiziaria possano scontarvi la pena ed essere successivamente espulsi nel loro Paese d’origine. Ciò permette di sgravare le strutture svizzere dalle persone che devono ad ogni modo lasciare la Svizzera e di inviare un segnale deterrente. Occorre negoziare un pertinente accordo con uno Stato terzo.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Nel 2015 l’Ufficio federale di giustizia ha commissionato un parere giuridico sull’esecuzione di sentenze penali svizzere in penitenziari esteri (www.bj.admin.ch > Sicurezza > Sezione Esecuzione delle pene e delle misure > Pubblicazioni).L’autore della perizia giunge alla conclusione seguente: l’esecuzione di pene in uno Stato terzo è in linea di principio incompatibile con i diritti fondamentali dei detenuti garantiti dalla Costituzione federale e dalle convenzioni internazionali dei diritti dell’uomo. Il legislatore non può dunque introdurre la possibilità di eseguire le pene in Stati terzi creando le basi legali necessarie. Sono fatti salvi i casi in cui l’esecuzione in uno Stato terzo promette, in via eccezionale, un migliore reinserimento sociale e quindi è nell’interesse del condannato; il condannato deve tuttavia acconsentire all’esecuzione della pena in uno Stato terzo. In questi casi è necessaria la conclusione di un trattato internazionale sottoposto a referendum.Questo reinserimento sociale non è garantito se la pena è eseguita in un dato penitenziario in un qualsiasi Paese diverso dalla Svizzera. I Cantoni e altre organizzazioni sostengono invece, con vari progetti, il ritorno di detenuti stranieri nel loro Paese d’origine, al fine di aumentare la loro motivazione a partire e promuovere il loro reinserimento sociale. In determinati casi tali iniziative consentono una liberazione condizionale, che permette di allontanare più rapidamente dalla Svizzera gli interessati. I dati tratti dal monitoraggio del sistema penitenziario, condotto dal Centro svizzero di competenze in materia d’esecuzione di sanzioni penali, non evidenziano inoltre una necessità generale di sgravare le strutture detentive. A luglio 2023 il tasso di affollamento degli stabilimenti penitenziari ammontava all’89 per cento (nel 2022 si situava tra l’85 e l’89 %).La carcerazione in vista di rinvio coatto secondo l’articolo 76 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) è disposta dai Cantoni allo scopo di garantire l’esecuzione dell’allontanamento o dell’espulsione. Le persone tenute a partire sono spesso sottoposte a un accertamento della cittadinanza o dell’identità da parte della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) necessario per ottenere un documento di viaggio valido per il ritorno nel Paese d’origine. A tal fine occorrono anche colloqui, visite presso le rappresentanze del Paese d’origine in Svizzera o audizioni centralizzate svolte presso la SEM da delegazioni estere. Sarebbe pertanto inopportuno che le persone da allontanare o espellere fossero incarcerate in uno Stato terzo durante la fase di identificazione e ottenimento dei documenti.Infine, i lavori preparatori, la negoziazione di un trattato nonché il controllo della struttura penitenziaria estera compresa la collaborazione con le autorità d’esecuzione sarebbero estremamente onerosi e quindi sproporzionati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.