23.4246 · Mozione · 2023-09-28
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di:
1. designare l’Afghanistan come Paese sicuro per gli Afghani di sesso maschile;
2. negoziare con l’Austria un accordo di riammissione per la migrazione secondaria;
3. puntare al trasferimento anche in procedura «fast track» dei migranti afghani di sesso maschile in situazione irregolare;
4. negoziare un accordo / partenariato in materia di migrazione con l’Afghanistan.
Begründung
La Svizzera deve da tempo far fronte a un numero di migranti in forte aumento. Il 2022 è stato segnato da un’ondata di rifugiati cui il nostro Paese non assisteva da decenni. Quasi 25 000 persone hanno chiesto asilo, alle quali si sono aggiunti circa 75 000 rifugiati provenienti dall’Ucraina. L’agosto scorso sono state di nuovo presentate 3000 domande d’asilo, con un aumento di circa il 40 per cento rispetto al mese precedente.
In questo contesto sorprende che la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) abbia appena modificato la sua prassi accordando in linea di massima l’asilo e un permesso B alle Afghane, incluso il ricongiungimento familiare immediato. La decisione SEM è discutibile già solo per il fatto che questo ampio cambio di prassi è stato deciso senza coinvolgere in alcun modo il Legislativo, non consultando nemmeno le competenti commissioni parlamentari.
Dalla presa di potere dei talebani la situazione delle donne e delle ragazze in Afghanistan è effettivamente molto peggiorata. L’accoglienza agevolata delle rifugiate provenienti da questo Paese è pertanto comprensibile. Per contro, occorre anche constatare che la situazione degli Afghani di sesso maschile non è generalmente insostenibile. Le persone la cui vita e integrità fisica sono minacciate devono ottenere protezione, ma solo dopo un esame individuale. L’Afghanistan – pur sempre uno Stato con 40 milioni di abitanti – deve pertanto essere designato come Paese sicuro per i cittadini di sesso maschile.
Una politica credibile in materia d’asilo esige l’esecuzione coerente della legislazione in vigore per non pregiudicare l’accettazione del sistema d’asilo nel suo insieme. Con la nuova prassi la SEM rischia di provocare un effetto di attrazione. La Svizzera diventerebbe il Paese di destinazione preferito in Europa.
In questo contesto occorre inoltre affrontare anche il problema della migrazione secondaria: la migrazione secondaria irregolare comporta un notevole potenziale di abuso e grava sul nostro sistema d’asilo. Di conseguenza, a lungo termine la Svizzera non potrà preservare la sua tradizione umanitaria se oberata da tali casi. Si tratta in particolare della migrazione di Afghani dall’Austria in Svizzera. Se per una decisione positiva d’asilo sono determinanti soltanto il sesso e il Paese di origine, in linea di massima si dovrebbe accordare l’asilo a tutte le Afghane provenienti da Paesi terzi sicuri, quindi in particolare dagli Stati UE, ma anche dalla Turchia. Comunque, per la Svizzera è attualmente l’Austria a essere al centro dell’attenzione. È pertanto importante e prioritario negoziare con questo Paese un accordo di riammissione per la migrazione secondaria.
Infine il Consiglio federale è invitato a negoziare, come obiettivo a lungo termine, un accordo o un partenariato in materia di migrazione con l’Afghanistan.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
1. Anche se sotto il profilo della sicurezza la situazione generale è migliorata dopo il ritiro delle truppe estere, l’Afghanistan non soddisfa i requisiti di un Paese sicuro secondo il diritto svizzero in materia d’asilo (art. 2 cpv. 1 dell’ordinanza 1 sull’asilo; RS 142.311), in particolare sul piano della governanza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani.2. La Svizzera applica già l’accordo di riammissione con l’Austria e il Principato del Liechtenstein (RS 0.142.111.639), in vigore dal 1° gennaio 2001. Come indicato dal Consiglio federale nel suo parere relativo alla mozione 22.4186 Romano «Un accordo di riammissione semplificata in ambito migratorio tra Svizzera e Austria» e nelle risposte alla domanda 22.7666 Friedli «Wie ist der Stand der Verhandlungen über ein neues Rücknahmeabkommen mit Österreich?» e all’interpellanza 22.3423 Friedli «Fermare l'ondata di immigrazione illegale nella Valle sangallese del Reno», da anni la Svizzera auspica integrare questo accordo con una procedura semplificata di riconsegna. L’Austria si oppone, in particolare per motivi legali, a questa modifica, che a suo avviso violerebbe la direttiva europea sul rimpatrio. L’Austria rinvia inoltre alla forte pressione cui è sottoposto il suo sistema d’asilo (2021: 39 930 domande d’asilo, 2022: 112 272 domande d’asilo, gennaio-agosto 2023: 35 449 domande d’asilo). In considerazione dei movimenti migratori, un adeguamento dell’accordo è attualmente soprattutto nell’interesse della Svizzera. Si può pertanto partire dal principio che l’Austria non voglia modificarlo, oltre che per motivi giuridici, anche a causa dei divergenti interessi dei due Paesi.3. La Svizzera esegue gli allontanamenti nel quadro di Dublino il più rapidamente possibile, in maniera rigorosa ed entro i termini previsti. 3036 decisioni di allontanamento sono state emanate nel quadro delle procedure Dublino e di riammissione nei confronti di cittadini afghani tra il 2022 (1708) e fine agosto 2023 (1328). L’11 agosto 2021 la SEM ha sospeso fino a nuovo ordine l’esecuzione degli allontanamenti verso l’Afghanistan a causa della situazione attuale. Sono eccettuate le persone che hanno commesso reati gravi o che rappresentano una minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera. Questi pochi casi sono attualmente pendenti (dinanzi al Tribunale amministrativo federale). 4. Nel 2006 la Svizzera ha concluso con l’Afghanistan e l’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati un accordo tripartito nel settore del ritorno (RS 0.142.393), in vigore dal 2006.Il Consiglio federale rimanda inoltre alla sua risposta a vari interventi parlamentari riguardanti il cambio di prassi relativo all’Afghanistan (cfr. 23.4014 Ip. Würth «Situazione d’asilo Afghanistan», 23.4146 Ip. Aeschi «Cambio di prassi della SEM: quali conseguenze implica per la Svizzera l’accoglienza generalizzata delle donne afghane?», 23.4147 Ip. Aeschi «Davvero l’Afghanistan non è un Paese sicuro?»).Le richieste 2 e 4 della mozione sono già attuate, la richiesta 3 in parte. Per contro, l’Afghanistan non può al momento essere designato come Paese sicuro secondo il diritto svizzero in materia d’asilo. Il Consiglio federale propone pertanto di respingere la mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.