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23.4095 · Interpellanza · 2023-09-27

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Gli amanti del lupo e l'UFAM si accaniscono da mesi sui contadini, affinché proteggano meglio il bestiame. Sono stati posati chilometri di nuove recinzioni, organizzati cani da protezione delle greggi e provate molte altre misure di protezione. L'esperimento con i collari a feromoni è stato praticamente un autogol e ha causato persino un massacro. In generale, si può dire che la situazione sulla protezione del bestiame stia sfuggendo di mano. Non tanto ai contadini, quanto agli Uffici. Infatti, il 31 maggio 2023 tutti i fondi stanziati dalla Confederazione per la protezione del bestiame erano esauriti e ora i contadini si trovano di fronte ingenti fatture da saldare. Le richieste di sostegno, così come era stato promesso dalla Confederazione, sono state rispedite ai mittenti. Per quanto concerne i cani da protezione delle greggi, la situazione non è più rosea: la Confederazione ammette solo determinate razze, di cui è però disponibile un numero insufficiente di esemplari. Non sarà una gran bella notizia per i pastori che stanno allevando altre razze di cani che, seppur adatte, non sono ammesse dalla Confederazione. Ciò solleva alcuni quesiti:

1. La Confederazione stabilisce quali razze sono ammesse come cani da protezione delle greggi. Al momento, quali sono i tempi di attesa per ricevere un cane da protezione?

2. Per quale motivo la Confederazione non include altre razze adatte, ad esempio previo il superamento di una prova di idoneità?

3. Che cosa sta facendo la Confederazione per garantire un numero sufficiente di cani pronti all'impiego, affinché i contadini possano attuare la protezione del bestiame da lei stessa richiesta?

4. Esistono svantaggi per i contadini nel caso in cui i Cantoni accettino altri cani da protezione del bestiame (razze)? In caso affermativo, quali?

5. Il Consiglio federale ritiene giusto esigere una maggiore protezione del bestiame, pur sapendo che non sono disponibili cani da protezione del bestiame a sufficienza e ostinandosi a mantenere le sue vecchie regole?

6. Quante domande di indennità per la protezione del bestiame sono al momento pendenti? A quanto ammonta la somma delle richieste non ancora evase?

7. Che cosa sta facendo il Consiglio federale per evitare che i contadini che hanno attuato le sue richieste di una maggiore protezione del bestiame si trovino di fronte ingenti fatture da saldare?

8. Il Consiglio federale prevede per i prossimi anni un aumento dei fondi a favore della protezione del bestiame, affinché non si ripeta il tragico epilogo del 2023?

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 3. La Confederazione offre agli agricoltori, a un prezzo fisso, cani da protezione delle greggi formati e testati nel quadro del programma nazionale per la protezione del bestiame (cfr. UFAM, «Aiuto all'esecuzione concernente la protezione del bestiame», parte II, «Allevamento, formazione, detenzione e impiego di cani da protezione delle greggi ufficiali»). Un cane da protezione delle greggi è in grado di fornire una protezione efficace solo a partire dai 15 mesi d'età; la verifica di idoneità all'impiego può pertanto essere eseguita solo a partire da quest'età. Per i nuovi detentori di cani, il termine per l'ottenimento di un cane è quindi di almeno 15 mesi. I detentori di cani esperti possono anche formare i cani autonomamente e farli testare.

2. e 4. Il programma nazionale di protezione del bestiame si basa su due razze europee di cane da protezione delle greggi. I Cantoni hanno già la possibilità di riconoscere, sotto la loro responsabilità, altre razze di cani da protezione delle greggi. Per beneficiare dei contributi federali, i cani da protezione delle greggi devono superare la verifica di idoneità all'impiego della Confederazione. Nel quadro della prevista revisione dell'ordinanza sulla caccia (OCP; RS 922.01), il DATEC verificherà la possibilità di estendere detta verifica a cani di altre razze.

5. Nel quadro dell'obbligo generale di custodia, gli agricoltori sono responsabili della protezione dei loro animali (art. 5 ordinanza sulla protezione degli animali; OPAn; RS 455.1). La Confederazione richiede la protezione del bestiame solo come requisito per l'abbattimento di grandi predatori responsabili di danni.

6., 7. e 8. La Confederazione sostiene la protezione del bestiame mediante aiuti finanziari. Si tratta, da un lato, di contributi concessi dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) per le misure per la protezione del bestiame (p. es. materiale di recinzione, cani da protezione delle greggi, pianificazioni regionali degli alpeggi) e, dall'altro, di pagamenti diretti che l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) effettuerà a partire dal 2024 per coprire le spese per il personale ai fini dell'attuazione della protezione del bestiame. Nel 2023 il Parlamento ha stanziato ulteriori 4 milioni di franchi per «altre misure adottate dai Cantoni» per la protezione del bestiame (art. 10ter cpv. 1 lett. d OCP). Questi fondi sono esauriti. Al momento non è quindi possibile entrare nel merito di ulteriori domande da parte dei Cantoni, pari a circa 3 milioni di franchi. L'UFAG prevede di stanziare, a partire dal 2024, fondi supplementari per circa 4 milioni di franchi per l'attuazione di misure di protezione del bestiame sugli alpeggi. Il Consiglio federale deciderà al riguardo nel novembre 2023.