23.4382 · Interpellanza · 2023-12-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il divieto di diffondere pubblicità politica imposto alle radio private era stato introdotto una quarantina di anni fa poiché il legislatore non sapeva come le radio regionali avrebbero gestito la separazione fra informazione e pubblicità. Oggigiorno, le radio regionali sono una componente essenziale della democrazia diretta. Partecipano alla formazione dell'opinione pubblica in modo professionale. Rispettano i principi etici e l'equilibrio fra le forze in gioco. La campagna in vista delle elezioni federali del 2023 lo ha chiaramente dimostrato. È essenziale che i cittadini possano informarsi tramite varie fonti. La radio viene ascoltata regolarmente dall'85 per cento degli abitanti e dà voce a tutti gli attori.
Prendiamo l'esempio della copertura delle elezioni federali 2023 da parte di Radio Fribourg. Questa radio regionale ha dedicato 18 ore di trasmissione alle elezioni, e sono state necessarie non meno di 149 ore di preparazione. Altre radio regionali riferiscono prestazioni equivalenti: 16 ore presso Radio Chablais, 14 ore presso Radio Fréquence Jura.
Le radio private fanno pubblicità politica sui loro siti Internet da molto tempo, senza che questo provochi reazioni o critiche. Pare naturale che esse possano diffondere la loro pubblicità anche via etere, separando chiaramente informazione e pubblicità. Il timore di vedere la pubblicità prendere troppo spazio nell'etere non è più giustificato. Può infatti essere regolamentata e andrebbe chiaramente identificata da un suono specifico.
Il divieto per le radio regionali di proporre pubblicità politica costituisce una discriminazione rispetto agli altri media. Oggi non è possibile spiegare perché la pubblicità politica sia autorizzata sugli altri canali mediatici ma non presso le radio regionali. Queste ultime sono molto attive sul piano comunale, regionale, cantonale e si dedicano anche a temi nazionali (elezioni federali 2023). Anch'esse devono quindi poter proporre pubblicità politica in occasione di votazioni o elezioni.
1. Il Consiglio federale è consapevole del ruolo essenziale delle radio regionali per la formazione dell'opinione pubblica e il funzionamento della democrazia diretta?
2. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui le radio regionali sono discriminate rispetto alla stampa regionale, la quale è libera di fare pubblicità politica?
3. Il Consiglio federale è d'accordo di aumentare le opportunità delle radio regionali sul mercato pubblicitario e di permettere loro di contenere così il calo degli introiti, i quali confluiscono verso i social network internazionali?
4. Il Consiglio federale non ritiene che sia tempo di abolire il divieto per le radio locali di diffondere pubblicità politica?
5. Il Consiglio federale è disposto ad analizzare le conseguenze dell'abolizione del capoverso d dell’articolo 10 LRTV, il quale vieta alle radio regionali di diffondere pubblicità politica, ed esporle al Parlamento?
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1Tutti i media – anche le radio locali – forniscono, con la loro offerta editoriale, un contributo importante all'informazione della popolazione e alla formazione delle opinioni. Domanda 2È stata una decisione del legislatore quella di sancire nella legge federale del 21 giugno 1991 sulla radiotelevisione (LRTV) il divieto di pubblicità politica alla radio e alla televisione. Questo doveva impedire che l'estensione sui media elettronici delle pubblicità relative a campagne elettorali e di votazione rendesse gli sforzi corrispondenti di partiti e associazioni notevolmente più costosi e penalizzasse i gruppi finanziariamente deboli. Il divieto aveva anche lo scopo di preservare l'indipendenza delle emittenti dalle influenze politiche. In origine, il divieto di pubblicità politica alla radio e alla televisione era assoluto. Dopo una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo del 2001, secondo la quale un divieto assoluto di pubblicità non è ammissibile, il divieto è stato ristretto al settore chiave e si applica ora unicamente per un determinato lasso di tempo prima di una votazione popolare e in correlazione con i relativi temi. Il Consiglio federale è consapevole che il divieto di pubblicità politica alla radio e alla televisione comporta una disparità di trattamento rispetto alla stampa, di cui il legislatore ha deliberatamente tenuto conto. Domande 3-5:L’abrogazione del divieto di pubblicità politica per la radio e la televisione è stata discussa in occasione del dibattito sul pacchetto di misure a favore dei media (20.038). Il 2 marzo 2021, il Consiglio nazionale ha chiaramente respinto una corrispondente proposta di minoranza della Commissione per i trasporti e le telecomunicazioni. Il fatto che la pubblicità si sposti dai media elvetici verso le piattaforme sociali è un fenomeno generale che indebolisce nel complesso la piazza mediatica svizzera. La problematica non tocca unicamente le radio, ma anche la televisione e la stampa.