Coerenza della politica svizzera. Creare una base giuridica per trattare le sanzioni tematiche dell'UE
23.4278 · Mozione · 2023-09-29
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi giuridiche affinché la Svizzera adotti in linea di massima le sanzioni dell’UE contro individui o organizzazioni, ma possa evitare di farlo in casi eccezionali, qualora gli interessi di politica estera non depongano a favore.
Begründung
La legge sugli embarghi (legge federale sull’applicazione di sanzioni internazionali), entrata in vigore più di 20 anni fa, è stata emanata con l’obiettivo di sanzionare le violazioni del diritto internazionale da parte dei soggetti classici del diritto internazionale, ossia gli Stati. Nel frattempo, però, ci sono stati diversi cambiamenti nell’ambito dei regimi sanzionatori internazionali: per fortuna, oggi in genere non vengono più sanzionati in primis gli Stati in quanto tali, perché le misure coercitive di questo tipo sono spesso controproducenti e danneggiano più la popolazione civile che il rispettivo governo. Si preferiscono sempre più spesso le cosiddette sanzioni mirate («targeted») o «smart», ossia misure coercitive rivolte a singoli individui o organizzazioni anziché a Stati. Il diritto svizzero ha attuato questo cambiamento di paradigma nella pratica, ma non a livello legislativo, il che è contrario al principio di legalità e al divieto di arbitrarietà. Il Consiglio federale è quindi incaricato di creare le basi giuridiche per correggere questa situazione attraverso una modifica della legge sugli embarghi o con un’altra base giuridica. Un adeguamento del diritto svizzero è indicato per ragioni non solo formali, ma anche materiali. Attualmente sono la SECO e/o il Consiglio federale a decidere caso per caso se adottare o meno le sanzioni dell’UE senza che vi siano di fatto le basi giuridiche per decidere. Rientra tuttavia nell’interesse della politica estera della Svizzera, e in particolare della sua politica europea, adottare sostanzialmente le sanzioni dell’UE contro persone o organizzazioni, in quanto ciò rafforza la certezza del diritto, garantisce una politica estera coerente ed evita incomprensioni da parte dei partner europei. Tuttavia, se gli interessi di politica estera dovessero richiederlo, in casi eccezionali il Consiglio federale può continuare ad astenersi dall’adozione di sanzioni dell’UE.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Anche se quando fu emanata la legge sugli embarghi (LEmb, RS 946.231) la maggior parte delle misure era diretta contro gli Stati in quanto tali (p. es. restrizioni all’esportazione di determinate merci), l’introduzione di sanzioni mirate contro persone, imprese o organizzazioni designate nominalmente era già stata presa in considerazione (cfr. messaggio concernente la legge federale sull’applicazione di sanzioni internazionali del 20 dicembre 2000, FF 2001 1247). Le sanzioni finanziarie e di viaggio mirate non sono quindi affatto una novità estranea alla LEmb. Per quanto riguarda questi due tipi di sanzioni (vale a dire la maggior parte dei regimi sanzionatori dell’UE), la legge sugli embarghi consente già l’adozione di misure e l’iscrizione in appositi elenchi di persone fisiche, imprese o organizzazioni di un dato Paese responsabili della situazione per la quale vengono imposte le sanzioni.Per quanto riguarda le sanzioni tematiche dell’UE in materia di armi chimiche, cibernetica e diritti umani, il 9 dicembre 2022 il Consiglio federale ha stabilito che in futuro deciderà caso per caso se riprendere o meno i singoli elenchi. In questo modo ha voluto mantenere aperta la possibilità di prendere in considerazione in modo selettivo e mirato casi molto specifici non coperti dalla prassi attuale. Inoltre, nell’ambito di ulteriori accertamenti sulle modalità giuridiche e tecniche per la ripresa di singoli elenchi, verrà esaminata anche la revisione della legge sugli embarghi. Va sottolineato che la decisione di aderire alle sanzioni dell’UE si basa su diversi criteri di politica estera e di politica economica esterna, oltre che di natura legale. Questa ponderazione è nell’interesse della Svizzera, perché permette di tenere conto di circostanze particolari. La proposta dell’autore della mozione, invece, limiterebbe inutilmente il margine di manovra del Consiglio federale in politica estera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.