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23.4352 · Interpellanza urgente · 2023-12-04

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

La Svizzera attraversa una crisi migratoria di ampie dimensioni. L’anno scorso sono state constatate oltre 52 000 entrate illegali. Quest’anno ancora si registrano cifre mensili record. Anche se a più riprese è stato chiesto di intensificare i controlli alle frontiere, il Consiglio federale si è sistematicamente opposto. In ottobre, la Germania ha istituito controlli fissi alla frontiera elvetica pur essendo confrontata a un numero di entrate illegali proporzionalmente ben inferiore a quello registrato in Svizzera. Questi controlli sono risultati efficaci e sono stati pertanto prolungati. Il governo tedesco spiega in particolare che questa prassi richiede un investimento burocratico «incomparabilmente più ridotto». Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:In risposta alla domanda 23.7622, il Consiglio federale ha affermato che non era giuridicamente possibile ripristinare controlli sistematici alle frontiere interne dello spazio Schengen. Continua a condividere questa valutazione? Quali sono le condizioni dei controlli non sistematici, effettuati in determinati punti di passaggio su determinate categorie di veicoli e persone?Il metodo tedesco ha dato buoni risultati e le entrate illegali risultano dimezzate. Il Consiglio federale prevede di attuare una politica simile presso determinate frontiere svizzere? In caso affermativo, quando e in che modo? In caso negativo, perché?Se il Consiglio federale non ritiene necessario introdurre provvedimenti simili, ha protestato contro la decisione tedesca? Quali passi e comunicazioni ha intrapreso per indurre la Germania a porre fine alla sua prassi nei confronti della Svizzera? Nella risposta alla domanda 23.4070, il Consiglio federale ha affermato che il ripristino dei controlli alle frontiere interne influisce soltanto in misura minima sulla migrazione secondaria irregolare. Qual è la sua posizione dinanzi all’importante diminuzione dell’immigrazione irregolare conseguente ai controlli effettuati dalla Germania?Il Consiglio federale ha constatato una diminuzione del transito di clandestini a destinazione della Germania da ottobre e una maggiore permanenza di queste persone in Svizzera? Indipendentemente dalle osservazioni, quali ripercussioni prevede avrà la prassi tedesca e quali passi ha intrapreso e intraprenderà di conseguenza?

Stellungnahme des Bundesrates

1.–3. Contrariamente agli Stati membri dell’Unione europea, la Svizzera ha la possibilità di eseguire controlli doganali. Nel quadro del suo mandato, l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) è già presente alla frontiera ed esegue i suoi controlli in funzione della situazione e dei rischi. Inoltre, secondo le disposizioni del codice frontiere Schengen, in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna è possibile ripristinare i controlli alle frontiere interne, lungo tutto il confine o solo per determinati tratti. Questo è tuttavia possibile soltanto temporaneamente. Lo Stato membro che ricorre a tale misura deve assicurarsi che essa permetta di rispondere in maniera adeguata e proporzionata alla minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza interna. Il ripristino dei controlli deve costituire l’ultima ratio. Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera non si trovi attualmente in una situazione giustificante il ripristino di controlli alle frontiere interne. 4. La decisione di ripristinare i controlli alle frontiere interne compete ai singoli Stati membri. Dopo che la Germania ha annunciato la reintroduzione dei controlli nei confronti della Polonia, della Repubblica ceca e della Svizzera, il Dipartimento federale di giustizia e polizia è stato a più riprese in contatto con la Ministra tedesca dell’interno, chiedendo di abrogare i controlli e di fondarsi sulle misure di cooperazione esistenti, in particolare quelle convenute nel quadro del Piano d’azione concluso con la Germania a dicembre 2022. Grazie a un’attuazione misurata dei controlli, questi hanno finora avuto soltanto un impatto marginale sui flussi transfrontalieri. 5. e 6. Le cause e i fattori che influenzano la migrazione irregolare sono molteplici e il Consiglio federale continua a ritenere che i controlli alle frontiere interne abbiano soltanto un impatto a brevissimo termine su questo fenomeno. Inoltre, le cifre indicate dalle autorità tedesche sono difficilmente paragonabili con quelle svizzere, in quanto sono rilevate con metodi differenti. Analogamente, la diminuzione delle entrate illegali in Germania deve parimenti essere considerata nel contesto stagionale e non soltanto in relazione ai controlli effettuati. Peraltro, anche l’USDC ha registrato una diminuzione dei soggiorni illegali sul territorio svizzero, nonostante il nostro Paese non abbia reintrodotto controlli alle frontiere con gli Stati limitrofi (7134 fermi a settembre; 6543 a ottobre; circa 5000 a novembre, secondo le cifre provvisorie dell’USDC). Una diminuzione simile era stata constatata anche negli ultimi anni. Inoltre, il ripristino dei controlli alle frontiere avrebbe un impatto negativo sui circa 400 000 frontalieri che valicano quotidianamente il confine svizzero.