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23.4097 · Mozione · 2023-09-27

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare e successivamente di proporre un progetto di legge federale (legge quadro) che fisserà il quadro normativo nel diritto svizzero (densità normativa sufficiente, vertice della piramide delle norme) per la finanza sostenibile, in particolare per quanto riguarda la classificazione dei servizi e dei prodotti finanziari (ad es. verdi e marroni) e la lotta al «greenwashing». L’obiettivo di una simile legge sarebbe quello di garantire che la piazza finanziaria svizzera rimanga competitiva. L’iniziativa deriva quindi dall’intenzione di sostenere l’attività economica, i posti di lavoro e le competenze in Svizzera. A tal fine, la Svizzera deve recuperare il ritardo accumulato su queste tematiche, in particolare rispetto al diritto dell’UE (tassonomia; «Sustainable Finance Disclosure Regulation», SFDR), in linea con i pertinenti rapporti e i pareri del Consiglio federale degli ultimi anni. Siamo consapevoli che le definizioni summenzionate debbano essere precisate grazie all’intervento degli operatori del settore finanziario.

Begründung

Il settore finanziario, che consente l’attivismo degli azionisti (ad es. le casse pensioni o i gestori istituzionali di patrimoni che detengono consistenti partecipazioni in imprese) e che controlla o promuove gli investimenti a favore di settori e imprese meno inquinanti, può svolgere un ruolo chiave nel contrastare più efficacemente gli abusi summenzionati. In quanto piazza finanziaria di prim’ordine, la Svizzera deve mantenere e migliorare costantemente le proprie condizioni quadro e rimanere competitiva.La FINMA ritiene che manchi una base giuridica sufficiente per classificare i servizi e i prodotti da una prospettiva sostenibile e per combattere il «greenwashing».Ogni caso di greenwashing mina la credibilità dell’intero settore finanziario.La legge federale in materia di finanza sostenibile, legge quadro «lex ESG», dovrebbe in particolare:definire cosa si intende per investimenti sostenibili e per quali motivi, e fissare condizioni quadro, in particolare sulla base di principi che si rifanno agli «Swiss climate scores»);erigere a principio l’eurocompatibilità, ovvero il presupposto che i fornitori di servizi finanziari che sono in linea con il diritto europeo lo siano anche con il diritto svizzero, si veda l’autoregolamentazione dell’Associazione svizzera dei banchieri e dell’Asset Management Association Switzerland, che già prevedono tali equivalenze;definire chiaramente il greenwashing e le misure da adottare per porvi rimedio.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il 18 giugno 2023 i cittadini svizzeri hanno accolto la legge sul clima e sull’innovazione (verosimilmente entrerà in vigore l’1.1.2025), secondo cui la Confederazione deve provvedere affinché la piazza finanziaria svizzera contribuisca in modo efficace a uno sviluppo a basse emissioni e resiliente ai cambiamenti climatici (art. 9). Anche il Consiglio federale ritiene che il settore finanziario svolga un ruolo importante nella transizione verso un’economia duratura. Infatti è quanto ha precisato nel rapporto del 16 dicembre 2022 sulla finanza sostenibile e nella sua Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 (SSS 2030) per attuare l’Agenda 2030 che comprende i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Un settore finanziario sostenibile rappresenta anche un fattore di competitività decisivo nel quadro della crescita sostenibile. Inoltre, il 16 dicembre 2022 il Consiglio federale ha pubblicato la sua posizione in materia di prevenzione del greenwashing nel settore finanziario e ha incaricato un gruppo di lavoro condotto dal Dipartimento federale delle finanze (DFF) di esaminare come attuarla al meglio. Nella posizione summenzionata, il Consiglio federale definisce i principi che ritiene necessari al fine di prevenire il greenwashing. Di conseguenza, un prodotto o un servizio finanziario presentato come sostenibile dovrebbe, oltre ai suoi obiettivi finanziari, essere conciliabile con uno o più obiettivi di sostenibilità specifici o contribuire alla realizzazione di uno o più obiettivi di sostenibilità specifici. Nel quadro dell’elaborazione delle nuove disposizioni dovrà essere tematizzata la problematica della coerenza tra i diversi obiettivi di sostenibilità. Questo perché in determinate circostanze un investimento in un settore può essere sostenibile, mentre non lo è per un altro settore. Il Consiglio federale riconosce espressamente in tale contesto l’importanza di un approccio caratterizzato da un azionariato attivo credibile. Tuttavia, in particolare per quanto riguarda l’ambito climatico, l’Esecutivo ritiene che non sia opportuno istituire una rigida classificazione dei prodotti e dei servizi «verdi», soprattutto se si tiene conto dell’importanza di finanziare una transizione verso un’economia più verde.Il 25 ottobre 2023 il DFF ha informato il Consiglio federale che elaborerà un progetto di regolamentazione volto ad attuare la posizione di quest’ultimo al riguardo e ha pubblicato un relativo comunicato stampa. Il progetto di regolamentazione sarà basato sui principi, proporrà modifiche alle ordinanze pertinenti e permetterà un’attuazione con costi limitati. Il relativo campo d’applicazione concernerà prodotti e servizi finanziari svizzeri. Una regolamentazione di questo tipo deve poter essere compatibile e interoperabile con le disposizioni estere, in particolare con quelle dell’Unione europea, e deve poter essere completata da norme di autodisciplina del settore. Il progetto terrà in considerazione le evoluzioni a livello nazionale (ad es. in riferimento agli Swiss Climate Scores) e internazionale. Qualora il settore finanziario dovesse presentare una regolamentazione di autodisciplina che attui efficacemente la posizione dell'Esecutivo, il DFF rinuncerà a ulteriori lavori normativi. Il Consiglio federale non ravvisa la necessità di elaborare una nuova legge specifica, in seguito all’aumento dell’importanza dei fattori non finanziari nelle decisioni sugli investimenti finanziari. Ad oggi, il quadro giuridico svizzero prevede già un grande margine di manovra e permette di apportare gli adeguamenti necessari a livello delle ordinanze pertinenti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.