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23.4117 · Interpellanza · 2023-09-27

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Per i Comuni e i Cantoni strutturalmente più poveri, l’imposizione secondo il dispendio rappresenta uno strumento per procurarsi un vantaggio nell’ambito della concorrenza fiscale internazionale. I Comuni che la applicano assicurano così per la regione entrate fiscali d’importanza vitale, peraltro stabili in tempi di crisi. Non solo: essi generano un valore aggiunto durevole e costituiscono quindi un fattore economico importante.
Mentre l’OCSE continua a fare pressione sulla concorrenza globale nell’imposizione delle imprese, l’imposizione secondo il dispendio rimane uno strumento internazionalmente accettato. Negli ultimi anni alcuni Paesi europei, soprattutto quelli strutturalmente più deboli, hanno addirittura esteso questo tipo di imposizione al fine di attirare contribuenti facoltosi. In particolare, l’Italia, il Portogallo e la Grecia stanno superando Paesi come la Francia e la Svizzera.
Sebbene l’imposizione secondo il dispendio abbia una lunga tradizione nel nostro Paese, attualmente non è granché apprezzata. Le modifiche delle leggi nazionali entrate in vigore nel 2016 e nel 2021 non hanno reso un buon servizio ai Comuni di montagna e ai rispettivi Cantoni. Infatti da allora c’è stato un incremento delle entrate fiscali. Tuttavia, l’inasprimento delle norme fiscali, applicato dal gennaio del 2021 anche agli stranieri residenti, ha fatto sì che un numero considerevole di persone tassate secondo il dispendio lasciasse la Svizzera (cfr. l’articolo «Wo sind die reichen Ausländer hin» apparso il 7 luglio 2022 sulla rivista Beobachter).
Questo riduce l’attrattiva della piazza economica e non fa sperare nulla di buono per il futuro. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:1. Qual è il valore aggiunto generato tuttora in Svizzera dalle persone tassate secondo il dispendio (in termini di immobili, consumi, posti di lavoro)?
2. Questo come si ripercuote sull’attrattiva della piazza fiscale svizzera?
3. Come è cambiata la concorrenza tra piazze a livello europeo nell’ambito dell’imposizione secondo il dispendio?
4. Qual è la situazione della Svizzera in questo confronto internazionale?
5. Cosa fa il nostro Paese per conservare la sua attrattiva?

Stellungnahme des Bundesrates

Come già sottolineato dal Consiglio federale nella risposta alla domanda 23.7635, la Confederazione non dispone di informazioni da parte dei Cantoni su eventuali cambi di domicilio all’estero di persone tassate secondo il dispendio. In ogni caso, una diminuzione del numero di persone tassate secondo il dispendio non significa necessariamente che queste persone abbiano lasciato la Svizzera. Nell’articolo summenzionato del 7 luglio 2022, le autorità vallesane hanno affermato che circa due terzi delle persone precedentemente tassate secondo il dispendio sono passate all’imposizione ordinaria e sono tuttora residenti in Vallese.

  1. Attualmente non si dispone di analisi aggiornate che quantifichino il valore aggiunto generato in Svizzera dalle persone tassate secondo il dispendio. L’indagine più recente è stata effettuata dall’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) e risale al 2010. Analizzando l’importanza economica dell’imposizione secondo il dispendio, l’AFC si è espressa in merito alla creazione di valore aggiunto che ne derivava («Die Besteuerung nach dem Aufwand aus ökonomischer Sicht», https://www.estv.admin.ch/dam/estv/de/dokumente/estv/steuerpolitik/berichte/2010/besteuerung-nach-aufwand-aus-oekonomischer-sicht.pdf.download.pdf/2010_Besteuerung_Aufwand.pdf).

  2. Ammettendo che si possa quantificare il valore aggiunto generato dalle persone tassate secondo il dispendio, non si potrebbe evincere con chiarezza le implicazioni di questo dato per l’attrattiva della piazza fiscale svizzera. È pertanto opportuno affrontare la questione dell’attrattiva rispondendo alle domande 3 e 4.

  3. Una forma analoga all’imposizione secondo il dispendio è ad esempio quella britannica della «Taxation on Remittance Basis» o «Resident but not domiciled (res non dom)». Nel 2017 il Regno Unito ha introdotto un limite temporale, per cui i contribuenti che beneficiano del regime fiscale «res non dom» devono passare all’imposizione ordinaria dopo aver soggiornato nel Paese per almeno 15 anni negli ultimi 20 anni. Secondo uno studio eseguito dagli economisti Advani, Burgherr e Summers (IZA DP 16432, 2023), solo pochi contribuenti hanno lasciato il Paese a causa dell’aliquota d’imposta più elevata. Presentano regimi fiscali simili il Portogallo (limite di 10 anni), la Grecia e, dal 2017, l’Italia, per citare soltanto alcuni esempi. Non esistono raccolte di dati esaustive a livello internazionale.

  4. A differenza dell’imposizione secondo il dispendio praticata in Svizzera, nei regimi analoghi del Regno Unito o dell’Italia la nazionalità non è un criterio di esclusione. A determinate condizioni anche i cittadini britannici e italiani possono infatti essere tassati in base al dispendio. Al contrario della Svizzera, i regimi fiscali del Regno Unito e dell’Italia consentono generalmente di esercitare un’attività lucrativa sul proprio territorio. In entrambi i Paesi questi redditi sono tassati integralmente. Non si è a conoscenza di analisi comparative sulla situazione nei tre Paesi summenzionati. Sulla base dei dati disponibili non si può dunque stabilire quanto sia attrattiva la Svizzera nel confronto con il Regno Unito e l’Italia.

  5. Il Consiglio federale considera che il quadro normativo risultante dalle ultime revisioni della legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni e della legge federale sull’imposta federale diretta sia appropriato e non ravvisa alcuna necessità di intervento (cfr. anche l’interpellanza 23.4055).